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Dario Degli Esposti, un livornese che mette il naso, per la prima volta, fuori dalla sua cittā
22/08/2008 19:27
Dario Degli Esposti è, per la prima volta in carriera, in trasferta.
Ventiquattro anni, difensore livornese, con una passione per la Lazio
in una città a dir poco ostica per i colori biancazzurri "E' dura, ma è
una passione che mi ha trasmesso un mio allenatore delle giovanili e
da quando vinse lo scudetto sfilandolo alla Juve con una squadra di veri
campioni me ne sono innamorato definitivamente".
La Sporting è la tua prima, vera
occasione calcistica per uscire da Livorno dove ha passato un'intera
vita, dal settore giovanile sino al Picchi.
"In effetti è così: tra gli
11 e i 19 anni sono stato nel settore giovanile amaranto; poi negli
ultimi cinque anni ho militato nel Picchi Livorno. Per la prima volta
in carriera metto il naso fuori da Livorno".
Quale stagione ricordi maggiormente con piacere nel Picchi?
"Senza
dubbio la prima annata. E' tutto diverso rispetto alle giovanili.
Davvero un altro mondo, dove ti devi confrontare con avversari
smaliziati, dove è più facile prendere anche le botte. Un impatto
notevole per me. Ma devo dire che ricordo con piacere anche l'ultima
stagione durante la quale siamo andati bene, anche se ho giocato meno e
fatto più gol".
A proposito di gol, ti abbiamo visto autore di una
splendida rete contro la rappresentativa della Garfagnana: non sembrava
il tiro di uno che ci prova per la prima volta.
"In effetti quando
posso tento il tiro. E ogni tanto capita pure che la metto dentro. Lo
scorso anno ne realizzai uno con il Forcoli scartando due avversari e
mollando un siluro, più con la forza della disperazione che altro
perchè ero senza energie. La palla sembrava dovesse finire fuori, poi
si abbassò e andò a sbattere contro la travsrsa insaccandosi. Era il
92', a momenti non ci credevo nemmeno io".
Descriviti come caratteristiche tecniche.
"Sono
un difensore di fascia a cui piace spingersi in avanti e attaccare, ma
se c'è da difendere non mi tiro indietro. In passato ho marcato tante
volte a uomo: hai presenti quelle gare che ti appicchi alla punta, non superi la
metà campo e non fai altro?".
Ormai è qualche giorno che sei insieme ai tuoi compagni: che ci puoi dire tra i punti di forza che vedi in questa squadra?
"Indubbiamente
ci sono delle buone ndividualità, con compagni che provengono da
categorie decisamente superiori. E poi c'è un grande impegno da
parte di tutti, un'attenzione anche alle cose più piccole che fa
ben sperare. Personalmente anche i consigli e i rimbrotti di Venturelli
sono uno stimolo in più a fare bene: mi mancava questa opportunità di
crescere".
Sei un veterano della serie D: che ci puoi dire su questo campionato?
"E'
un campionato difficile, non ci si può distrarre perchè altrimenti si
rischia di perdere contatto con le prime. C'è, prima di tutto,
l'obbligo di essere continui nei risultati".
Quanto è importante avere un bomber in squadra in queste categorie?
"Moltissimo,
anche al Picchi avevamo due punte forti come Ferretti e Martelloni, che
ci tenevano alta la squadra e che ci risolvevano molte partite che
altrimenti avrebbero preso un'altra piega".
Per la Sporting sarà peggio giocare in casa o in trasferta?
"Mah,
non saprei. Ero abituato a giocare praticamente senza tifosi in casa,
figuriamoci. Per me sarà sicuramente un'esperienza nuova anche in
questo senso".
Fabrizio Vincenti