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Federico Nicastro, l'ex di turno, chiama a raccolta i tifosi: "Se verranno a Ferrara almeno in cento, sembrerā di giocare in casa. La Giacomense? Squadra giovane, ma occhio agli attaccanti"
26/08/2009 19:55
Confrontarsi con il proprio passato. Per Federico Nicastro, le prime due gare di campionato sono all'insegna
dell'amarcord. Dopo il Poggibonsi - dove ha giocato per ben tre anni -,
ecco la Giacomense, ultima piazza prima di arrivare a Lucca.
Faderico Nicastro, ultima stagione alla Giacomense, che si può dire sui prossimi avversari dei rossoneri?
"E'
una società che ha ridimensionato i suoi obiettivi, lo scorso anno
puntava decisamente a un buon campionato, poi è arrivata una salvezza
con qualche patema e che era l'obiettivo minimo. Quest'anno, complice
il venir meno dello sponsor principale, hanno dovuto allestire una
squadra fatta soprattutto di ragazzi con 4-5 giocatori della passata
stagione che sono rimasti. Credo che punteranno ad una salvezza, anche
se
il sogno del presidente è quello, prima o poi, di riuscire a fare il
derby con la Spal".
La Giacomense è una realtà tipica di quel calcio minore che
arriva nei professionisti, ma che conserva lo spirito dei dilettanti.
"E'
un ambiente familiare, una società con cui sei sempre in contatto,
puntuale nei pagamenti. Da questo punto di vista, un modello. Chiaro che
non ha seguito, la domenica ci son circa 100-200 spettatori, la
maggioranza familiari e non potrebbe essere diversamente visto che il
paese conta 700 anime. Se i nostri tifosi verranno in un centinaio
sembrerà di giocare in casa".
Torniamo alla squadra: visto che il tasso tecnico è sceso c'è da immaginarsi una gara aggressiva da parte degli emiliani?
"Probabile.
Ripeto, sono molto giovani; tanto per dirne una, Branzani lo scorso
campionato non trovava spazio e ora gioca titolare, ma occhio ai tre
davanti, a partire da Nicolini che è bravo e ha il vizio del gol".
Quale ricordo si è portato via da Ferrara?
"Lo
scorso campionato ero rimasto fermo dopo Crotone. Se ho potuto
continuare lo devo a loro. Ferrara è peraltro una città molto bella per
viverci. Sportivamente non è stata una grande annata: metodi diversi e
qualche mese fermo mi hanno condizionato. Ma quella esperienza è stata
comunque un punto di ripartenza".
Veniamo al presente, che da qualche settimana ormai si chiama Lucchese: quali le impressioni?
"Lucca
la conoscevo dall'esterno, una grande piazza, un grande pubblico,
ancora da riconquistare, ma che alla presentazione ci ha fatto sentire
tutto il suo calore. Il mio è un impatto positivo, al punto che spero
di rimanere qui più anni, ci sono tutte le condizioni per fare bene; a
partire da una società che non ci fa mancare nulla e che è sempre
vicina sia con il direttore che con il presidente. Abbiamo un centro
sportivo dove allenarsi e per la categoria non è cosa da poco. Insomma
ci sono davvero tutte le possibilità per fare bene".
Sulla squadra che si può dire?
"Che
è una squadra costruita molto bene. E alla lunga sono convinto che
questo possa fare la differenza. Solo Gubbio e Bassano hanno rose come
la nostra, ma noi possiamo fare molto bene, ci sono giocatori davvero di livello".
E Nicastro che può dare a questa squadra?
"il
mio ruolo lo conosco: devo allenarmi e essere sempre a disposizione per
la domenica. La società punta su un giovane di valore come Lenzi, ma se
ci sarà bisogno di me spero di fare bene e conquistarmi la riconferma,
perchè, come ho detto prima, io qui vorrei rimanerci a lungo. Alla fine
del campionato spero di esultare con i miei compagni avendo dato il mio
contributo, a partire dalle gare di Coppa Italia che contiamo di
continuare a giocare. Sarebbero un'utile occasione per mantenere la
forma ai tanti che avranno meno occasioni di giocare in campionato".
Fabrizio Vincenti