Porta Elisa News
Tutte le notizie sulla Lucchese Calcio
L'architetto Valentini: "Coscienti che il nostro č un progetto complesso. Per questo vogliamo sia condiviso, ma servono risposte altrimenti chiuderemo con il calcio"
05/06/2009 16:18
Giovanni Valentini, amministratore delegato della Valore è l'alter ego
di Giuliano Giuliani. Con lui sta condividendo questa avventura nella
nuova Lucchese e la sensazione che la situazione vada davvero
sbloccata. Prima che sia troppo tardi. Valentini (nella foto) non ha i toni diretti
di Giuliani. Per carità, dice le stesse cose, ma le argomenta
snocciolando dati, fornendo paragoni, ipotizzando scenari. Per lui è,
prima di tutto, un'opportunità imprenditoriale e professionale: "Abbiamo
un'idea chiara da sempre di cosa vogliamo e non solo per quanto concerne
l'aspetto strettamente sportivo e con questa serie di
incontri riteniamo di aver detto a tutti come stanno le cose. Nessuno, ora, può dire di non essere stato informato. Il
calcio, d'altronde, nasce come sport e diventa spettacolo. Come si fa a non vedere il valore sociale del calcio? E come tale
è un'attività economica che deve avere basi solide e programmazione.
Ogni attività parte in perdita, ma poi deve produrre utili. Non fosse
così non faremmo il bene di nessuno: basta vedere come è finita la
precedente gestione. A rimetterci sono stati anche i creditori, molti
dei quali lucchesi. La stessa città ha finito per perdere la
squadra in serie C e a rimetterci in termini economici".
Il
progetto del nuovo stadio che portano avanti dai tempi di Grassi, a
detta di Valentini, risolverebbe la questione, pur non nascondendo le
difficoltà: "E' un progetto complesso e difficile che deve essere
condiviso. E' ad altissimo rischio e con margini bassi, ma molto
affascinante. Ecco perchè ci stiamo provando. Nessuna speculazione da
parte nostra: basti pensare che i terreni agricoli su cui potrebbe
sorgere sono stati pagati dieci volte di più del loro prezzo
agricolo. Perchè lo stadio proprio lì? Per i collegamenti
autostradali e perchè avrebbe un basso impatto in quella zona. Questo
progetto avrebbe il merito di creare tante opportunità".
L'idea
di Valentini è di ripetere l'esperienza del parcheggio della caserma
Mazzini: "Come in quel caso vorremmo che i vantaggi fossero sia per il
pubblico che per il privato. Là risanammo un intero zona, creammo
parcheggi, abitazioni per i residenti, spazi e utili che per il 51%
sono finiti in tasche pubbliche. Qui potremmo fare lo stesso, ponendosi
il traguardo di uno stadio che diventi di proprietà della Lucchese,
posseduta da lucchesi, facendo risparmiare il Comune per i lavori di
ammodernamento del Porta Elisa, creando attività economiche che, è bene
ricordare, generano tasse. Senza contare, penso allo stadio di Berna,
ai flussi di denaro che potrebbero entrare nelle casse della società
rossonera per l'organizzazione di manifestazioni, spettacoli. Insomma
si produrrebbe reddito per chi ha investito e per la comunità. Tutto
questo è speculazione? Mi si dice che un impianto del genere potrebbe
nuocere ai commercianti. Mi chiedo: ma se aprirà Ikea a Vecchiano
porterà danni economici al centro storico di Pisa? E poi ci sono
tante ipotesi. I centri commerciali stanno segnando il passo, quello
che andava bene ieri non va bene oggi. Ecco perchè ci servono risposte
in tempi rapidi, altrimenti i progetti perdono di attualità. Siamo
aperti alle proposte delle categorie, ma bisogna muoversi".
Cosa
vuole l'architetto? Come Giuliani l'avvio dei fatti, che devono
seguire quelli prodotti dalla società rossonera: "I nodi arrivano tutti
al pettine. Abbiamo creato una società senza debiti, con una squadra
competitiva, ma si deve verificare che tutti questi sforzi abbiano un
senso, ne valgano la pena. Altrimenti si investe in altri campi. Mi
pare ovvio. Un nostro passaggio a Pisa? Se non avremo certe risposte
chiuderemo con il calcio e penseremo ad altro. Cosa vogliamo? Un
dibattito vero sul futuro della società, a breve. Un dibattito sereno,
non pretestuoso, né polemico. Siamo disponibili ad aprire verso altri
soggetti, purchè si tratti di partecipazioni concrete. Del resto lo
abbiamo sempre detto. Se non avremo risposte? Beh, a quel punto
valuteremo il da farsi...".
Fabrizio Vincenti