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Abete, i suoi dubbi e 103 anni di storia
26/08/2008 09:04
"Come si fa a non tenere conto di 103 anni di storia", sarebbe
questo la frase riferita negli scorsi giorni ad un giornalista romano
da parte del presidente della FIGC Giancarlo Abete e che forse fotografa meglio di ogni altra considerazione l' empasse in cui si trova la Federazione calcistica.
Da un lato una società, la Sporting, che ha un suo programma
definito, una struttura societaria definita, una squadra e l'appoggio
delle istituzioni, ma che non ha tutti i requisiti per poter utilizzare
l'articolo 52 delle NOIF che prevedono, per subentrare come squadra
rappresentante un'intera città, che venga revocata l'affiliazione alla
vecchia società.
E qui tornano in ballo i 103 anni di storia e l'altra metà del
cielo, costituita dalla Lucchese Libertas, sempre più vicina alla fine,
soprattutto se non interverranno fatti nuovi, ma ancora in vita, con un
suo numero di matricola, un fascino ancora in vita in una parte
importante della tifoseria e alcuni accordi, tra cui quello con i
calciatori, che darebbero, il condizionale è d'obbligo, la sensazione
che qualcosa ancora in piedi c'è.
La FIGC si trova in mezzo: in mezzo al rischio di appendici legali
che potrebbero bloccare i campionati, in mezzo a un precedente che
potrebbe essere pericoloso, in mezzo al rischio, qualora alle
intenzioni seguissero i fatti, di dover far fronte con 600mila euro del
suo fondo di garanzia al pagamento degli stipendi dei calciatori
rossoneri della scorsa stagione.
Ecco perchè, a nostro avviso e a differenza di altri casi, vedi
Spezia, sta temporeggiando. Magari nella speranza di un accordo sul
filo di lana tra i protagonisti di questa vicenda. Accordo che non
avverrà, a meno di miracoli. E allora la patata tornerà, per l'ultima
volta, nella mani di Abete. Quanto peseranno i 103 anni di storia non è
dato sapere. Facile che il finale sia già scritto, con la Sporting in
serie D e la Libertas in qualche categoria inferiore. Ma non la terza:
103 anni di storia, probabilmente, non lo consentiranno.
Gazzetta Lucchese