Porta Elisa News
Tutte le notizie sulla Lucchese Calcio
Giovannini: "Con la società ci incontreremo presto. Sono fiducioso e attendo di capire cosa si aspetta da me la proprietà. Il mercato? Una promessa: se resterò, sino a che tutti gli attuali giocatori non saranno sistemati, nessun acquisto"
07/04/2009 17:47
Paolo Giovannini, ce l'ha fatta. Non tanto a raggiungere la promozione,
quanto a staccare almeno per un attimo. Il diesse rossonero, è una
caratteristica evidente la sua, è una di quelle persone che ha sempre
la testa impegnata sul lavoro. Di quelli che pensano già al domani
mentre stanno osservando il presente. Difficile si fermino anche solo per
un istante. Stavolta invece è accaduto: "E' stata una sensazione
nuova, ma domenica, per la prima volta, sono riuscito a staccare la
testa dal lavoro, ad averla sgombra dai pensieri. Per carità, io sono
un privilegiato a fare il lavoro che faccio e che mi piace, ma
finalmente ho potuto tirare il fiato, fare un sospiro di sollievo dopo mesi senza
un attimo di sosta".
Che ti sta lasciando un'annata come questa?
"Credo
che nel mio piccolo questa avventura mi abbia migliorato. Ho cercato di
interpretarla con meno ambizioni personali di altre volte e senza
pensare troppo al futuro. Mi lascia anche questo, oltre a tante altre le
cose, la sensazione di sentirmi arricchito dentro. Anche per questo
devo dire grazie alla proprietà; è vero, in serie D avevo fatto bene,
ma come me ce n'erano tanti. E' a me, però, che hanno dato la
possibilità di vivere questa avventura non ad altri".
Ora però il futuro incombe. Avevate sempre detto che attendevate la promozione matematica per mettervi ad un tavolo con la proprietà.
"Ci
incontreremo presto, il presidente me lo ha ribadito anche nella cena
dell'altra sera. Del resto avevamo ipotizzato di vincere il campionato
più avanti, quindi non sono certo quindici o venti giorni in più che
spostano la questione: le squadre si possono fare anche tra qualche
settimane. Prima di farle c'è però da capire cosa si potrà fare e cosa
non si potrà fare. E la questione, come noto, non riguarda me, ma le
prospettive che questa società avrà. Io sono a disposizione".
Anche
se ti arrivassero offerte da altre società ti senti ormai legato a
questa società, a prescindere dalla qualità del progetto che ti
potrebbero presentare?
"Ho
fiducia in loro e, attestati di stima a parte, spero di poter
continuare questa avventura. Attendo senza fretta solo di capire cosa
la società si aspetta da me, se sono in grado insomma di assecondare i loro
progetti. Questo è l'importante per me: capire cosa si può fare e cosa
posso fare. Ovvio spero sia possibile restare".
Hai usato il verbo fare: ti stai già muovendo naturalmente?
"Che
circolino voci è normale, che dicano che a me piace tizio o caio fa
parte del mestiere. Una cosa la posso assicurare: non ci sarà una sola
firma di un contratto con nomi nuovi sino a che tutti i miei attuali
giocatori non saranno sistemati. E' un impegno al quale non intendo
minimamente sottrarmi".
Nomi giustamente non ne fai, ma almeno
qual è a tuo avviso il reparto che avrebbe bisogno di essere rinforzato
maggiormente in vista della Lega Pro?
"Credo che abbiamo pezzi forti
in tutti e tre i reparti, quindi ritengo che si tratti solo di
ritoccare questa formazione, ma non di rifondare reparti. La distinzione, semmai, per capire come
operemmo, non è per reparti quanto per età. Mi spiego: stiamo attendendo
le regole che la Lega Pro emanerà sui giovani. In base ad esse, sarà
più o meno forte l'intervento sugli elementi più giovani della rosa. Su
quel tipo di giocatori potremmo aver bisogno di interventi più
consistenti, perchè non ne abbiamo tantissimi e perchè comunque per
alcuni attualmente in forza si dovrà avviare una trattativa con le
società di provenienza".
Ancora una domanda su domenica: qual è il momento, il flash che ti resterà per sempre impresso nel cuore?
"Il
mio scatto atletico - ancora mi chiedo come ho fatto - verso la gradinata e l'abbraccio
intenso, fortissimo con il primo giocatore incontrato, ovvero Chadi.
Guardarsi negli occhi e provare una felicità mai così
intensa".
Fabrizio Vincenti