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La C1 e la Lucchese avrebbero potuto essere salvate così come dipendenti e creditori avrebbero potuto essere pagati: ecco ciò che sarebbe potuto accadere se...
14/01/2009 09:29
Mancano pochi giorni, al massimo un paio di settimane, all'asta giudiziaria che vedrà all'incanto quello che resta di 103 anni di storia. La Lucchese Libertas 1905 ha cessato di esistere non il 18 novembre 2008, data della sentenza di fallimento pronunciata dal giudice, ma molti mesi addietro, quando Fouzi Hadj, autunno 2006, aveva finito buona parte del carburante fino ad allora utilizzato per saldare giocatori e altre pendenze. Ebbene, l'ex presidente rossonero avrebbe dovuto, a quel punto, convocare una conferenza stampa e denunciare ciò che stava accadendo, mettendo in piazza i propri affari e ammettendo la sua impossibilità a proseguire nell'avventura intrapresa per volontà di Franco Scoglio. Non lo fece e fu l'inizio della sua rovina.
Eppure qualcosa e qualcuno avrebbero potuto salvare la Lucchese se solo fosse stata accolta la richiesta di un giudice, uno tra i più competenti e intelligenti del panorama giudiziario nazionale, il quale, accortosi dello stato di insolvenza della società rossonera, chiuse il fascicolo e lo trasmise alla Procura della Repubblica affinché il pubblico ministero chiedesse lui, come di sua competenza, il fallimento. Erano ancora tempi non sospetti o quasi, primi mesi del 2007 o giù di lì. Era scoppiata la lite tra Aldo Grassi, l'ex presidente della Lucchese e il suo successore, Fouzi Hadj. Il primo aveva chiesto il decreto ingiuntivo nei confronti dell'imprenditore sirio-armeno poiché non aveva ricevuto alcunché dalla vendita della società di via Orzali. Hadj presentò opposizione e il fascicolo fu affidato al giudice di cui sopra. Questi, nel corso della sua indagine, appurò lo stato di insolvenza della Lucchese ed emise un provvedimento-ordinanza con cui le carte furono trasmesse al procuratore capo della Repubblica Giuseppe Quattrocchi. La procura della Repubblica, effettuati i necessari accertamenti, chiese l'istanza di fallimento al tribunale fallimentare, ma questi, riunito collegialmente, respinse l'istanza impedendo che la società di Fouzi Hadj venisse dichiarata fallita.
Cosa sarebbe successo se, invece, il tribunale avesse accolto la richiesta di fallimento della Procura? Esattamente quello che è accaduto ora, solo che il curatore avrebbe chiesto e ottenuto l'esercizio provvisorio fino alla fine del campionato, avrebbe mantenuto il patrimonio dei calciatori, tutti indistintamente settore giovanile compreso, e avrebbe, una volta definita l'asta, o anche prima, potuto trovare imprenditori interessati a prendere la società che, salvo retrocessione sul campo, avrebbe potuto anche restare nella categoria di appartenenza (vedi Lanciano). Così non è stato e, a due anni di distanza, qualcuno, nei piani alti della città, potrebbe e dovrebbe anche spiegarci perché.
Gazzetta Lucchese