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La CGIL: "Non una parola di autocritica da chi ha portato a Lucca Fouzi Hadj. Nuovo stadio? Non serve, inaccettabile la subalternitā dell'ente pubblico rispetto agli interessi privati"
29/08/2008 16:23
Con un lungo e articolato intervento, la CGIL di Lucca per bocca
del suo responsabile Virginio Bertini, prende posizione sulle ultime
vicende che hanno riguardato il calcio cittadino e sulle prospettive
riguardanti il nuovo impianto. Eccone il testo integrale.
Non serve una cittadella dello sport ma un progetto sportivo per la
città ed è civile una città che garantisce prima di tutto un tetto a
tutti i suoi abitanti
1.Poteva finire peggio. Il fatto grave è
che non ho sentito né letto una parola di autocritica da parte di
coloro che erano al vertice delle istituzioni e che avevano steso
tappeti d'oro a quell'incredibile personaggio che si era presentato a
Lucca promettendo la serie A in pochi anni. Da dove spuntava e
soprattutto da dove venivano i suoi soldi? Quali erano le sue
credenziali? Da chi era stato presentato all'allora Sindaco Fazzi e con
quali garanzie? Forse sarebbe interessante scoprirlo. Può essere solo
un caso se certi signori come Fiorani e Fouzi Hadj, a Lucca, hanno
avuto grandi simpatie nei centri di potere, non solo istituzionali?
2.Uno
stadio la Lucchese ce l'ha, con una sua valenza architettonica, una sua
storia, con dimensioni e agibilità a norma, dignitoso anche per una
squadra che arrivasse in serie B, come del resto è stato nel recente
passato, e con un discreto manto erboso, il che non è poco.
3.Sul
progetto di nuovo stadio o "Cittadella dello sport" mi permetto di
avanzare alcune prime riflessioni critiche di metodo e di merito: a)
ritengo che sia inaccettabile la subalternità e l'improvvisazione
dell'Ente pubblico rispetto agli interessi privati soprattutto quando
si tratta di programmazione urbanistica e di governo del territorio b)
nella Piana di Lucca tutti gli studi più recenti, compreso quello
dell'architetto De Lucia, realizzato qualche anno fa per il varo, da
parte dell'Amm.prov., del Piano territoriale di coordinamento, hanno
messo in luce una notevole fragilità del territorio e una
cementificazione crescente non più tollerabile, per cui si poneva e si
pone l'esigenza di salvaguardare il verde rimasto, formulando
un'ipotesi tendente a zero per nuove costruzioni o nuovi assi viari e
puntando invece sulla ristrutturazione dell'esistente c) la zona
indicata per il business è una di quelle più colpite dalle recenti
speculazioni edilizie, già realizzate o in attesa di realizzazione, e
interessata da problemi di traffico e inquinamento d) mischiare il
calcio e il futuro dello Sporting Lucchese con operazioni immobiliari e
commerciali che aggrediscono il tessuto ambientale e socio-economico
già fortemente compromesso risulta sbagliato e controproducente e) più
che di una cittadella dello sport ci sarebbe bisogno di un progetto di
sport per la città e i suoi abitanti, immaginando una riqualificazione
delle strutture esistenti, un loro ampliamento, una messa in rete degli
impianti sportivi, per offrire più spazi e più strutture a livello
decentrato e a livello di Piana ( piscine, palestre, campi di calcio,
campi per atletica e per altre attività sportive ), per le società, i
gruppi sportivi, i giovani, mentre non servono nuovi grandi centri
commerciali né megaimpianti.
4.ben venga una discussione pubblica su
questo tema, ma non separata da una discussione non più rinviabile
sulla programmazione urbanistica, sul piano di edilizia pubblica, sui
servizi, sul ruolo dei grandi contenitori, sulla salvaguardia e
valorizzazione del verde, discussione che deve garantire la
partecipazione e la validazione finale da parte delle popolazioni
interessate.
5.il diritto allo sport non può oggi essere disgiunto o
venir prima del diritto alla casa, nella scala dei beni primari. E'
ancora troppo poco quello che è stato fatto: sono tante le famiglie che
non percepiscono i contributi in conto affitto, sono tante le famiglie
che avrebbero bisogno di un alloggio a prezzo di affitto calmierato (
tipo 200-250 euro al mese ), sono tante le famiglie che dormono
all'addiaccio o in condizioni di sovraffollamento, anche a seguito di
sfratti per morosità e sempre di più quelle che non riescono a pagare
il mutuo. Garantire un tetto a tutte le famiglie e realizzare spazi
sociali per giovani e meno giovani è compito prioritario di un A.C.
degna di questo nome. Le imprese e le banche, d'altra parte, dovrebbero
ricordarsi dei "vincoli sociali" che la Costituzione pone alla loro
attività.
Virginio Giovanni Bertini Resp. CGIL Zona Lucca