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Il dottor Malfatti č giā concentrato sulla prossima stagione: "Dovremo fare bene e ripartire da zero per provare a bissare lo scorso campionato. Da un punto di vista medico, ci sarā un impegno superiore"
13/06/2009 19:13
Riccardo Malfatti (nella foto) sarà, anche per il prossimo anno, il medico sociale
della compagine rossonera. Malfatti, che aveva già collaborato con la
Lucchese ai tempi di Grassi e Gioia, con questa maglia ha un rapporto
particolare. Naturale la soddisfazione anche professionale nel potere
continuare a dare una mano alla società di Giuliani.
E' stata un'annata positiva, sportivamente parlando, quella appena conclusa.
"Davvero
un anno molto positivo, sotto tutti i punti di vista. Chiaro che quando
arrivano i risultati è tutto più facile, ma della prima stagione a
guida Giuliani non si può che dire bene. Siamo partiti dopo, ma ci
siamo organizzati bene".
Da un punto di vista medico che annata è stata?
"Tutto
sommato una buona annata. I problemi ci sono stati con Marco Mariotti,
che ha avuto una ricaduta, e naturalmente con Mocarelli e Belluomini,
per i quali però si poteva fare e prevedere ben poco. Per Venturelli
ritengo si sia fatto quanto possibile: nonostante il problema al
tendine venisse da lontano, siamo riusciti a tenerlo a disposizione
quasi fino alla matematica certezza della vittoria. Direi una stagione
positiva per la quale vorrei spendere due parole su Brunello Lorenzoni (il massaggiatore rossonero ndr): una persona corretta, preparata,
valida, con la quale è stato un piacere collaborare".
Sul fronte rapporti equipe medica-società che si può dire?
Che
va tutto per il meglio. Questa società è strutturata da un punto di
vista organizzativo per categorie superiori alla serie C. E' gente
seria, preparata e il rapporto ottimo ci permette di superare tanti
piccoli problemi che si creano durante l'anno. Merito di Giovannini e
di Giuliani in primis".
Il prossimo campionato, però, sarà più
impegnativo per tutti e non sarà facile tenere alta la tensione come è
stato fatto quest'anno: confermarsi è sempre più difficile che fare
bene la prima volta.
"Si parte indubbiamente da una condizione
diversa rispetto allo scorso anno, ma si dovrà provare a cercare di
fare il salto di categoria. Lucca, con tutto il rispetto, non può sare
in questi campionati. Il segreto per riuscirci? Essere arrabbiati come
lo scorso anno, quando tutti, dallo staff, a noi, ai giocatori, ai
dirigenti avevamo una grande concentrazione addosso. Dovremo essere
umili e rimettersi tutti in discussione: quello che è stato fatto non
conta già più".
Quanto è difficile tenere l'equilibrio tra le
esigenze tecniche, che porterebbero a sovrautilizzare i giocatori, e
quelle mediche?
"Noi guardiamo agli atleti come a dei pazienti
nel momento in cui si acclarano patologie. I tecnici, invece, come a
degli atleti da recuperare. Ci vuole equilibrio e mediazione, evitando
situazione come quelle che si sono verificate giusto per fare un
esempio all'Inter ai tempi di Mancini e del dottor Combi. Del resto, a
volte a forzare i tempi si fa pure peggio. In ogni caso molto
importante è il giudizio del calciatore, soprattutto se è esperto e se
siamo di fronte a problemi di carattere muscolare. Le sue sensazioni
valgono moltissimo".
Quest'anno il maggiore problema, da un punto di vista medico, è stato il trauma di Mocarelli.
"Senza
dubbio, un infortunio delicato, oltretutto capitato in un periodo non
semplice per la squadra. C'era grande preoccupazione, ma ci ha dato la
spinta per reagire. Oltre al capitano, segnalo l'infortunio di
Venturelli: abbiamo provato con delle terapie, ma alla fine non è
bastato e si è reso necessario l'intervento chirurgico".
Da un punto di vista medico che cambierà con l'ingresso nei professionisti?
"Ci
sarà un impegno maggiore. A partire dai controlli antidoping e dalla
tenuta di cartelle sanitarie sugli standard voluti dalla federazione,
oltre che sul fronte del numero degli esami obbligatori".
Il maggior impegno agonistico potrebbe portare un maggior numero di traumi e di problemi muscolari?
"Non
credo, i ragazzi già nel campionato appena concluso hanno lavorato con
grande intensità e sono convino non ci saranno conseguenze particolari".
Domanda
a Riccardo Malfatti tifoso rossonero: sarà un campionato con qualche
derby. Di sicuro con il Viareggio, qualcuno dice anche con il Pisa.
"Con
il Pisa credo sia difficile. Ritengo che ripartiranno dalla serie D e
forse sarà ripescato il vecchio Pisa Sporting Club. Quanto al Viareggo
sarà un bel derby che spero si possa disputare con il pubblico: il
calcio senza tifosi non ha senso".
E con il Viareggio è sempre stata una gara speciale.
"Racconto
questo episodio che mi ha narrato Lorenzo Lorenzoni, un giocatore
rossonero degli anni venti e trenta, che ebbe anche il grande Erbstein
come allenatore. Mi disse che con il Viareggio erano derby durissimi.
Lui più volte aveva marcato Luciano Patalani un'ala destra scattante.
Ed erano stati colpi, sputi, insulti. A distanza di tanti anni si sono
ritrovati, verso la fine dei loro giorni, entrambi in ospedale. Ho
potuto vederli mentre si abbracciavano, piangendo e ricordando quelle
partite. Una scena bellissima che non scorderò mai. Ecco, per me il
derby con il Viareggio sarà speciale anche per questo".
Fabrizio Vincenti