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Venturelli torna a parlare dopo un lungo silenzio: "Quei fischi mi hanno fatto male, ho preferito restare in silenzio per ritrovare forma e serenitā. Purtroppo la gente si dimentica quello che hai fatto fino al giorno prima..."

16/10/2009 09:08

E' un Venturelli ritrovato quello che, domenica prossima, con ogni probabilità affronterà da difensore centrale la Pro Vasto in terra abruzzese. Un Venturelli che, dall'alto della sua esperienza, sa, ormai, come gira il mondo del calcio dove, spesso, l'ingratitudine la fa da padrona e chi, fino al giorno prima, ti osannava, il giorno dopo è pronto a buttarti la croce addosso.

Venturelli, dopo un lungo silenzio non sarebbe il caso di spiegarne i motivi? Forse quei fischi...

"Non lo nascondo, sono rimasto amareggiato dalle contestazioni dei tifosi nei miei confronti".

Magari qualcuno non ha mai digerito quella maledetta sfida con la Triestina e, così, al minimo errore la fischiano...

"Non credo. E' una cosa che succede ovunque. Se vai bene tutto okay, se fai male arrivano le critiche a pioggia e si dimentica tutto quello di buono che hai fatto prima. Me lo dice l'esperienza che ho, ormai, maturato in tanti anni".

Colpa dei tifosi sotto ogni latitudine?

"Se togli quei tifosi intelligenti, che sono sempre meno, e che capiscono quando, magari, sei un po' in difficoltà, il resto è fatto così. Bisogna prenderne atto e andare avanti".

Domenica il mister potrebbe farti giocare dal primo minuto a Vasto.

"Spero di sì. Voglio rifarmi per tanti motivi, personali e anche perché voglio dare una mano al mister che ha fiducia in me".

Quando le cose vanno male in campo, quali sono gli antidoti per superare questi brutti momenti?

"Io non volevo parlare con nessuno per un discorso mio, personale, per mettermi a posto sia sotto il profilo mentale sia fisico. Volevo stare con me stesso, con la famiglia, circondato dall'affetto e dalla comprensione delle persone che mi vogliono bene, dall'allenatore e dalla società che mi sono stati sempre vicini anche se, magari, la domenica non giocavo. Importante, però, è sentire accanto l'affetto e la fiducia degli altri".

Nessuno poteva pensare che sareste arrivati dove, almeno oggi, siete arrivati.

"Penso sia un grande merito di tutti quanti. Dovrebbe essere apprezzato tutto questo dalla gente, dalla città e non solo da quei tifosi, che ringrazio, che ogni domenica vengono allo stadio. E' un anno che siamo ininterrottamente in testa alla classifica e capiteranno, prima o poi, fra un anno o fra cinque o fra dieci, momenti difficili. E allora dico alla città, godiamoci questi momenti e lasciamo da parte le critiche inutili. Anche perché se adesso si contesta, dopo cosa succederà? Meglio godersi il primato. Quando dico critiche intendo che i tifosi e tutti gli altri dovrebbero capire che se anche le cose non vanno benissimo, se il gioco latita un po', ma otteniamo ugualmente i risultati, le critiche dovrebbero restare in disparte".

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