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Giovannini fa chiarezza: "Resto comunque, a prescindere dal budget. Ma quello che conta non č una promozione immediata quanto, piuttosto, che resti questa societā e si possa programmare il futuro"
29/04/2009 08:39
Nel trascorrere sostanzialmente sereno del post promozione si è inserita - accanto alla problematica delle problematiche, ovvero la questione nuovo stadio - qualche nuvola relativa ad eventuali dissidi tra mister Favarin (per lui sulla carta stampata si è parlato per lui di sirene in...riva al mare ligure) e il diesse Paolo Giovannini; come pure di qualche incertezza di quest'ultimo, di fronte alle offerte che gli sono pervenute e ai programmi ancora da definire della società rossonera. Giovannini è una di quelle persone che crede fortemente in quello che fa: è un mestiere, questo nel mondo del calcio, che vive con grande intensità, che respira a pieni polmoni, che ha nella carne. E poi quest'anno, farlo nella sua città, lo fa sentire ancora più realizzato. Sente probabilmente, e non sbaglia, l'affetto e la fiducia di tutto l'ambiente rossonero, scosso da anni turbolenti e dalla voglia di poter scommettere senza fregature su qualcuno. Meglio se di Lucca. Anche per questo, alla fine, senz'altro resterà, come lui stesso chiarisce.
"Mi pare -attacca il diesse rossonero - che stiano uscendo voci soprattutto per problemi di tempistica e niente più. Ovvio che fino a quando non si sarà l'ufficialità sul budget non si potranno fare cosiderazioni precise. Ma mi pare chiaro che non ci saranno sconvoglimenti né cose drammatiche alle porte. Forse la vittoria in campionato ha fatto venire fuori questioni che sarebbero potute maturare più avanti, ma ripeto: è solo un problema di tempi nulla più".
Quindi, affermare che, comunque vada la questione stadio, Giovannini sarà qui anche il prossimo anno è corretto?
"Più volte ho detto che sarei rimasto volentieri. Sono qui non per un lavoro di un anno, ma per provare a costruire qualcosa che vada oltre una stagione calcistica. Detto questo, dico, e ribadisco, che per quanto mi riguarda voglio restare anche nel caso in cui la società dovesse incontrare difficoltà sul nuovo stadio e fosse costretta a lavorare pensando solo al prossimo campionato e nulla più".
A Lucca, comunque vada: ma le prospettive sarebbero ben diverse in un caso oppure nell'altro.
"Certamente, il presidente mi ha detto di stare tranquillo che in ogni caso verrà allestita una squadra decorosa che possa ben figrare, ma è chiaro che una cosa è gestire ed impostare una squadra per un anno sapendo che poi non ci sono certezze, un'altra lavorare ad un progetto che guardi lontano. Non ci fossero queste ultime prospettive, ad esempio, sarebbe inutile impegnarsi su giovani di grande avvenire. Dovremmo guardare altrove".
Insomma, sarà sempre la prospettiva societaria che farà da discrimine.
"Lucca sportiva rischia la perdita di imprenditori che sinora hanno fatto bene e che hanno dimostrato di saper onorare gli impegni. E' questo l vero problema. Voglio essere chiaro sino in fondo: non è una questione di una promozione o meno. Personalmente, la promozione in C1 senza un futuro societario certo la baratterei subito con un anno di transizione, ma avendo alle spalle un gruppo stabile, un progetto affidabile, la voglia di arrivare lontano. Se ci sono questi requisiti i risultati, prima o poi, arrivano. Nel primo caso invece ti puoi trovare anche con una squadra in categoria superiore, ma con una quantità di problemi che in breve ti possono affossare di nuovo. La sfida è durare nel tempo".
Da questo punto di vista non ci sono garanzie di durata, almeno per ora: si rischia di navigare a vista?
"Proprio per quello che ho appena finito di dire, avrei preferito mille volte se il presidente avesse detto: non prometto nulla in termini di risultati, ma resto qui tre o quattro anni. Lucca ha diritto almeno a una serie C1, ma la sfida non è la categoria quanto la solidità della società. Per fare bene ci vuole una rete di collaboratori, il potenziamento del settore giovanile: così ci sono le prospettive per fare bene altrimenti è chiaro che è una navigazione a vista".
Voltiamo pagina: tutto tranquillo nei rapporti con Favarin? In questi giorni si è letto di qualche diversità di vedute.
"Mah, più che negli articoli mi è parso di cogliere questa cosa nei titoli dei giornali: leggendoli è sembrato avessi corretto le dichiarazioni di Favarin. In realtà lui ha avuto solo uno sfogo dopo Borgo San Lorenzo, legittimato dalla prestazione non certo brillante della squadra e io ho fatto il pompiere, dicendo che i giovani avevano diritto a riprovare. Già contro il Ponsacco mi pare siano andati meglio. Tutto qui".
Insomma, il prossimo anno, il duo Favarin-Giovannini ci accompagnerà anche in Seconda Divisione?
"Per quanto mi riguarda sono dell'avviso che a Favarin vada proposto un contratto prluriennale, anche per farlo lavorare con totale tranquillità e fiducia. Per lui parlano la serietà e la bontà del suo lavoro. Andrà avanti, anche due anni".
Fabrizio Vincenti