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Nicholas Guidi: "Continuo a seguire i rossoneri. Importante vincere e tornare subito tra i professionisti. In futuro, chissā, le strade potrebbero rincontrarsi"
06/11/2008 17:36
"Pronto?","Sì, sono Nicholas Guidi, ho trovato una chiamata
da questo
numero sul cellulare". Quando gli spieghi chi sei parte subito l'
intervista, tra un mare di ricordi, e la presenza in macchina di
Nocentini, suo compagno in quel di Frosinone. I due stanno andando a
provare la divisa ufficiale della squadra ciociara. O meglio stanno
provando ad andare, perchè la macchina di Nocentini ha un navigatore -
parole di Nicholas - da uovo di Pasqua e stanno girando a vuoto ad
oltranza nonostante Frosinone non sia Roma. Dopo un avvio stentato la
squadra giallloblù si sta ritrovando e anche per Guidi arrivano le
prime soddisfazioni.
"La
partenza è stata difficile: nelle prime tre gare un punto. Sono
iniziate le inevitabili critiche, anche se devo dire che questo non è
un ambiente che ti mette eccessive pressioni addosso".
Ora però vi state iniziando a togliere delle soddisfazioni.
"Facendo
tutti gli scongiuri del caso, sì. Siamo in serie positiva e ci attende
la difficile gara di Empoli, ma il nostro campionato sta volgendo al
meglio".
E per te che inizio è stato: hai avvertito un bel salto dalla C1 alla B o no?
"L'impatto devo dire è stato duro, problematico: ti devi misurare con giocatori davvero
di un'altra categoria, cito per tutti Lucarelli. Credo sia normale aver
pagato un po' di rodaggio, ora comunque va decisamente meglio".
E' un po' tutto diverso immagino, oltre ai calciatori che differenze hai trovato?
"In
tutto. E' davvero tutto un altro mondo: dal pubblico,
all'organizzazione societaria per finire come già detto all'aspetto più
strettamente tecnico".
Forse nell'ambientamento ti può aver aiutato il fatto di aver ritrovato mister Braglia, a proposito è sempre uguale?
"Sicuramente
conoscere il mister, il suo staff, i suoi sistemi di allenamento e il
suo carattere mi ha avvantagiato un pizzico. Mi chiedi com'è? E come
vuoi che sia? Esattamente uguale a come lo avete lasciato a Lucca. Lui
è così. Sempre".
Tu in B e la Lucchese, o quel che viene dopo
di essa, in serie D: eppure solo pochi mesi fa per entrambi sembrava
un'altra musica.
"E' incredibile, e ti assicuro mi fa ancora
male parlarne. Parecchie volte mi prende la nostalgia pensando a quello
che poteva essere e non è stato, al mio passato fatto di anni e anni
nel settore giovanile rossonero e ad un presente da ricostruire sopra
le macerie lasciate da quell'uomo".
Ad alcuni tuoi compagni ho
chiesto se, a distanza di tempo, ritenevano ancora giusta la scelta di
fare quel comunicato in cui esprimevate il vostro dissenso con la
gestione societaria: quel'è la tua opinione a distanza di mesi?
"Credo
che non sarebbe cambiato nulla: quando siamo stati zitti non è successo
nulla, quando abbiamo iniziato a parlare nemmeno. Era una situazione
senza via di uscita. Mi è dispiaciuto che per un po' i tifosi - in
buona fede- pensassero che i problemi fossimo noi a crearli. Poi
la verità è venuta fuori in pieno. E ha detto solo una cosa: che il
presidente si deve solo vergognare per quello cha ha fatto. Non si può
far finire il calcio in una città come Lucca".
Ancora è una ferita aperta, mi pare.
"Ho
due rimpianti: di non aver centrato la promozione prima di tutto. Mai
come lo scorso anno eravamo convinti di potercela fare. A prescindere
dalle eventuali penalizzazioni successive ce la dovevamo fare e eravamo
un gruppo come non ne ritroverò più. E poi di aver dato fiducia ad un
uomo che non la meritava assolutamente. Lo scorso anno mi sono legato
alla Lucchese per quattro anni, nonostante si venisse da una stagione
tribolata come quella di Pea e Stringara. Mi sono fidato e ho
sbagliato".
A Lucca restano i cocci di tutto questo uragano.
"Lo so, vi sto continuando a seguire. La squadra sta andando bene e mi
dicono che la società sia sana. Importante è tornare subito nel giro
dei professionisti vincendo il campionato e, in due tre anni, in C1 per
poi riprendere il discorso interrotto troppe volte con la serie B".
Magari con te di nuovo in maglia rossonera?
"Non
è un mistero che a Lucca sono legato, che ho bellissimi ricordi con
quella maglia: se capitasse l'occasione ci penserei seriamente".
Fabrizio Vincenti