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Vannucci: "Continuo ad avere i brividi pensando alla festa promozione"
10/04/2009 16:32
Diego Vannucci, secondo molti addetti ai lavori, è stata
una delle più belle rivelazioni di questo campionato rossonero. Reduce
da annate così così, Vannucci ha saputo mettersi in discussione
reinventandosi nel ruolo di esterno di centrocampo dove ha davvero
convinto tutti. Su di lui scommettono in tanti, a partire dai tifosi
rossoneri che lo considerano uno dei beniamini preferiti.
"Questa cosa che sono molto apprezzato dai tifosi mi fa un
sacco di piacere. Ho avuto modo di conoscerne di persona tanti e
tramite internet ancora di più. Ci parlo, mi ci confronto, anche se
naturalmente non li conosco bene si è instaurato un bel rapporto".
Domanda obbligata su sabato scorso: cosa ti è rimasto dentro a distanza di giorni?
"Per me era la prima promozione, la prima volta. Avevo i brividi già
nel riscaldamento che sono andati avanti per tutta la giornata. C'era
una grande attesa in tutti, noi per primi, perchè si ambiva a chiudere
i conti proprio con la nostra antagonista per eccellenza e vincere con
un pubblico del genere è stata la ciliegina finale. Un momento che non
scorderò mai? Quando siamo usciti fuori in mutande tra i tifosi, fuori
dalla tribuna coperta per festegggiare con loro. Se ci penso, mi emoziono anche ora".
E della partita in campo che ti è rimasto?
"E' stata
tirata, loro sono una grossa squadra, con giocatori molto forti, ma noi
siamo più squadra, più uniti. Anche per questo alla fine abbiamo vinto.
Comunque è stata una partita sofferta".
Ma che era fatta lo sapevate da tempo ormai?
"L'ho
pensato quando loro, dopo che noi abbiamo pareggiato a Pontedera, sono
andati a -7. Nelle due domeniche successive noi abbiamo fatto sei punti
e loro zero. Lì ho capito che era andata. Del resto, a parte le
dichiarazioni sui giornali, non sono mai riusciti ad avvicinarsi troppo
a noi".
Di te stanno parlando bene tutti, dal direttore Giovannini a capitan Mocarelli.
"Mi
vengono i brividi solo a sentirlo dire. Per me è una soddisfazione
immensa: vuol dire che ho fatto bene il mio lavoro e sto raccogliendone
i frutti. Certo che uno come Mocarelli, con la carriera che ha fatto,
parli bene di me mi fa tanto piacere. Dopo l'infortunio si è trattenuto
spesso nello spogliatoio per darmi consigli. Per me ha sempre avuto un
occhio di riguardo, dicendo sempre che scommetteva su di me".
Eppure venivi da anni non proprio brillanti.
"Vero,
ma a Forte dei Marmi ero molto giovane e abbiamo avuto problemi
societariche forse mi hanno coinvolto. Lo scorso campionato a Imperia
siamo partiti bene, ma poi anche lì, il crac societario e tutti liberi
a dicembre. Il resto della stagione l'ho passato a Forcoli dove non
credo di aver fatto male e dove comunque c'era qualche problema di
spogliatoio".
Forse anche questo passaggio tattico sulla fascia ti ha aiutato: ne sei convinto di questa tua evoluzione?
"Di
testa c'ho creduto sin dopo Pontevecchio, la prima volta che sono stato
schierato in quel ruolo altrimenti non sarebbe stato il caso di
insistere. Credo di aver avuto sempre la fiducia del mister e poi Chadi
e Mariotti con i quali faccio sempre il viaggio da Massa in macchina mi
hanno consigliato e incoraggiato. Oltre a Venturelli che nei consigli è
un...professore".
Con il gol come la mettiamo? Qualche soddisfazione te la sei tolta, no?
"Mah,
ti diro lo scorso anno ho avuto tre occasioni e fatto tre centri. Se
quest'anno avessi realizzato la metà delle opportunità avute sarei in
doppia cifra. Forse è l'unica pecca della stagione".
Stagione quasi finita ormai, ma ci sono sempre cinque partite e la pool scudetto.
"Credo
che chi andrà in campo saprà farsi rispettare. A partire da chi ha
giocato meno e poi sono convinto che tutti vorranno comunque giocarsi
le gare perchè gli stimoli li abbiamo: vogliamo battere il record di
punti e fare bene nella pool scudetto. Non l'ho mai fatta e ci tengo
particolarmente, oltretutto sarà un banco di prova importante per
capire il nostro valore di fronte ad altre squadre vittoriose in
campionato che magari incontreremo l'anno prossimo".
Già, l'anno prossimo: nei professionisti.
"Questo
per me è un mestiere, non è un gioco. E' il mio futuro: mi può dare
gioia e gratificazione economica. Ovvio che spero di essere qui e
tentare questa nuova avventura, come pure di salire sempre più su, ma
sono uno con i piedi per terra: finchè non avrò firmato il contratto
meglio non pensarci troppo anche se lo spero con tutto il cuore".
Fabrizio Vincenti