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L'assessore Buonriposi: "Entro l'estate una nostra proposta su come vorremmo ll centro polifunzionale in cui inserire il nuovo stadio"
27/05/2009 18:02
Donatella Buonriposi (nella foto) è assessore comunale, tra gli altri,
all'edilizia scolastica e all'istruzione. Normale che, al pari ad altri
colleghi di giunta, sia particolarmente interessata al progetto del
nuovo centro polifunzionale che la società rossonera vuol provare a
realizzare. Ieri, nella riunione che in Comune ha visto di fronte Giunta e vertici della Lucchese e che è andata avanti oltre
due ore, sono emerse prospettive e ipotesi sotto il profilo
dell'impatto sociale della nuova struttura. Un tema, quello della
pubblica utilità del nuovo impianto, naturalmente centrale per sperare
in un via libera dell'amministrazione comunale.
"Si è trattato di un confronto lungo -
dice l'assessore - dove sono state sviscerate tante problematiche. Il
sindaco ha chiarito perchè i tempi sono non brevi. Si tratta di una
questione complessa che richiedi tempi e processi giusti. Un incontro
utile a loro per capire le procedure amministrative che sono complesse
e a noi per conoscere meglio le loro esigenze, a partire da quelle
della squadra che necessita di trovare fonti di sostentamento per la
sopravvivenza".
Soddisfatta dell'incontro?
"Da
entrambe le parti c'è stata massima disponibilità. Personalmente
ritengo che sia importante che la città abbia una squadra di livello,
essa fa parte delle nostre tradizioni, della nostra identità. Ovvio che
perchè sia realizzabile questo progetto devono coincidere tante cose".
Che nel caso del Comune significa soprattutto attenzione alla vocazione pubblica dell'investimento.
"Certo,
la pubblica utilità della nuova struttura è al centro delle nostre
riflessioni. Abbiamo parlato di fruibilità sociale dell'impianto, che
non si esaurisca solo nella pur importante dimensione sportiva. Si
potrebbero ipotizzare anche altri servizi e perchè no? anche una
scuola. Può sembrare un'idea bislacca detta così su due piedi, ma in
realtà c'è grande bisogno di strutture scolastiche moderne e dotate di
impianti adeguati. E ancora, sempre in tema di ipotesi, si potrebbe
pensare a una struttura medico-sportiva di grande livello, visto che
abbiamo a Lucca un medico del livello del professor Castellacci".
Fino a qui le possibilità. Sul piano delle problematiche cosa si può dire?
"Che
ci sono e sono legate in primis al piano urbanistico. Dobbiamo
ipotizzare una struttura in armonia con il progetto globale di sviluppo
della città. Non è così semplice. Ed è nostra intenzione aprire un
dibattito con la città".
Capire, insomma, gli umori della città e quanto l'idea di un nuovo impianto trovi seguito.
"Di
primo acchito ci può essere la percezione che il nuovo impianto non
serva, ma credo che non ci debbano essere risposte di carattere
aprioristico. Non ci dimentichiamo che si parla di posti di lavoro, di
servizi a disposizione della città. Va rimarcato a chiare note che la
struttura deve avere anche una finalità pubblica e a costo zero per il
Comune".
Con quali strumenti intendete muovervi?
"Noi vogliamo
far partire il dibattito, poi saranno gli stessi cittadini a farci
sapere cosa ne pensano e a quel punto verrà preso in considerazione
quello che ci rappresentano, fermo restando che se l'amministrazione crede nel progetto deve perseguirlo".
Avete parlato anche della eventuale destinazione del vecchio Porta Elisa?
"Sono
state fatte delle osservazioni in merito. Quello del vecchio impianto è
un altro nodo da sciogliere. E' uno stadio che non più le condizioni
funzionali e dovremmo intervenire con costi impossibili da sostenere.
L'abbattimento di quello che non è vincolato? Ipotesi precise sulla sua
destinazione non ne sono state fatte. E' un passaggio successivo".
Quali saranno i prossimi passi?
"Abbiamo
preso l'impegno di formulare con i nostri tecnici una proposta con le
linee generali di quello che vorremmo fosse, per parte nostra, il
centro polifunzionale. Inizialmente eravamo orientati a chiedere noi un
progetto, ma la società rossonera, comprensibilmente, ci ha chiesto di
stendere una proposta".
In che tempi pensate di predisporre la proposta?
"Capiamo le loro difficoltà e il fatto che il tempo è denaro. In questa estate ci adopereremo per definire la proposta".
Fabrizio Vincenti