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Il Giudice sportivo appieda per un turno l'allenatore della Pro Vasto Di Meo. Squalifiche record per la Lupa Frascati
18/05/2009 20:50
Giuseppe Di Meo, allenatore della Pro Vasto, non incontrerà, almeno sul
campo, i rossoneri. Il giudice sportivo lo ha infatti squalificato per
una giornata a seguito del rapporto di gara stilato dall'arbitro di
Tolentino-Pro Vasto, paritta che ha consentito ai biancorossi di salire
in Seconda Divisione. Nessun provvedimento a carico dei giocatori
abruzzesi come pure dei rossoneri di mister Favarin.
Da segnalare
squalifiche importanti (per 8 turni) per l'allenatore e il dirigente
accompagnatore del Deruta, rispettivamente Marco Schenardi e Luca
Bellucci per "al termine della gara, unitamente all'allenatore della
propria squadra, accerchiava un Assistente Arbitrale perpetrando
violenza fisica nei suoi confronti e, pronunciando espressioni
gravemente minacciose, impediva per alcuni minuti il rientro negli
spogliatoi dell'Assistente stesso".
Squalifiche record per la Lupa
Frascati che si è vista interidre il proprio campo sino al 31 gennaio
2010. Nella gara contro che ha visto i padroni di casa soccombere per
2-0 con il Morolo si è rischiato un mezzo linciaggio della terna
arbitrale che ha riportato varie contusioni, danni alla autovettura e
un clima da far west indecente che è andato avanti per parecchio tempo
e ha portato a comminare tantissime giornate di squalifica a giocatori e dirigenti.
Tra gli
altri si è "distinto" il giocatore Marco Gonnella a cui è stata
comminata una squalifica sino al 18 maggio 2014 con proposta di
radiazione per "avere rivolto all'Arbitro espressioni gravemente
offensive, prima di lasciare il terreno di gioco spintonava
violentemente il Direttore di gara poggiandogli le mani sul petto. Al
termine della gara, mentre l'Arbitro si trovava nei pressi del
centrocampo per la procedura del fair play, partiva di corsa dal
proprio spogliatoio e, raggiunto il direttore di gara, dapprima lo
colpiva con violenza con un calcio ad una coscia cagionandogli intensa
sensazione dolorifica, tanto da farlo piegare in avanti e,
successivamente, datagli una manata al labbro, dopo avere preso la
rincorsa, si lanciava nuovamente verso l'Arbitro e, con una mossa
simile a quelle del karate lo colpiva con entrambi i piedi
all'avambraccio sinistro ed alla coscia sinistra, cagionandogli forte
dolore. Sanzione così determinata sia in considerazione della estrema
gravità della condotta del calciatore, non soltanto incompatibile con i
principi di lealtà e correttezza che dovrebbero essere a fondamento di
qualsiasi attività sportiva, ma anche sintomatica di una personalità
incline alla violenza, e all'ingiuria, sia in considerazione della
idoneità dei colpi inferti al Direttore di gara a cagionare danni alla
integrità fisica ancora più gravi di quelli diagnosticati dai sanitari
nel loro referto".
Gazzetta Lucchese

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