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Fouzi Hadj-Comitato: a chi la prima mossa? Ancora nessun contatto formale tra le parti dopo le dichiarazioni degli scorsi giorni
06/08/2008 08:51
E' trascorsa un'altra giornata, ma del possibile incontro tra Fouzi Hadj e il Comitato per la ventilata cessione del ramo sportivo della Lucchese Libertas nemmeno l'ombra. Certo, le parti si stanno studiando e non è escluso che le prossime ore di quella che sembra una delle tante partite a scacchi giocate in questa drammatica estate rossonera producano qualche frutto.
Del resto, anche il blitz del Comitato a luglio, quando cercò inutilmente di salvare la categoria - a proposito, chissà se alcuni dei protagonisti mancati di allora, anche di rilievo, non abbiano rimpianto, con il senno di poi, di non averci creduto sino in fondo - nacque in un attimo, quasi con un atto di forza. La fattibilità tecnica dell'operazione pare essere confermata a grandi linee, anche se alcuni aspetti restano da chiarire. Manca un tavolo dove sedersi e discutere. Chi alza il telefono per primo ha importanza relativa, fondamentale è che ci si metta a sedere, sempre che ci sia la volontà.
Il tempo del resto stringe e Fouzi Hadj, se non vuole davvero lasciare un'impressione talmente negativa da non trovare rivali in centotrè anni di storia passati e forse nei successivi, dovrà fare un gesto chiaro e irrevocabile. Un gesto che non può che essere sancito dalla firma di cessione del ramo d'azienda, unica mossa che forse può salvare la storia del calcio a Lucca. Diversamente per il titolo sportivo sarà la fine. I nomi si possono riprendere anche più avanti, i titoli, se manca la continuità, si perdono.
E ancora una volta c'è da augurarsi che l'attuale presidente rossonero comprenda l'inelluttabilità delle cose: lui, la città, non lo vuole più. Vuole la Libertas, più, molto di più di certi nomi nuovi che qualcuno ha ritenuto il male minore e Fouzi Hadj ha fatto l'impossibile per dimostrare che avevano ragione. Come qualcun altro non ha compreso sino in fondo lo strappo, prima di tutto emotivo, che la sua perdita creerebbe in larga parte della tifoseria. Il calcio non è solo business o solo politica. E' anche questo. Ma, grazie a Dio, non solo, aggiungiamo noi.
Dicevamo di Fouzi, non ha scelta: o prende atto di questo dato incontrovertibile o decide di affondare con tutta la barca, perché di un calcio che veda ancora lui protagonista nella città delle Mura nessuno, davvero, sente il bisogno. E con lui, purtroppo, verrebbe meno anche la Libertas.
Lo può ingannare solo lo spirito di rivalsa, che troppo spesso condiziona le scelte quotidiane di ognuno, facendogli pensare che ci sia spazio per rivincite impossibili o diktat improponibili su eventuali fusioni future. Ne resterà prigioniero?
Gazzetta Lucchese