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Chadi, un toscano d'adozione con il vizio di vincere i campionati
19/08/2008 09:04
Ci sono dei giocatori che basta uno sguardo per capire che
sono di quelli che difficilmente mollano, di quelli che trascinano. E
non c'è bisogno di chissà quali strutture fisiche, bastano
gli occhi di tigre, ovvero gli occhi di chi è portato alla lotta con
determinazione, come dicono in oriente, per capirlo. E' il caso di
Cheikh Merai
Chadi che è approdato pochi giorni fa nella Sporting di Giovannini. Un
arrivo fortemente voluto dal direttore sportivo che conosce benissimo
questo sirano trentaduenne che parla bene in italiano ed è un esperto
conoscitore dei campi della serie D. E della Toscana.
"Sono al
decimo campionato e otto li ho disputati in Toscana, evidentemente è
nel mio destino. Di questi ne ho vinti quattro. Anzi, sarebbero cinque
con l'annata a San Gimignano, ma in quel caso ci affibbiarono una
penalizzazione che ci costò la vittoria finale".
Tanti campionati in Toscana e tanti campionati vincenti: quale ricordi di più?
"Senz'altro i tre anni a Massa: straordinari, una lunga galoppata dalla serie D alla C1. Davvero un ricordo molto bello".
E anche lì c'era Paolo Giovannini.
"Non
ti nascondo che il primo motivo per cui ho accettato Lucca è stata
proprio la sua presenza. Di lui mi fido, mi ha parlato dei programmi,
della serietà delle persone che ci stanno dietro e ho accettato. Ovvio
che poi ha pesato anche il nome della piazza: Lucca è Lucca. Può
sembrare banale dirlo ma è così".
Dicevamo che sei un esperto della serie D: che si può dire su questo campionato?
"Mai
dare nulla per scontato e soprattutto pensare subito dopo una vittoria
alla partita successiva senza ritenersi arrivati. Solo quando c'è la
matematica di conforto ci si può rilassare. Vale per tutti i
campionati, ma qui la carica agonistica deve rimanere sempre alta. E'
una sfida lunga un anno".
A maggior ragione nel caso della Sporting
Lucchese, che incontrerà avversari che si giocheranno la partita dell'anno. A
proposito, quali sono le rivali più da temere?
"Non c'è da guardare
a nessuno come la più forte. Bisogna fare attenzione a tutto il girone ed
essere coscienti che noi siamo la Lucchese. Tutti vorranno giocare bene
contro di noi, soprattutto in casa nostra. La presenza del pubblico, un
impianto di altra categoria faranno trovare stimoli incredibili ai
giocatori avversari. Hai presente cosa successe alla Fiorentina quando
giocò in C2? Fece più punti fuori che in casa".
Ci sarà da soffrire e non poco, insomma.
"Se
ci sarà da soffrire dovremo soffrire. C'è poco da aggiungere, se non
che il gol lo dovremo cercare ad ogni costo e sino in fondo. A Massa
sei-sette partite le vincemmo nei minuti di recupero. Ci si deve
credere sino in fondo".
A proposito del gol, tu hai una buona capacità realizzativa.
"E'
vero, per il ruolo che ho, da mediano, ne ho sempre fatti abbastanza.
Quest'anno, d'accordo con i tecnici, proverò a farne anche di più,
perchè penso che serviranno, naturalmente lasciando qualcosa in fase
difensiva".
Pochi giorni che vi allenate, un primo, parziale, bilancio.
"Sono
contento, questa squadra in pochissimo tempo ha fatto tanto. Ha
sviluppato un lavoro che non avevo mai visto. Sicuramente c'è tanto da
fare, ma questa partenza ci dà un pizzico di serenità in più".
A proposito di partenza, sarà ad handicap, visto la relativa preparazione atletica e tattica?
"Dobbiamo
provare a partire bene sin dall'inizio. Dovremo pensare che non siamo
partiti in ritardo. Questo non potrà essere un alibi. Mai".
Però ai tifosi chiedete un pizzico di pazienza.
"Il
pubblico sarà il numero uno. In queste categorie e può davvero fare la
differenza, conta più di tutti. La pazienza ? Dovrà averla con i
giovani. In formazione ne avremo sempre quattro, iniziare a fischiare o
fare respirare loro un'aria di sfiducia può essere pericoloso. I vecchi
sono corazzati, loro no".
Fabrizio Vincenti