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Giovannini: "Sansepolcro crocevia del campionato. I proclami del Gavorrano? Non mi interesssano"
27/01/2009 17:14
Paolo Giovannini, a botta calda domenica, lo aveva detto: dobbiamo
iniziare a programmare per il futuro. Un'affermazione dettata prima di
tutto dal cuore e non certo per voler mancare di rispetto a qualcuno o
a qualcosa. Lui è fatto così: vive di calcio, anima e corpo dedicati a
quell'obiettivo che ora si chiama Lucchese. Logico che non si fermi all'immediato, ma
pensi subito a migliorare, a portare avanti un lavoro che sente sempre
più suo. A distanza di quarantotto ore, torna sull'argomento più
precisare che per altro:"Non vorrei essere stato frainteso perchè manca
ancora tanto alla fine, ma la prestazione di domenica e l'arrivo della
sosta mi fanno davvero sperare bene. In quei giorni potremo ritrovare
continuità nel lavoro e ricaricare le pile. Ecco perchè sono ottimsta".
Presto dunque per impostare i piani per la prossima stagione?
"Per
quanto riguarda il futuro mi pare scontato che non tocchi a me
decidere: io ho un contratto annuale. Starà alla proprietà (nella foto Giovannini con i fratelli Giuliani)definire il
tutto e scegliere le persone con cui lavorare. Mi pare che questa
gestione si sia rivelata molto meno sprovveduta di quanto alcuni
pensassero. Da parte mia che vivo di calcio è ovvio che la testa mi va
sempre a pensare come migliorare questa squadra".
Hai parlato della sosta: perchè annetti ad essa tanta importanza?
"Noi
lavoriamo molto duramente al punto che anche giocatori che vengono da
realtà professionistiche possono trovarsi in difficoltà, vedi Francone e
Carloto. Il lavoro settimanale è fondamentale e questa pausa servirà
per ritrovare continuità e forma dopo un periodo di impegni
ravvicinati".
Domenica, la Massese: sulla carta una partita senza storie. Eppure nel calcio non si sa mai.
"Fermo
restando il divario tecnico tattico che è enorme, sono convinto che
l'aria del Porta Elisa invoglierà anche loro a fare una grande partita.
Non dimentichiamoci che hanno fatto solo tre punti, ma molte volte sono
andati sul pari all'intervallo. Mi attendo una gara basata sul piano
della corsa: è chiaro che noi non ci possiamo permettere passi
falsi. A maggior ragione davanti al nostro pubblico che spero sia
ancora più numeroso dopo gli ultimi successi".
La Massese è un pezzo importante della tua vita professionale: cosa ti viene da pensare nel vederla ridotta così?
"Difficile
dire cosa mi passa nella mente ripensando a quei successi. La prima
cosa che mi viene da dire è che se ne è andata la passione, che la
società fatta da persone non del posto ha prodotto questi disastri.
Sono fermamente convinto che sia fondamentale avere, come era ai tempi
miei, delle persone del posto che ci mettono passione e la faccia".
Come ne possono venire fuori?
"La
Massese è destinata a retrocedere ovviamente. Credo che se ripartiranno
dall'Eccellenza con una buona squadra potranno ricreare l'entusiasmo
giusto per tornare ai livelli che meritano. Non ci scordiamo che Massa
è una piazza molto calda e bella. Ultima cosa: penso debbano puntare
sul settore giovanile che è in mano a persone del posto e molto
preparate".
Torniamo a noi: hai una partita chiave all'orizzonte?
"Credo
che sarà Sansepolcro, un campo difficile, un ambiente caldo. In quella
domenica il Gavorrano satà a Rieti, in un'altra gara impegnativa: per
me sarà lì lo spartiacque del campionato".
L'allenatore del Gavorrano sostiene che in realtà, vincendo lo scontro diretto, i punti di svantaggio sono solo sei.
"Do
poca importanza a quanto dicono, ognuno fa come meglio crede in casa
sua. E credo che per tenere unito e motivato un gruppo debbano anche
usare certe strategie come queste. Mi limito a sottolineare che
dovevamo scoppiare dopo la sconfitta in casa loro e che dovevamo
perdere punti in queste trittico di partite. Così non è stato. Quanto a
noi, abbiamo altri modi di motivare il gruppo: cerchiamo, certe cose,
di non farle uscire fuori, non ne abbiamo bisogno".
A proposito di cose che arrivano dagli spogliatoi: ma la questione dei cento punti?
"Non
ne sapevo nulla, giuro. Francamente prima dei punti mi interessa la
matematica anche se mi fa piacere l'entusiasmo dei ragazzi, della
stampa e dei tifosi. Solo dopo penseremo ad altro e a quel punto in
testa ai miei pensieri ci sarebbe la pool scudetto non tanto il record
di punti. Vincere il tricolore sarebbe una cosa stupenda per tutta la
città, un'esperienza unica".
Fabrizio Vincenti