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Giorni, direttore generale Sansepolcro: "Difficile si possano aprire i cancelli per i tifosi rossoneri. Siamo molto amareggiati con l'amministrazione comunale e le forze di polizia"

21/02/2009 11:07

Salvo miracoli dell'ultim'ora i tifosi rossoneri, la prossima gara di Sansepolcro, la sentiranno alla radio o la leggerano in diretta sul nostro sito. L'orientamento della Questura di Arezzo pare essere chiaro: il campo della città aretina non ha i requisiti per ricevere un numero consistente di tifosi ospiti e quindi, per i lucchesi, niente partita.
Una storia tutta italiana, fatta di rimpalli di responsabilità, che proviamo a ripercorrere con il direttore generale del Sansepolcro Sauro Giorni, che ha un diavolo per capello: attendeva, come tutti, questo match dall'inizio del campionato, ma se lo dovrà vedere, quasi sicuramente, con i soli i tifosi di casa. Con conseguenze anche economiche.

"Ci stiamo attivando in tutti i modi - dichiara il direttore generale - e da giorni bussiamo ad ogni porta per fare sì che il questore di Arezzo torni sulle sue decisioni. Ma, almeno per ora, le risposte sono poco confortanti e non ci pare ci sia la benché minima voglia di rivedere la situazione. Al momento, purtroppo, sono scarse le possibilità che i tifosi rossoneri possano assistere al match".

In pratica gli organi competetenti sono indirizzati verso un provvedimento che escluda la tifoseria ospite?
"Esattamente. Per il momento il problema è solo l'inagibilità del settore ospiti del nostro stadio, ma l'orientamento, visto che ritengono pericolosa una mescolanza con i tifosi di casa, è quello di rendere acquistabili i tagliandi solo ai residenti nella provincia di Arezzo".

Tutto questo perchè? Quali sono i problemi attuali dello stadio Buitoni di Sansepolcro?
"Guardi, la questione è complessa e va avanti da anni. Provo a sintetizzarla, partendo dal fatto che l'ingresso è unico e questo crea di per sè un problema. Da anni l'apertura e la capienza dello stadio andavano avanti, con la precedente amministrazione comunale, in deroga. Ora la nuova ha deciso di non concedere deroghe di sorta e di procedere con l'approntamento del progetto di massima per i lavori di adeguamento, che per ora sono però sempre sulla carta. Nel frattempo, lo stadio da duemila posti è stato portato ad una capienza di cinquecento, settanta dei quali riservati ai tifosi ospiti".

E la questura di Arezzo "teme" l'arrivo di un numero superiore di tifosi.
"Esattamente, presuppongono l'arrivo di almeno duecento supporters rossoneri e non vogliono avere problemi, oltretutto il questore dice che si sapeva da mesi che sarebbe arrivata la Lucchese e niente è stato fatto. Figuriamoci quindi se recedono dalle loro posizioni; è un rimpallo tra enti sul quale noi possiamo fare ben poco".

Eppure questa gara è tutt'altro che a rischio e la tifoseria rossonera da anni sta dando dimostrazione di grande maturità come riconobbe lo stesso Osservatorio lo scorso anno.
"Non lo dica a me: lo sappiamo benissimo e siamo senza parole per quanto sta succedendo. Di questo abbiamo fatto presente anche all'Osservatorio che ci ha detto che la decisione spetta al questore di Arezzo. Noi, come loro, sappiamo bene che i tifosi lucchesi sono assolutamente tranquilli, ma pare non basti. Da parte nostra abbiamo provato a proporre degli stewards a nostre spese, a predisporre, per contribuire al clima di festa, una sorta di rinfresco per gli sportivi lucchesi, ma niente. Un muro".

Per voi si profila, tra l'altro, un evidente danno economico.
"Ovvio, per noi questa era la partita dell'anno e stiamo continuando a provare in tutti i modi a salvare incasso e il fascino di questa partita che sarebbe ben diverso con la presenza di entrambe le tifoserie. Per questo siamo profondamente amareggiati dal comportamento dell'amministrazione comunale e delle forze di polizia".

La vicenda ha naturalmente un che di paradossale, considerando sia il pericolo di incidenti, tendente allo zero, sia la categoria della gara stessa.
"Tralasciando il fatto che credo ci siano impianti sportivi messi decisamente peggio del nostro sui quali però la stesssa Lucchese ha giocato regolarmente, credo che qui si stia rischiando davvero di fare male al calcio con provvedimenti del genere. Le dico solo, per far capire a che livelli paradossali stiamo arrivando, che stiamo rischiando persino di perdere alcuni dei nostri tifosi per questa gara".

In che senso, scusi?
"Da quando siamo ripartiti anni fa dalla terza categoria, abbiamo deciso di affiliarci al Comitato FIGC umbro per ragioni di praticità: Sansepolcro, pur essendo in Toscana, rimane più vicina a Perugia, la città praticamente confina con l'Umbria, al punto che da alcuni paesi vicini ogni domenica vengono parecchie persone. Bene, con il provvedimento che vogliono adottare per la gara contro la Lucchese, nemmeno loro, essendo residenti fuori dalla provincia di Arezzo, potrebbero prendere i biglietti. Ci stiamo attivando con la FIGC per far capire la situazione, ma mi creda: sono situazioni al limite del paradosso".

Per quanto a sua conoscenza quando sarà presa una decisione finale?
"Ritengo verso metà della prossima settimana, anche se noi stiamo mantenendo contatti quotidiani con tutti i soggetti interessati".

Come prevede che realmente vada a finire?
"Temo e penso che se non interverrano fatti nuovi e voci autorevoli, si giocherà alla presenza soltanto dei tifosi di casa che potranno acquistare i biglietti esibendo un documento d'identità. E' assurdo, ma è l'ipotesi più probabile. L'altra possibilità è che almeno si concedano i settanta biglietti per gli ospiti da spedire a Lucca e una volta finiti quelli, stop. Sarebbe poco, lo sappiamo, ma sarà difficile anche ottenere questo, perchè le forze dell'ordine temono che arrivino in molti senza biglietto anche se avvertiti di non venire".

La possibilità di giocare su di un campo diverso è stata contemplata?
"Da parte nostra, no. Ci pare chiaro, con tutto il rispetto per i tifosi rossoneri, che vogliamo giocare in casa nostra una gara del genere".

Fabrizio Vincenti

 

 

 

 

 

 

 

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