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Alessio Mariotti, lo stakanovista rossonero, scalpita: "Vivo di calcio: ho voglia di tornare ad allenarmi e giocare"
11/04/2009 17:56
Alessio Mariotti, ovvero lo stakanovista dello spogliatoio
rossonero sempre presente in campo sinora, di ferie non ne può già più.
Morde il freno: la voglia di tornare ad allenarsi e a giocare è
grande.
"Ho voglia di tornare ad allenarmi quanto prima: mi mancano
sia quelli sia, soprattutto, la partita e non vedo l'ora di riprendere.
Ora poi abbiamo altri obiettivi da centrare, non lo dimentico di certo".
Con il campo hai un rapporto particolare, visto che non ne puoi fare a meno: sei l'unico a non aver saltato nemmeno una gara.
"E'
vero, ed è una gran bella soddisfazione. Sempre che il mister e le
circostanze me lo permettano, spero di finire il campionato senza aver
saltato nessuna partita. Il mio lavoro è lì. Io vivo di calcio, la mia
adrenalina è il campo".
Ma non c'è il rischio che ci sia un rilassamento dopo una vittoria così netta e importante?
"Non
credo proprio, abbiamo 5 gare e la pool scudetto e a fare brutte figure non ci
sta nessuno. E' il nostro lavoro e ci si ricarica pensando che ogni
gara è per dimostrare davvero quello che valiamo".
Sei alla terza promozione - le prime due a Massa - c'è qualche differenza con questa di Lucca?
"Ogni
campionato ha le sue emozioni, sono cose diverse e che lasciano ognuna
delle belle sensazioni, non è giusto confrontarle. Di questa di Lucca
porterò sempre con me lo sguardo dei miei compagni a fine gara. Ecco,
questo forse è stato diverso, un sentimento particolare. Forse perchè
particolare è stata la giornata stessa che ci ha proposto la gara proprio contro gli avversari
diretti che ci avevano battuti nettamente all'andata. C'era una gran voglia di riscatto che ci animava".
C'è una gara che ti ha dato, eccezion fatta per quella di sabato, un'emozione più forte?
"Sansepolcro,
una gara importante in cui abbiamo segnato tre gol e fatto una gran
bella partita, a partire dall'approccio alla stessa".
E tra i compagni su chi ti senti di spendere una parola in più?
"Su
nessuno in particolare e su tutti in generale. Sarebbe ingeneroso fare
nomi. Siamo stati bravi ad essere una squadra e a stare uniti al di là
delle piccole incomprensioni che è naturale ci siano così come ci sono in ogni ambiente
di lavoro".
Dì la verità: una stagione oltre ogni più rosea aspettativa.
"Quando
sono venuto qui era perchè volevo vincere, come del resto tanti altri
compagni che hanno accettato la sfida. Sapevamo di dover vincere e volevamo vincere. Io
ne ho avuta la conferma dopo le due sconfitte consecutive di inizio
stagione. Abbiamo reagito alla grande, senza buttarsi giù. Lì ho capito
che ce l'avremmo fatta".
Anche tu, come molti compagni, batti il tasto della solidità del gruppo: basterà per affrontare la sfida tra i professionisti?
"Credo
che la nostra sia una buona squadra che può fare bene. Al di là di qualche inevitabile
partenza e arrivo, la sua forza sta proprio nel gruppo. Se vogliamo fare
bene dovrà rimanere. E' il nostro valore aggiunto".
Fabrizio Vincenti