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Alessio Mariotti suona la carica: "Ora sappiamo che siamo vulnerabili, ma dobbiamo immediatamente rialzare la testa"
17/09/2009 16:19
Un black out, quello di domenica contro la Nocerina, che non ha risparmiato proprio nessuno. Nemmeno gente come Alessio Mariotti (nella foto), abituata a non mollare, a non arrendersi, a sgroppare su e giù per il campo per i novanta minuti. Proprio da come giocava lui, incapaca di riuscire a spingere sulla sua fascia destra, mister Favarin ha capito che la giornata era davvero di quello no. Super no.
Mai subìta una sconfitta di queste proporzioni in carriera?
"Mai successo, è una cosa di cui vergognarsi e basta. La realtà è che non siamo scesi in campo: nessun problema tecnico o tattico, solo di natura mentale. Non eravamo noi e aver dato vita a una prestazione del genere davanti a un pubblico che ci ha sostenuti sino in fondo fa male davvero".
Come te lo spieghi?
"Facciamo fatica a spiegarlo, nel senso che sia nel pregara che nel lavoro settimanale le cose erano andate nel verso giusto. Poi, una volta in campo, speravamo solo di arrivare il prima possibile al novantesimo. Ma davanti avevamo una squadra che aveva più voglia di noi. Forse le tre vittorie consecutive ci avevano fatto pensare di essere invincibili".
La realtà, nel calcio, è che nessuno regala nulla.
"Infatti, e va tenuto presente che la testa comanda le gambe. Se la prima non risponde, nemmeno le seconde funzionano. E' capitato a me per primo che non riuscivo a spingere sulla fascia, a giocare come avrei voluto".
C'è chi sostiene, tra gli altri anche Paolo Giovannini, che forse avreste dovuto accontentarvi di gestire la gara senza spingervi in avanti visto che la giornata non era delle migliori.
"Probabilmente è vero. Avremmo dovuto provare ad addormentare la gara e magari colpire qualora si fossero create le occasioni giuste. Del resto fanno così tante squadre, noi abbiamo provato a non cambiare atteggiamento, a vincere a tutti i costi ed è finita come è finita".
Cosa resta di positivo, se esiste, da una simile esperienza?
"Degli aspetti negativi ne abbiamo parlato, è stata una botta terrificante; dei positivi ne sottolineo uno: ci siamo resi conto che siamo vulnerabili. Dopo la sequenza di vittorie forse pensavamo di farcela sempre e con chiunque. Questo è un gruppo che unito può fare grande la Lucchese, ma se non succede e non riusciamo a giocare da squadra allora sono dolori. Ne dobbiamo tenere di conto".
Ora vi attende un impegno sulla carta non semplicissimo.
"Meglio così, meglio avere un avversario ostico. Dobbiamo andare là per vincere o perlomeno per fare una grande gara. Dobbiamo rialzare subito la testa".
Fabrizio Vincenti

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