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Giuseppe Di Meo, l'allenatore bandiera della Pro Vasto: "Questa promozione č una goduria immensa. La Lucchese? Uno squadrone, la vedo favorita"
19/05/2009 12:03
Giuseppe Di Meo, ancora non ci crede. L'allenatore della Pro Vasto
(nella foto tratta dal sito www.vastese.it), per meglio dire, ha
sempre creduto nel miracolo, ma una cosa è crederci, altra a vederlo
trasformare in realtà al minuto 94 dell'ultima gara di campionato,
nell'ultima occasione possibile. Quella su calcio di rigore: "Abbiamo vinto
una gara da centrometristi, al fotofinish. In cuor mio c'ho sempre
sperato, ma man mano che passavano i minuti la tristezza stava avendo il sopravvento. E' stato un
epilogo pazzesco, da infarto. Una botta al cuore enorme, una goduria
immensa, una delle più grandi soddisfazioni della vita".
Avete compiuto un'impresa, il termine non suoni eccessivo, considerando che avevate tantissimi punti di ritardo dal Fano.
"Ad
un certo punto eravamo indietro di 12 punti. Abbiamo infilato una serie
di 10 vittorie consecutive, ma io ho sempre creduto ce la potessimo
fare. Anche la squadra, dopo la seconda vittoria di fila, ha iniziato a
capire che l'impresa era possibile".
La
sua è una squadra che fa dell'aggressività la sua arma migliore: tra un
pareggio e l'ipotesi di vincere, ma anche di perdere, la gara
propendete sempre per quest'ultima soluzione.
"Molte partite le
abbiamo vinte negli ultimi minuti. Giochiamo un calcio veloce ed
aggressivo, senza mai fare le barricate. A Fano, nello scontro diretto,
ho messo in campo un 4-2-4 e abbiamo vinto 2-0 rimanendo anche in
dieci. La nostra arma principale è proprio questa voglia di giocarsela
sempre e fino in fondo. Senza accontentarci".
Per lei, il primo anno di panchina dopo 500 partite in serie C: che effetto fa essere dall'altra parte della barricata?
"I
primi tempi ho continuato a considerarmi un calciatore, poi, poco alla
volta, mi sono calato completamente in questo nuovo ruolo che mi
appassiona e che mi è sempre piaciuto intraprendere. Mi piace dialogare
con i ragazzi, trasmettere esperienze e conoscenze. Un modello?
Spalletti".
Primo anno da allenatore, a quaranta anni, e prima
promozione per di più a Vasto dove lei è stato capitano e ha giocato
tre anni.
"E' bellissimo, oltretutto me ne ero andato a marzo
dell'anno in cui la Pro Vasto era retrocessa e la cosa mi aveva sempre
lasciato davvero una brutta sensazione. Mi rodeva doppiamente. Ora, con
questa promozione, abbiamo finalmente pareggiato i conti".
Domenica vi attende la prima partita della pool scudetto con la Lucchese: cosa conosce dei rossoneri?
"Conosco
mister Favarin, Venturelli e Scandurra che ho marcato tante volte. A
parte questo, su di una squadra come la Lucchese, per il blasone che ha
e per il campionato che ha stravinto, c'è poco da dire: è uno
squadrone. Non ho ancora avuto il tempo di documentarmi bene. Lo farò
da oggi, a mente un po' più fredda dopo la promozione di domenica".
La
Lucchese viene da un mese di sostanziale vacanza, voi arrivate
all'appuntamento come un treno in corsa: chi potrebbe avere un
vantaggio?
"Credo che le situazioni si equivalgano: la Lucchese
sono convinto che ritroverà le giuste motivazioni e noi arriviamo belli
carichi e intenzionati a fare festa davanti al nostro pubblico. Sulla
carta è però favorita la Lucchese; da parte nostra onereremo l'impegno
anche se sono intenzionato a schierare chi ha giocato meno sinora. Per
noi sarà soprattutto una splendida festa alla quale spero che
partecipino anche tifosi da Lucca. Tutte e due le formazioni hanno
vinto la partita più importante che era quella del campionato, ora
vinca il migliore".
Fabrizio Vincenti