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La FIGC prende tempo. Un rinvio legato alla complessitā delle situazioni, prima fra tutte quella del Messina
15/08/2008 12:39
Tutto rinviato. Ancora una volta. Dopo una giornata
frenetica, annunciata persino dalla federazione come la decisiva per
venire a capo delle matasse che riguardano Lucca, Massa, Spezia e,
soprattutto, Messina siamo al punto di prima. Decisioni zero. O meglio,
solo la pubblicazione della composizione dei gironi di serie D, una
cosa che era nell'aria da giorni e andava solo formalizzata. Ma sui
ripescaggi niente di niente.
Con Abete impegnato in Cina e una situazione al limite del
grottesco, le alte sfere del calcio italiano non sono riusciti a
sciogliere i nodi, prima di tutto giuridici, che rischiano di mettere
in serie difficoltà il calcio dilettantisco. Sì, perchè una delle
questioni che più vengono temute è proprio quella dei possibili ricorsi
al Tar e al Consiglio di Stato da parte delle società eventualmente
escluse che finirebbero per avere una inevitabile ripercussione sulla
partenza dei campionati di serie D.
Da quanto si può comprendere, la situazione più complessa sarebbe
quella del Messina, dove sono tre le società che hanno richiesto
l'iscrizione, con favorita la compagine guidata dal presidente Franza,
ma che ha un'esposizione debitoria ingente e un piano di rientro nei
confronti dei calciatori solo parziale, oltre ad avere la netta
ostilità di una larga parte della piazza siciliana, ancora avvelentata
per la scomparsa dal calcio che conta. Questa situazione,
paradossalmente, fa il gioco di Fouzi Hadj, perchè i punti di contatto
sono numerosi con la vicenda della Libertas ed è ovvio che inserire il
Messina di Franza e non la Lucchese di Fouzi Hadj sarebbe operazione
complicata e, forse, non troppo solida da un punto di vista delle
motivazioni giuridiche sulle quali poi potrebbe far breccia un ricorso
alla giustizia mministrativa.
In FIGC la preoccupazione è evidente: se così non fosse una
decisione ieri sarebbe stata presa. Oltre a questo c'è pure il caso
della Massese che getta qualche ombra e che in molti vorrebbero in
Eccellenza piuttosto che in serie D. Chi sembra dormire sonni un po'
più tranquillo è solo lo Spezia. Da ultima è uscita fuori anche la
vicenda della commissione di ingresso, una sorta di tassa di ammissione
per le nuove società da devolvere al fondo calciatori e allenatori, che
potrebbe scompaginare i budgets delle nuove società. Si parla di
qualche centinaio di migliaia di euro, non bruscolini.
Una situazione, insomma, non ancora definita, anche se la sensazione
è che la bilancia continui a tendere, almeno a Lucca, verso lo
Sporting. Certo, in FIGC tenteranno sino in fondo di evitare il muro
contro muro per scongiurare le ripercussioni derivanti dai ricorsi,
come detto vero pericolo per la Federazione, ma i margini per una
ricomposizione della situazione a nostro avviso sono zero. Basse le
probabilità che uno dei due contendenti si ritiri - a meno che non
venga offerta una categoria di tutto rispetto ad entrambe -,
inesistenti quelle di un possibile accordo sul filo di lana tra le due
società. Una brutta gatta da pelare per la FIGC, che lunedì, ma c'è già
chi sussurra di martedì o mercoledì, dovrà comunque essere affrontata
una volta per tutte.
Gazzetta Lucchese