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Favarin: "Dentro molti giocatori sinora poco impiegati, ma patti chiari: se si sbaglia partita si torna all'antico"
17/04/2009 16:53
Ecco l'opportunità che cercavate, ma non deludetemi perchè a tornare all'antico ci metto
un attimo. E' questa, in estrema sintesi, la linea di condotta di
Giancarlo Favarin nell'antivigilia della gara di Borgo San Lorenzo, la
prima dopo il trionfo promozione. Il trainer rossonero lo ha detto
chiaro nello spogliatoio: è il momento di dare l'occasione a chi ha
giocato di meno, ma la fiducia si dà per riceverla. A buon intenditor
poche parole, insomma. "Mi pare giusto - dice Favarin - concedere spazio
a chi non ne ha avuto a sufficienza, ma ho bisogno di vedere sul campo
che questa fiducia venga ripagata. E' ovvio che se si dovesse sbagliare
approccio mi arrabbierei e non poco. E in quel caso, l'ho detto ai
ragazzi, si tornerebbe all'antico in un attimo".
Quello della giusta
concentrazione è forse, inevitabilmente, l'argomento del giorno:
"Abbiamo iniziato martedì a parlare di questo e la lunga sosta ci deve
essere servita per ricaricare le pile da un punto di vista fisico e
psicologico. Ora va a tutti i costi ripreso il filo del discorso del
giusto approccio alla gara. Chiaro che il rischio c'è, ma su questo
tasto stiamo battendo. Dobbiamo anche tener conto che la Fortis ha
bisogno di punti e quindi la gara sarà senz'altro tosta, soprattutto
all'inizio. Dovremo perciò essere bravi a rispondere colpo su colpo".
E in aiuto potrebbe arrivare l'ampio ricambio che ha in testa Favarin.
L'idea di lanciare così tanti giocatori insieme dovrebbe, almeno sul
piano delle motivazioni, risultare un buon antidoto: "Credo che
potremmo perdere qualcosa a livello di qualità e la squadra, così come
l'ho pensata, è un po' più leggerina, ma non dovremo dare adito a
nessuna discussione. E chi scende in campo dovrà dare tutto. Sennò,
l'ho detto chiaro ai giocatori, si torna subito indietro. Una seconda
chance, dovessimo far male, non ci sarà".
Le novità saranno
molte, probabilmente sei-sette undicesimi della squadra resteranno
fuori per dare spazio a chi ha fatto sinora soprattutto panchina. Tra
gli altri rientrerà, e non solo domenica prossima, Matteo Costa tra i
pali: "Costa se la giocherà sino alla fine del campionato. Per la pool
scudetto invece vedremo più avanti. Di sicuro in panchina si accomoderà
Alessio Mariotti che ha tirato la carretta sinora, ma penso che il turn
over riguarderà molti elementi".
Mariotti in panchina significa
via libera all'esperimento in campionato abbozzato solo a Montevarchi
con Carloto difensore centrale, vista l'indisponibilità congiunta di
Venturelli e Bova: "lo vedo bene in quel ruolo e anche in questa
settimana si è mosso in tal senso. Il giocatore è interessato a
provarsi in quel ruolo e io lo ritengo adatto: è bravo
nell'impostazione, nei tempi, nelle chiusure e nell'uno contro uno.
Anche ieri, a Camaiore, l'ha dimostrato. Questa è una soluzione che
intendo proporre sino alla fine del campionato e che potrebbe rivelarsi
utile per il prossimo anno in alternativa a Venturelli. Tra i
professionisti il ruolo dei tre dietro sarà fondamentale e serve molto
uno che possa impostare il gioco. Ovvio che poi a fianco deve avere due
bravi di testa. Altri accorgimenti in vista della prossima stagione che
intendo provare da qui alla fine? Contro il 4-4-2 avversario vorrei che
gli esterni di centrocampo tagliassero maggiormente dietro ai
centrocampisti centrali avversari per creare superiorità. Se potremo,
proveremo a concentrarci anche su quest'aspetto nell'ottica di trovare
sempre nuove soluzioni".
Un Favarin, insomma, con un occhio al presente e uno al futuro. Chi sta fermo è perduto.
Fabrizio Vincenti