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Favarin categorico: "Andiamo a Rieti per allungare la striscia positiva di risultati. E quando dico positiva non mi riferisco certo al pareggio"
22/10/2008 09:34
Giancarlo Favarin è seduto davanti al televisore e sta guardando, alternativamente, la Juventus che vince con il Real Madrid e la Fiorentina che, al contrario, perde con il Bayern Monaco. Nonostante questo si alza dal divano e risponde al telefono: cordiale e cortese come sempre. La sua avventura alla Sporting Lucchese sta procedendo nel migliore dei modi, stanno arrivando anche i risultati e il bel gioco, la difesa è più attenta, il portiere pure, il centrocampo corre come un treno, in avanti segnano quanto basta in questo aiutati anche dai compagni di altri reparti. Ce ne sono a sufficienza di motivi per essere soddisfatti. A cominciare dal primo posto in classifica.
Essere primi in classifica, anche se in coabitazione, che effetto le fa?
"Siamo contenti, ma certo non ci strappiamo i capelli. Essere lì dove siamo arrivati è grande merito dei ragazzi che si sono guadagnati con il sudore della fronte questa posizione. Non era facile, soprattutto alla luce di come eravamo partiti, a metà agosto, praticamente dal nulla. Ora, invece, siamo lì e lì dobbiamo rimanere".
Lei assegna sempre i meriti agli altri, ma non pensa che qualcosa di suo ci sia in questa squadra e nei suoi risultati positivi?
"Non sta a me dirlo. Gli interpreti principali sono sempre i giocatori. A me fa piacere essere l'allenatore della Lucchese e mi piacerebbe anche aprire un ciclo. Ora, però, è prematuro parlare di queste cose. Il traguardo è ancora distante e ci sono, lungo il percorso, tante salite".
Si sarebbe aspettato, dopo le sconfitte con la Sestese e con l'Arrone, di essere in testa al campionato?
"Io, per carattere, anche nelle situazione difficili cerco di vedere il lato positivo delle cose. Con l'Arrone, in dieci per tutto il secondo tempo e con la difesa a tre, abbiamo mostrato una grande determinazione e a me è piaciuto molto questo atteggiamento tattico anche nella sconfitta. Posso dire, provocatoriamente, che proprio contro l'Arrone si è cominciato a vedere la vera Lucchese".
3-4-3: un sistema di gioco che ha scelto o che le è stato imposto dalle circostanze?
"Diciamo che è un atteggiamento tattico che ho sempre adottato anche nei tre anni passati a Castelnuovo Garfagnana. Del resto, avendo con me, quest'anno, proprio alcuni di quei ragazzi - Belluomini, Vanturelli, Galli - tutto è diventato più semplice. Ci ha aiutato molto la sosta, con la possibilità di concentrarci su questo modulo e di perfezionare certi meccanismi, oltre, naturalmente, a recuperare energie".
E', comunque, un atteggiamento in cui gli esterni devono fare un gran lavoro.
"Diciamo che se proprio vogliamo cercare il pelo nell'uovo, qualche sbavatura l'abbiamo in certi reparti, ma, ripeto, si tratta di piccole cose rispetto alle grandi che abbiamo fatto. Vannucci? Non dimentichiamoci che sta giocando in un ruolo che non è il suo".
Domenica c'è il Rieti in trasferta.
"Già. E per loro è una sorta di ultima spiaggia. Mi risulta da alcune indiscrezioni che il clima in società è teso per cui si aspettano sicuramente un risultato importante dalla loro squadra".
Partirete, dunque, a spron battuto o attenderete le loro folate offensive per colpire in contropiede?
"Ho sempre detto ai ragazzi che tutti gli avversari meritano il nostro rispetto. Però noi dobbiamo allungare la striscia positiva di risultati e quando dico positiva non mi riferisco al pareggio".
Gazzetta Lucchese