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Luchi: "E' mancato l'apporto di alcune componenti della città. Abbiamo perso tutti, abbiamo sbagliato tutti. L'esperienza del Comitato può essere di aiuto per il futuro"
15/07/2008 20:55
In questa vicenda che di normale non ha nulla un dato risalta
agli occhi con il suo epilogo odierno: la fine della Lucchese viene
annunciata da rappresentanti di coloro che si erano prefissi di
acquistarla. Dell'attuale proprietà, quella che risponderà, in ogni
sede del possibile fallimento economico e del certo fallimento
sportivo, nessun commento ufficiale.
Così, di fronte a un centinaio di tifosi inferociti, sono Enrico
Luchi, Luca Borghetti, Giulio Castagnoli e l'assessore Lido Moschini ad
annunciare che la Lucchese non esiste praticamente più.
I tentativi estremi del comitato non sono andati a buon fine e sul
finire del pomeriggio, con un' abusata espressione che sa di ambiente
ospedaliero, è stata staccata la spina alla Pantera.
Enrico Luchi, amareggiato e provato, ha provato a ricostruire queste ultime convulse ore:
"Al di là delle evidenti responsabilità nella gestione della
società, credo che nessuno non possa portare il peso qualche
responsabilità per ocme si è conclusa la vicenda. A partire
naturalmente dal Comitato, che è nato spontaneamente e che errori ha
sicuramente commesso. Credo che in tema di responsabilità non debbano
sfuggire i grandi gruppi imprenditoriali della nostra realtà e le
istituzioni. Se oggi a Lucca siamo fuori dai campionati
professionistici la colpa la portano un po' tutti".
Luchi non dice di più, a chi chiede di fare i nomi, snocciolano solo
quelli che hanno dato una mano, come a dire che chi non viene nominato
una mano non l'ha data. L'elenco delle aziende, oltre ad alcune che
hanno preferito restare nell'ombra, è soprattutto formato da quelle
coinvolte da Ivano Fanini, U-boat, Eurocomet e Comet, Emilio Gioia.
Oltre alla cooperativa Terra Lavoro e Ambiente.
Se un rammarico enorme c'è, è quello di essere arrivati ad un passo
dal traguardo: "La cifra necessaria per l'iscrizione era di poco
superiore a 1.500.000 euro e la fideiusione noi ne avevamo in moneta
contante oltre 1.400.000 oltre alla fideiussione. In realtà ne avevamo
molto di più a disposizione, ma non era spendibile subito perché erano
impegni da convertire in moneta. E qui le banche non hanno potuto
venirci incontro. Ma noi contavano sia sul il credito di Lega, che
sarebbe stato sbloccabile per diretta assicurazione della Lega stessa,
sia contratti di sponsorizzazione per un importo vicino ad un milione.
Perché le banche non ci hanno scontato queste cifre? Perché la nuova
società proprietaria sarebbe sorta oggi sulle ceneri della vecchia, non
appena si fosse iscritta la Lucchese al campionato, ma nel frattempo le
operazione andavano per forza compiute con la vecchia società che non
era solvibile per situazioni pregresse e alla quale si sono rifiutati
di anticipare il denaro. In sostanza, noi avevamo crediti ma non li
potevamo spendere in denaro perché sarebbe dovuto transitare dalla
vecchia società. Nel pomeriggio abbiamo fatto dei tentativi con
imprenditori ma alla richiesta di mostrare il bilancio abbiamo dovuto
far vedere i fogli che vedete e che non bastano di certo a dare un
quadro. E' un rammarico davvero enorme: avere quasi il doppio
della cifra necessaria e non poterlo anche perché i tempi troppo
stretti
non lo hanno consentito. Quando andava fatta questa operazione? Giovedì
scorso, avessimo potuta concluderla allora sono convinto sarebbe finita
diversamente".
E' tempo di bilanci e di scioglimento per il Comitato: "Eravamo nati
con un intento ben preciso quindi è ovvio che già stasera ci
scioglieremo e comunicheremo le modalità per rientrare in possesso del
proprio denaro già nei prossimi giorni. Sono convinto che l'esperienza
di questo Comitato, con le forze imprenditoriali e i singoli tifosi in
testa, non debba andare dispersa e credo possa tornare utile per
tentare di provare almeno a ottenere la serie D. Ne parleremo nelle
prossime ore".
Fabrizio Vincenti