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Mister Favarin: "Il mio futuro? Non è ora il momento di parlarne. Il mio obiettivo ora è arrivare alla gara con il Gavorrano e nel frattempo vedere una squadra che usa più la clava del fioretto"
10/03/2009 15:36
Giancarlo Favarin, alla ripresa degli allenamenti, è sorridente. E
ne
ha ben donde. La sua squadra si avvia a vincere in scioltezza il
campionato, sempre più saldamente nelle sue mani dopo l'implosione
inattesa della corazzata Gavorrano. Ma lui non molla e pretende massima
concretazione da qui in avanti: "Sarà bene che nelle prossime gare si
utilizzi più la clava e meno il fioretto, al contrario di quanto
abbiamo fatto sabato scorso con il Rieti. In quella gara abbiamo a mio
avviso prodotto trame di gioco stilisticamente valide, ma ci vuole più
determinazione e più cattiveria per spingere dentro la palla".
Sì, tutto vero, ma
indubbiamente il campionato è da considerarsi archiviato.
"Credo
sia bene che noi si tenga ancora un po' di fame e di coraggio per
vincere le prossime gare e mettersi al riparo matematicamente da qualunque ritorno di fiamma.
Indubbiamente il Gavorrano pare aver perso smalto e convinzione. A
livello psicologico evidentemente qualcosa ha ceduto ed è normale se
vogliamo. Devono comunque essere contenti del campionato fatto e
pensare ai ripescaggi, qualora ci fossero, difendendo il secondo posto".
Domenica vi attende una gara sulla carta difficile in quel di Livorno.
"Esatto,
contro il Picchi sarà dura. Loro hanno un disperato bisogno di punti
vista
la classifica deficitaria e cercheranno di fare risultato pieno con
noi. A tutti i costi. L'errore che non dobbiamo fare, è quello di
pensare di
trovare di fronte una squadra dimessa. D'ora in avanti molte gare
saranno così,
battaglie vere, ecco perchè
invito a non mollare la presa e dare per scontato tutto".
Alla tua formazione potrebbe mancare Scandurra e contro il Rieti,
nel secondo tempo, l'assenza di un centravanti si è sentita.
"In effetti abbiamo
avuto qualche problema in più là davanti. Ma anche per
merito del Rieti che si è chiuso bene. Credo tuttavia che il Picchi
giocherà una partita diversa e quindi non dovremmo soffrire in questo
senso, fermo restando che contiamo di recuperare Scandurra e che un
attaccante di peso fa sempre comodo. Pera possibile alternativa in
mezzo? Non ce lo vedo: deve vedere più il campo e stare sui lati per rendere al meglio".
Tre gare nei prossimi sette giorni: pensi a qualche rotazione?
"Sarà
tutto condizionato dagli acciaccati e dai diffidati. Abbiamo parecchi
giocatori in odore di squalifica e al momento si deve navigare a vista
senza troppi programmi preventivi. Ad ogni modo stiamo bene
fisicamente; anche sabato, mentre i giocatori del Rieti accusavano
crampi, noi avevamo birra in corpo sino al novantesimo".
Un passo nel dopodomani: Favarin si vede sempre a Lucca il prossimo anno?
"Prima
ho usato l'espressione "navigare a vista", ecco, vale anche per me.
Sono concentrato su queste partite, a iniziare da quella con il Picchi,
e su quella contro il Gavorrano dopo la quale sono convinto che
raggiungeremo la promozione matematica. Dopo di allora attenderò una
chiamata della società; da parte mia sarei felicissimo di restare qui,
ma ovvio che i matrimoni si fanno in due. Dovessi lasciare mi
spiacerebbe tantissimo, perchè credo che si possa fare bene, proprio
partendo da questo gruppo di giocatori, anche in una categoria
superiore".
Guardando il livello della Seconda Divisione di cui dovrebbero far parte i rossoneri il prossimo anno come collochi la squadra?
"Eccezion
fatta per il Figline credo che la mia squadra, così com è, se la
potrebbe giocare già ora con tutti. L'impianto è buono, va solo
ritoccato".
Sui giornali si parla di due possibili piani della
società per il prossimo anno: uno minimalista in assenza di garanzie
per lo stadio, l'altro di alto profilo.
"Non saprei, non credo.
Penso che questo faccia parte di una strategia a sostegno degli
obiettivi che questa società si è posta per continuare a fare calcio a
Lucca e ottenere le risposte che cerca. In ogni caso, il primo passo
fondamentale sarà quello di tenere i migliori di oggi per il domani".
Favarin e la sua giornata tipo.
"Mi
sveglio presto, massimo alle 6,30, porto il bimbo piccolo a scuola e
poi sotto con il lavoro di preparazione degli allenamenti al quale
attribuisco molta importanza. Cerco di non lasciare nulla al caso e
prendo continuamente appunti per valutare meglio le cose e le
situazioni. Poi ci sono gli allenamenti durante i quali sono importanti
anche gli approcci dei ragazzi: è anche sulla base di quelli che scelgo
per la domenica. Infine il lavoro post allenamento a casa in cui
riordino le idee e faccio le mie valutazioni su di noi e sugli
avversari".
Ti porti in lavoro in famiglia, insomma.
"Inevitabilmente,
ma la mia famiglia lo sa e sa pure che se si perde preferisco stare da
solo, come pure alla vigilia delle gare. E' il mio modo per
concentrarmi, non ce l'ho con nessuno, ma devo ritrovarmi da solo per
essere carico al punto giusto".
Fabrizio Vincenti