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Giuliano Giuliani lancia l'allarme: "Basta pacche sulle spalle. Non si può fare calcio in queste condizioni. Entro fine giugno cerchiamo risposte concrete"
05/06/2009 15:15
Diretti, senza giri di parole troppo diplomazia. Con
la speranza che sia fatto
altrettanto da tutta la città. Prima di perdere la pazienza. I vertici
rossoneri, nella conferenza stampa svoltasi in tarda mattinata, hanno
parlato chiaro e fatto il punto della situazione dopo la serie di
incontri avuti nelle scorse settimane con le forze politiche e sociali.
La richiesta, un appello forte, è di fare chiarezza e di fare alla
svelta, perchè di tempo ne è già passato parecchio. Tutto sommato,
almeno dal punto di vista delle risposte, a vuoto.
Giuliano
Giuliani, dalla palazzina liberty di viale San Concordio che è la sede
rossonera dall'agosto scorso, è come al solito molto franco. Anche nel non mascherare la
sostanziale insoddisfazione per quanto fatto sinora a sostegno della
causa rossonera da parte della città e del mondo politico. Parla prima
di tutto di disinformazione: "La prima cosa che mi sento di dire al
termine di questo giro di consultazioni che abbiamo ritenuto di fare, è
la disinformazione che c'era sulla reale situazione. Qualcosa di
disarmante. Da questo punto di vista, gli incontri spero abbiano
charito meglio come stanno veramente le cose. Noi, dal nostro punto di
vista, mi pare si possa dire che abbiamo raggiunto i risultati, gli
obiettivi fissati. Ora vorremmo capire però se la Lucchese interessa o meno
alla città. Abbiamo volutamente spostato il tiro, evitando di cadere
nella diatriba stadio sì, stadio no. Ma la questione centrale rimane:
interessa la Lucchese alla città e a chi la rappresenta?".
Una
domanda che si presta a numerose risposte. E almeno a due
interpretazioni: quella formale e quella sostanziale, viste le
dichiarazioni di questi mesi, ma anche lo scorrere, senza grandi
sussulti e novità del tempo. E' lo stesso presidente rossonero a
ripercorrere gli avvenimenti: "La nostra idea di calcio l'abbiamo
manifestata già a fine luglio quando abbiamo esternato il nostro
interesse per la nuova società. Da allora tante pacche sulle spalle e
poco altro. Per carità, lo stadio non è certo obbligatoriamente l'unica
strada, nella lettera di luglio al sindaco dichiaravamo che eravamo
disponibili anche a valutare la ristrutturazione del Porta Elisa. A
noi, faccio per dire, va bene anche altro. Ma mi pare chiaro che si
deve trovare il modo di generare reddito costante nel tempo. Ci
vogliono risorse per gestire una società di calcio e il nostro progetto
diceva e dice dove potrebbero essere reperibili. E non mi si venga a
dire che il nostro era un progetto blindato: da sempre abbiamo detto
che eravamo disponibili al dialogo con tutte le forze. Il problema è
che il dialogo non c'è stato".
E la pazienza ha un limite: "Ad
agosto scorso dicemmo che senza
risposte non avremmo potuto continuare l'anno successivo e ce ne
saremmo andati. Non lo stiamo facendo, ma questa situazione si sta
ripercuotendo anche sulla gestione sportiva, visto che non possiamo
proporre contratti pluriennali senza garanzie sulla durata di questa
società con possibili anche perdite al patrimonio per le mancate
valorizzazioni di giocatori sotto contratto per più anni. Per
sgomberare il campo da ogni equivoco presenteremo entro il
18 giugno un progetto di idee per la prossima stagione e più in
generale per il futuro. Ma per fine giugno vorremmo risposte concrete.
Basta pacche sulla spalle: c'è bisogno di sponsorizzazioni,
abbonamenti. C'è bisogno che la città si interessi alle sorti di questa
squadra e la domanda è la solita: la Lucchese interessa alla città?
Altrimenti, come dice l'architetto Valentini, noi non siamo né scemi,
né
ricchi. Da altre parti, le risposte vengono date. A Viareggio la
società incassa dal Comune dei contribuiti, noi ci siamo trovati a
dover gestire impianti fatiscenti, con bollette di acqua da 15mila
euro, con manti erbosi disastrati, con impianti per il settore
giovanile inadeguati. Vedere che altrove, anche in piazze di minor
importanza, si ottiene reale sostegno fa male davvero".
Come
fa male sottolineare una cosa che forse in molti avevano notato
direttamente allo stadio e che Giuliani rimarca con sarcasmo: "Lo dico
senza polemica: a metà stagione la tribuna vip si è svuotata per metà. Forse
devono aver pensato: "vuoi vedere che vincono davvero?". E' ora che il
mondo politico e imprenditoriale faccia quello che in passato ha già
fatto, nulla di più". Ma la Lucchese interessa davvero alla città?
La società rossonera ha gettato alto il grido di allarme. Sarà
interessante vedere chi andrà oltre le parole. La palla è ora nell'altra metà del campo.
Fabrizio Vincenti