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Manuel Pera e i sogni nel cassetto: "Spero di restare ancora per molto nella Lucchese e diventarne il capitano. In serie B"

08/04/2009 09:18

Rivelazione, nuovo simbolo del calcio made in lucca, l'attaccante che da anni non si vedeva. Per Manuel Pera le definizioni si sono sprecate. Lui, sotto sotto timido e riservato, sta tirando diritto per la sua strada, forse come mai ha fatto, forte della convinzione che questa è davvero l'occasione della vita. Forse l'ultima. Classe 1984, Pera non è un ragazzino e nonostante i mezzi tecnici non gli manchino è rimasto sinora nell'anonimato delle categorie minori. Poi l'opportunità che ti può cambiare la vita, con la proposta di Giovannini per tornare a vestire il rossonero.Tra la prima categoria a Barga e il trionfo con l'approdo nei professionisti di questi giorni non è passato nemmeno un anno. Sembra incredibile, quasi una favola.

Manuel, nemmeno un anno fa eri con i tuoi compagni del Barga in una pizzeria della zona a festeggiare la promozione dalla prima categoria. Ora, con la Lucchese, sei approdato nei professionisti.
"Questa promozione è ovvio vale dieci volte quella con il Barga,ma anche di quella porto un ricordo stupendo. Certo, per alcuni versi, mi pare incredibile sia successo tutto in così poco tempo".

Quasi ti eri abituato alle categorie cosiddette minori.
Esatto, non avrei mai immaginato che succedesse tutto questo. Ormai mi ero abituato alla prima categoria, studiavo tutto di quella realtà e pensavo fosse la mia dimensione".

Eppure il tuo talento è evidente: cosa non ha funzionato in questi anni?
"Dipendesse da me sarei sempre stato in seria A, ma probabilmente non ero maturo sia nel fisico che nella testa. Ho dei rimpianti per i due anni nelle giovanili della Lucchese con Garcea, poi dopo mi sono ritrovato nelle categorie minori e quello sembrava ormai il mio mondo".

Poi, la scorsa estate, la chiamata di Giovannini per andare alla Lucchese.
"Per primo me lo ha detto un mio amico e pensavo fosse uno scherzo, poi me lo ha confermato mio papà e ho capito che era vero e che c'era una trattativa in corso iniziata dopo l'amichevole giocata a Porcari tra il Barga e la Lucchese. E' stata un'occasione irripetibile di cui devo dire solo grazie pre sempre a Giovannini e a Alfredo Turicchi del Barga che ha dato il via libera per la mia cessione".

L'impatto non deve essere stato dei più facili: le categorie di differenza sono parecchie.
"I compagni mi hanno accolto subito molto bene, ma mi c'è voluto un po' di tempo per capire le differenze di categoria. Nelle prime gare sbagliavo nei movimenti, tagliavo male. Poi, grazie soprattutto al mister e a Galli, sono riuscito progressivamente a migliorarmi. Del resto mi sono dovuto inserire in una squadra che si vedeva dall'inizio era molto forte".

Al punto di segnare anche una caterva di gol. Quale ti è piaciuto di più dei sedici realizzati sinora?
"A livello emotivo sicuramente quello di sabato, ma forse il più bello in assoluto direi isa quello nel finale a Ponsacco quando sono andato via di forza all'avversario. Ma anche il secondo con il Ponteveccio mi è piaciuto molto".

Con il gol comunque, categoria a parte, hai sempre avuto feeling?
"Sì, direi di sì. Negli ultimi tre-quattro anni sono sempre andato sopra i 15 gol, anche se anni fa mi sono ritrovato a giocare terzino. E' successo nel Pian di Coreglia e son stato pure sostituito più volte. Poi, grazie a mister Meschi nel Mario Micheli e a mister Benucci nel Barga, mi sono trasformato in attaccante".

Torniamo a questa stagione: hai passato momenti difficili oppure tutto è andato liscio?
"Più che altro ho avuto problemi fisici, molto spesso ho avuto contratture dovute al fatto che non ero abituato a questi livelli di carico di lavoro. Per il resto niente di particolare".

Tornassi indietro, c'è qualcosa che non rifaresti?
"Quest'anno? Non tornerei indietro su niente, è stato tutto fantastico. Ci sono alcuni momenti, come quello di sabato quando sono salito sui cartelloni dopo il gol, che resteranno indelebili nella mia mente. Ora però c'è da pensare al futuro".

Che si chiama pool scudetto, ma prima ancora ci sono da giocare le restanti gare della stagione regolare: non sarà facile tenere la concentrazione.
"La pool scudetto vogliamo provare a vincerla, lo stesso presidente ce l'ha chiesto e credo sia decisamente più importante di eventuali record in campionato. Quanto alla concentrazione, è vero: non sarà semplice, ma non faremo sconti a nessuno. Del resto nessuno li avrebbe fatti a noi e abbiamo anche il dovere morale di non favorire alcune squadre a danno di altre".

Chiusura sul tuo futuro: ti vedi a Lucca, nonostante il tuo nome sia sui taccuini di parecchie società?
"Mi auguro che Paolo Giovannini chiami il prima possibile per il rinnovo. Al di là di tutto mi vedo nella Lucchese, almeno per altri 3-4 anni. E ho pure due sogni nel cassetto: diventarne il capitano e un giorno esserlo in serie B".

Fabrizio Vincenti

 

 

 

 

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