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Giuliano Giuliani e un'intervista a 360°: presente e futuro nelle intenzioni del numero uno rossonero
21/04/2009 09:15
Giuliano Giuliani aspira a vincere lo scudetto della
serie D. I record? "Quelli – dice – lasciano il tempo che trovano e non
se li ricorda più nessuno. Invece vincere il campionato e conquistare
il titolo nazionale, anche se dei dilettanti, è una cosa che resta.
Ecco, mi piacerebbe essere ricordato per questa vittoria. Il futuro?
Vedremo a suo tempo. Intanto stiamo organizzandoci, di sicuro faremo
anche il prossimo anno, sarebbe assurdo mollare ora. Tuttavia è meglio
essere subito chiari. Se qualcuno pensa o crede che noi resteremo alla
guida della società solo perché siamo innamorati della Lucchese, si
sbaglia di grosso. Io ho dei referenti, dei soci cui rendere conto,
gente che non mette soldi senza senso. Inoltre sarebbe anche ora che
qualcuno spiegasse ai tifosi e alla città che il progetto del nuovo
stadio non serve a Giuliano Giuliani né a Valore o altri. Serve
solamente alla Lucchese, affinché possa finanziarsi per il futuro anche
quando noi non ci saremo più. Ormai nessuno può pensare di fare calcio
senza un ritorno economico".
A Lucca si citano gli esempi di Aldo Grassi e Egiziano Maestrelli.
"Ma fatemi il piacere. Quando Maestrelli e Grassi non hanno avuto
più quella convenienza che gli avevano garantito al loro arrivo, se ne
sono andati e la Lucchese sappiamo tutti dove è finita. Noi desideriamo
che tutto questo non accada più e che la società rossonera abbia le
potenzialità e le possibilità di fare da sé".
Lei una persona seria, questo lo pensano e lo dicono tutti. Per di
più è uno che non ama perdere né lasciare la barca mentre sta
affondando.
"E’ vero, ma c’è un limite. Già quest’anno abbiamo sforato il budget
previsto di 1 milione 200 mila euro. Sarà anche una bella
soddisfazione, ma non può durare all’infinito questo impegno senza una
adeguata copertura. Io ho fatto la mia parte, noi abbiamo mantenuto le
promesse, eppure sento ancora parole evasive, gente che tergiversa, che
dice e non dice. Certo, il sindaco Favilla, tempo fa allo stadio ci
promise che, risolti alcuni problemi di carattere generale e
anmministrativo, avrebbe esaminato l’iter procedurale, politico e
tecnico, per raggiungere l’obiettivo. Ma qui il tempo passa e nessuno
si fa vivo. Io mi sono dato un termine e le risposte che voglio le
pretendo a giugno, entro la fine del mese. Dopo, non ci sarà più tempo,
ma io sono fiducioso".
Giancarlo Favarin e Paolo Giovannini: coppia vincente non si tocca.
"Con il mister e il direttore sportivo manca solo il pezzo di carta
firmato, ma la stretta di mano c’è già stata. Adesso siamo impegnati in
numerose faccende per cui ci vedremo più avanti per mettere nero su
bianco, ma, ripeto, tutto è già deciso: resteranno qui anche l’anno
prossimo. Se lo sono meritato".
Carruezzo: cosa le suscita questo nome?
"Una persona seria, che avrei voluto alla Sporting per un altro anno
sul campo di gioco, ma che ha preferito scegliere un'altra strada. E io
lo apprezzo, sia come calciatore, ma lo conoscevo già, sia come uomo.
Ci disse che non avrebbe mai più giocato e così è stato, né con noi né
in un'altra formazione. Segno che aveva fatto una scelta definitiva.
Comunque sia Carruezzo è un gran bel ricordo, ma ho imparato, in
quest'anno di calcio, che in questo mondo non esistono contratti
definitivi e i rapporti che si creano possono interrompersi da un anno
all'altro. Sono contento quando vedo i ragazzi che già si stanno
preparando per l'anno prossimo, che si sentono parte di un progetto, ma
affezionarsi è un lusso che nessuno si può permettere".
Al. Gra.