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Maurizio Silva, qua la mano Sporting: "Un appello alla cittā: salviamo la nostra storia in un'unica squadra. La Sporting provi a rilevare la storica matricola, č possibile"

28/11/2008 19:11

Il prezzo della storia. Dell'identità. Della memoria. La questione sulla Lucchese Libertas è tutta qua. Poco o tanto che valgano queste parole nel mondo del calcio. Nell'elegante cornice dell'hotel Ilaria Maurizio Silva, attuale reggitore delle sorti sportive della Libertas ha spiegato, forse come non mai, perché ha provato a tenere in vita la società rossonera, cosa cerca e cosa chiede un po' a tutta la città. Sicuramente lo ha fatto con il ramoscello di ulivo in mano, dopo tante settimane, per non dire mesi, nei quali la freddezza con la Sporting Lucchese è stata palpabile.

Silva ha esordito con una domanda che viaggia sulla bocca di tanti tifosi rossoneri ormai da tempo: ha senso continuare? "Se ho fatto tutto questo è per non vederla sparire, per sperare che qualcuno, un giorno, potesse riportarla là dove le compete. Sono state messe in giro molte voci sui miei legami con Fouzi Hadj e sui miei presunti interessi: non ho nulla da nascondere. Sono creditore della Lucchese, ma so bene che al pari degli altri fornitori non vedrò mai un euro. E lo so da tempo e con certezza. Come pure i legami con Fouzi Hadj non hanno nulla a che vedere con la Lucchese Libertas, prova ne è che io sono qua, ora, nonostante il fallimento e la definitiva scomparsa dalla scena del vecchio presidente. A me interessa solo e soltanto che non scompaia questa società che ha fatto il calcio a Lucca, che rappresenta la storia, che ha ancora un numero di matricola anch'esso storico, 28110, anche se non è il primo della sua storia".

Il fallimento giudiziario, paradossalmente, per Silva è un'opportunità: "Se prima era impensabile che si avvicinasse qualcuno a questo squadra, vista l'entità dei debiti, ora, con l'avvento del curatore fallimentare, è possibile rilevare all'asta un marchio, un nome e un'azienda sportiva ancora viva a un prezzo sicuramente equo perché è quello che verrà stabilito da una perizia. Senza i debiti, ovviamente. Io, insieme agli altri che la stiamo tenendo in vita, crediamo come non mai che si possa salvare e rivolgiamo un appello a tutta la città e a chi oggi sta facendo il calcio che conta a Lucca, ovvero alla Sporting Lucchese di Giuliani. L'attuale proprietario può, allo stesso prezzo di quello che costerebbe il solo nome e il marchio, questo a detta anche del curatore fallimentare, salvare anche la storia, la matricola; un percorso sportivo che insomma ci ha condotto sino al 2008. Ripeto, il mio è un appello alla città perché a questo punto, riprendendo la domanda iniziale, ha senso andare avanti solo se c'è un interesse della città. Per parte mia ho contattato il sindaco che ha compreso perfettamente le mie motivazioni. Mi ha detto: ‘Da un punto di vista pratico forse cambia poco, ma da un punto di vista sentimentale cambia parecchio. E il calcio è fatto anche di sentimenti'. E' quello che penso io".

Sul come tecnicamente salvare capra e cavoli, la questione è ancora aperta, ma uno spiraglio ci sarebbe: "Si tratterebbe di acquistare all'asta pubblica il tutto, naturalmente con noi che si continua a giocare perché altrimenti la Lucchese Libertas verrebbe estromessa e perderebbe inesorabilmente la sua storia, e poi iniziare con le procedure di fusione che porterebbero in un arco di tempo sostanzialmente ristretto (dovrebbe passare ancora un'altra stagione ndr) ad avere una squadra nei professionisti ma con il nome e la storia di 103 anni. E' ovvio che il mio appello, fermo restando che è un'asta, è al presidente Giuliani: ha un'occasione importante di sanare le ferite e non interrompere la storia rossonera, senza per questo dover tirare fuori soldi in più. Il curatore è stato chiaro: vendere nome, logo o vendere nome, logo e matricola hanno sostanzialmente il medesimo costo. Le norme federali (art 16, 20 e 52 NOIF ndr) lasciano lo spazio. Sussistono alcuni dubbi ed è per questo che ci auguriamo che qualcuno faccia tutte le verifiche del caso per dirimere la questione".

E la squadra nel frattempo? "Il problema è se c'è interesse o meno a provare a salvare il tutto da parte della città. Io sinora ho retto la baracca tra non poche difficoltà e un clima non facile. Spero che ora si sia compreso perché è stato fatto, ma non voglio fare ulteriori battaglie verso i mulini a vento: se interessa noi siamo qua e continueremo a giocare per tenerla in vita sino a quando si fonderà con chi è destinato a rappresentare Lucca calcistica in tutta Italia, altrimenti ci faremo da parte. Mi auguro che questo sia preso per quello che è: un tentativo deciso di interrompere la spirale delle divisioni e provare ad avere una squadra sola che rappresenti la città con il suo nome e con il suo passato. Se la squadra scende in campo a Fornoli? Certo, attendiamo di capire se il nostro sforzo può servire a salvare il tutto e l'appello raccolto. Nel frattempo giochiamo. Se così non facessimo automaticamente, come detto, butteremmo a mare tutto perché la Lucchese Libertas verrebbe estromessa e perderebbe storia e matricola. I costi di gestione? Zero praticamente, il curatore se otterrà l'esercizio provvisorio, come è quasi certo, verrà rimborsato delle poche spese vive, nell'ordine di qualche migliaio di euro, da noi e da eventuali sponsors. Attendiamo un segnale, ma a tutti chiedo di...non sparare sul pianista. Se lo stiamo facendo è un atto di amore".

Fabrizio Vincenti

 

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