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Azione di responsabilitā verso i consiglieri di amministrazione, i sindaci revisori e i liberi professionisti. Bancarotta fraudolenta per distrazione e preferenziale: questi i possibili scenari per il fallimento della Lucchese Libertas 1905
15/01/2009 12:14
Questa mattina è apparso in cronaca della Nazione il seguente articolo. Lo pubblichiamo integralmente:
"LUCCHESE Libertas ultimo atto. Domani mattina il curatore fallimentare della società rossonera presenterà al giudice delegato al fallimento Giuntoli e al procuratore capo della Repubblica Cicala la sua relazione, esattamente entro i 60 giorni previsti dalla data del crac che fu dichiarato il 18 novembre 2008. Niente è trapelato, com’è ovvio e comprensibile, sui contenuti del documento redatto dall’avvocato Francesco Giannecchini. Tuttavia non si dovrebbe andare molto lontano dal vero ipotizzando uno scenario di questo genere: innanzitutto vanno distinti i due aspetti, quello di carattere civile e quello, invece, penale. Nel primo caso è assai probabile che il curatore indichi la strada dell’azione di responsabilità nei confronti degli ex consiglieri di amministrazione e dei sindaci revisori dei conti che hanno occupato la cariche dal 2005 in poi. A tutti verrebbe rimproverato il non aver posto la società in liquidazione una volta perso per strada il capitale. Inoltre, a qualcuno, come ad esempio Fouzi Hadj, verrà anche contestata la distrazione di soldi appartenuti alla Lucchese Libertas, denaro prelevato mediante assegni circolari rilasciati da una banca a seguito di bonifico accreditato dalla Lega sul conto corrente acceso alla società rossonera.
SOTTO il profilo civile consiglieri e sindaci potrebbero essere chiamati a risarcire la Lucchese a seconda delle proprie responsabilità. Quanto all’aspetto penale, sarà la Procura a valutare le fattispecie che dovessero emergere nel corso della lettura della relazione. Il rischio, concreto, è di incappare nella bancarotta fraudolenta per distrazione e preferenziale. Sottrarre denaro alla società che fallisce, farlo entro i sei mesi precedenti la dichiarazione, assegnare i soldi sotratti a discrezione invece di rispettare una scala già individuata dalla legge, sono tutti reati le cui conseguenze potranno arrecare danni a chi li dovesse aver commessi. E a quanto pare non sembra che, a questo scenario, possano essere sovrapposte tante alternative.
MA NON E’ tutto. Il curatore fallimentare, nella sua caccia grossa all’interno della... riserva rossonera, ha scovato assegni circolari consegnati a personaggi che ruotavano nell’entourage del presidente Hadj. I titoli di credito sono stati riscossi o versati dai destinatari che dovevano avere soldi dalla Lucchese Libertas. Però in molti hanno fatto i conti senza l’oste. Solo i dipendenti, infatti, saranno esclusi dall’azione di revocatoria. Gli altri, dai consiglieri di amministrazione ai liberi professionisti, qualora abbiano intascato assegni entro i sei mesi precedenti alla dichiarazione del giudice, saranno invitati a restituire le somme percepite. E se non lo faranno? Allora sarà l’avvocato Giannecchini a denunciarli e a intentare loro causa civile mirante a ottenere la restituzione del denaro. Sorprese in arrivo, dunque, per tutti. Nessuna revocatoria, invece, per i dipendenti, tra i quali non possono essere annoverati i consiglieri di amministrazione o i sindaci revisori né, tantomeno, i liberi professionisti come, ad esempio, gli avvocati. La curatela si augura di poter riavere indietro almeno 150 mila euro, che andrebbero ad aggiungersi all’altra massa di beni attivi che dovranno soddisfare, almeno in parte, i creditori privilegiati. Il buco lasciato da Fouzi Hadj ammonta a cinque milioni di euro, una voragine che ha condotto alla rovina 103 anni di storia, tanti ne aveva la Lucchese Libertas 1905 al momento del fallimento. Eppure se il tribunale avesse accolto l’istanza di fallimento avanzata dalla Procura nel 2007, dopo che il giudice Francesco Terrusi aveva rimesso il fascicolo avendo scoperto uno stato di insolvenza della società rossonera, adesso la Lucchese avrebbe potuto essere ancora in C1 come è capitato anche al Lanciano".
Aldo Grandi

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