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Simone Masini: "Il comunicato dei giocatori? Lo rifarei, ma non in quel momento. Continuo a seguire le vicende rossonere con grande affetto"

01/10/2008 11:41

Per Simone Masini la nuova stagione è iniziata come si era chiusa la precedente, ovvero male. Il passaggio all'Ascoli, in una categoria finalmente adeguata al suo talento, è stato subito guastato da un infortunio al flessore della gamba sinistra. Uno stiramento di ben tre centimetri, tanto per gradire. E per il Maso è stato subito stop, ben al di là delle due giornate di squalifica ereditate da quella sciagurata, ultima, gara contro la Pistoiese. Ora il peggio è passato e il suo pieno rientro ormai imminente, a partire dalla gara di coppa Italia contro il Bologna: "Ho fatto l'esordio contro il Mantova per una decina di minuti, ma non stavo ancora al meglio. Ora mi sento bene e le scelte a questo punto saranno solo del tecnico perchè sono di nuovo pienamente a disposizione. Certo, come inizio speravo di meglio, ma il peggio è passato. Diciamo che ho fatto una vacanza aggiuntiva non richiesta".

Lo stacco e l'impatto dalla C alla B lo hai trovato sempre notevole come lo avevi lasciato anni fa?
"Sì, è abbastanza diverso, sia sotto il profilo tecnico che a livello organizzativo. Basta pensare a molti dei nomi delle squadre che sono in questo campionato, nomi dal blasone importante, piazze molto seguite".

E il tuo inserimento, infortunio a parte, come va?
"Molto bene, ho trovato un gruppo favoloso, con i giocatori più esperti che sono i primi a impegnarsi e a essere di stimolo per gli altri. Gente del calibro di Taibi e Bucchi sono tra i più umili e disponibili".

L'Ascoli là davanti però ha punte di tutto rispetto, tu comunque ti vuoi giocare tutte le tue carte, come è giusto che sia.
"Esatto, l'infortunio non mi ha aiutato ma ora voglio provare a fare il possibile per rendermi utile, a partire dalla gare di coppa Italia. Certo, davanti a me ho giocatori tipo Soncin e Bucchi, ma di sicuro ce la metterò tutta per ritagliarmi uno spazio. Sono ancora giovane anche se da anni gioco a livello professionistico, ma è ora di provare a fare il salto definitivo".

La Lucchese immagino tu la stia sempre seguendo in qualche modo.
"Come non potrei? E' un capitolo fondamentale della mia vita professionale e umana e cerco di stare dietro agli sviluppi e tenermi aggiornato. Peraltro, alcuni dei giocatori che ci sono ora li conosco personalmente, a partire da Mocarelli, Bova e Scandurra. Era stato una buon inizio, poi quelle due sconfitte consecutive hanno un po' tarpato le ali. Ma la squadra per me è buona".

Non sarà facile uscire fuori da questo inferno e da queste macerie.
"No, anche se spero che al massimo entro il prossimo campionato sia possibile tornare tra i professionisti. E' il minimo che la città possa avere e io da lucchese d'adozione me lo auguro e ci spero davvero tanto".

Ai tifosi, delusi, scoraggiati e anche un po' scettici e divisi che ti senti di dire?
"Di non mollare, di tenere duro, di non perdere tutto l'entusiasmo. Si è chiuso un ciclo purtroppo, ma bisogna guardare avanti. E ora non c'è altra possibilità, prima entreranno in questa ottica meglio sarà".

Di Fouzi Hadj che mi dici, a distanza ormai di mesi e chilometri?
"Che è stato furbissimo e ha ingannato tutti, addetti ai lavori, giornalisti, tifosi e noi giocatori fino alla sfacelo finale. Ma purtroppo più ancora di lui ha perso la città che si ritrova queste macerie sulle spalle. Noi calciatori, bene o male, riusciamo a ripartire in altre piazze, da voi ora è un cumulo di macerie. Anche se voglio ricordare per amore di verità che troppo spesso ho sentito gente che faceva discorsi sbagliati su di noi: in serie C non si guadagnano grandi cifre nella maggioranza dei casi e con i soldi ci si deve campare. Lo scorso anno molti di noi erano davvero in serie difficoltà economiche".

Con il senno di poi, torniamo a quel comunicato: da capitano della squadra lo rifaresti?
"Sì lo rifarei, ma non con quella tempistica. Andava fatto prima, molto prima, oppure, a quel punto,bisognava continuare ad ingoiare il rospo e stare zitti. Ma credimi eravamo esasperati e il nostro è stato un tentativo di far comprendere a tutti gli inganni che subivamo sistematicamente. Di sicuro non voleva essere un alibi, anzi".

Castelli, come Masini, Renzetti, Nocentini e Braglia in serie B, altri in squadre comunque prestigiose di categorie inferiori: una conferma che la squadra era buona.
"E', per quanto conti, una conferma del valore di quella squadra, che però andava al di là del fatto squisitamente tecnico. Nella Lucchese dello scorso anno c'erano valori umani importanti, altrimenti nel caos che si respirava ci saremmo sfaldati alla prima difficoltà. E invece siamo stati in grado di restare uniti, spesso contro tutti. Per questo il rammarico è ancora maggiore: c'erano tutti i presupposti per vincere".

Fabrizio Vincenti

 

 

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