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Favarin: "La promozione matematica? Arriverā ad aprile. Del Gavorrano, per ora, preferisco non parlare, ma qualcuno tra i suoi giocatori lucchesi ha chiacchierato troppo. Il mio rinnovo? Per ora non ne abbiamo parlato"
03/03/2009 15:08
Con tredici punti di vantaggio a undica gare dalla fine si respira
una
bella aria, non c'è che dire. Serenità pare la parola più in voga e si
può leggerla nei volti di tutti i protagonisti di questa cavalcata
rossonera. A partire da Giancarlo Favarin, che dopo i due turni di stop
del giudice sportivo rientrerà sulla panchina contro il Rieti: "Siamo
gioco forza sereni, anche se non dobbiamo mollare di un centimetro:
far bene dipende solo da noi.
Prima di tutto c'è da conquistare matematicamente la benedetta
promozione e poi da toglierci altre soddisfazioni sia come record da
battere, sia
per l'eventuale pool scudetto. Quando saremo matematicamente promossi?
Di questo passo presto, ma credo che il Gavorrano rialzerà la testa
perchè rischia anche il secondo posto per cui ritengo che la matematica
ci darà ragione nel mese di aprile".
A botta calda, domenica scorsa, il
presidente Giuliani si è voluto togliere qualche sassolino ora che il
Gavorrano è anni luce distante, Favarin, per il momento, evita:
"Attendo ancora, semmai più avanti, oltrettutto non è mio costume fare
polemiche. Anche se devo riconoscere che alcune delle affermazioni
fatte dal Gavorrano le avrei fatte anche io al loro posto. Dovevano
mantenere alta la tensione per provare a tenere il nostro passo. Semmai chi è che ha parlato troppo è stato
qualche giocatore lucchese che milita nella formazione maremmana". Che
al buon Biggi siano fischiate le orecchie?
E'
forse il primo momento dell'anno in cui trarre bilanci, sa pure ancora
parziali. Sia personali che di tutta la squadra: "Credo che questo
gruppo sia andato oltre ogni più rosea previsione rispettando tutti i
programmi. A volte, anche programmando tutti i dettagli, non si riesce
così bene. Anche la fortuna ha avuto un suo ruolo indubbiamente,
insieme però al valore della squadra e della società. Tutto è andato per
il meglio, faccio l'esempio della preparazione fisica: il professor
Ducci e gli altri ci hanno consentito con il loro lavoro di non avere
nè alti nè bassi. Uno stato di forma ci ha permesso di fare sempre
bene. Devo dire grazie anche a loro. Quanto a me, questo era un anno
molto delicato dopo tante delusioni, in parte subite in parte cercate.
Se fosse andata male forse dovevo iniziare a pensare a fare altro.
Invece sono davvero contento di come sta andando, è indubbiamente una
bella soddisfazione personale".
Il futuro è sempre in rossonero?
"Mi piacerebbe continuare qui con questo staff, il lavoro iniziato. Ma
ovvio non dipende da me, bensì da chi gestisce la società visto che non
vorrei certo rimanere a dispetto dei santi. Contatti? Per ora no,
quando mi chiameranno io sarò sempre pronto".
Sulla gara di
domenica scorsa solo un accenno alla prestazione di Meola, uno sprone
per questo ragazzo che pare iniziare a ritrovarsi: "Lui non crede di
essere bravo come quarto di centrocampo e invece io penso che il suo
futuro sia lì più che avanti. Ha grandi potenzialità nella corsa, ma
deve lavorare a testa bassa e se sta bene è una forza della natura.
Deve imparare a non campare di rendita altrimenti bene cambi mestiere".
Rieti
è già alle porte: "sono una buona squadra, veloce, tecnica, che ci darà
filo da torcere anche perchè non ha nulla da perdere, ma anche noi
siamo tranquilli". Con tredici punti di vantaggio, si dorme tra due
cuscini.
Fabrizio Vincenti