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"Fiducia nel gruppo". Che ci può portare lontano
27/10/2009 09:03
"Fiducia nel gruppo". Chi non ricorda tra i tifosi rossoneri
questa espressione usata, e a volte abusata, dal grande Pino Vitale
quando si ergeva a difensore delle prestazioni non sempre brillanti dei
suoi giocatori? Fiducia nel gruppo, molto più modestamente, lo diciamo
pure noi. Perché la vera, principale forza di questa Lucchese è proprio
il
gruppo. I rossoneri forse non valgono altre formazioni,
almeno se dovessimo guardare ai solisti, ma come squadra nell'insieme
non può e non
deve davvero temere nessuno. Lo ha dimostrato anche contro la
Colligiana,
presentandosi pluririmaneggiata, causa virus, al fischio d'inizio,
disputando una gara
tutt'altro che brillante, ma sputando sangue, sapendo stringere i
denti, compattandosi su ogni pallone. E vincendo sia pure con
sofferenza.
Si potrebbe definire una
squadra per certi versi operaia, che difficilmente può ambire a
traguardi elevati se deve fare leva solo sulle prestazioni e gli estri dei singoli -
anche se va detto che alcuni dei rossoneri sono sotto lo standard e non
possono che crescere - e se non può contare sulla compattezza e la
grinta di tutti. Ma, con queste armi, signori, non ce n'è per nessuno.
Se la Lucchese gioca compatta e cattiva, le altre si possono mettere
solo l'anima in pace. Altrimenti ci sarà da soffrire. Ogni domenica che
passa ne siamo sempre più convinti.
Una dimostrazione indiretta di quanto affermiamo la si ritrova anche nei voti
medi dei giocatori. Per carità, i giornalisti, e non solo loro, non
capiranno forse troppo di calcio, ma quando ben sette rossoneri hanno un voto
medio insufficiente dall'inizio dell'anno - ottenuto sommando sette voti
diversi ogni domenica - qualcosa vorrà pure dire. Evidentemente, i punti
sono stati ottenuti con la forza collettiva più che per le giocate dei
singoli. Alcuni dei quali, come ha sottolineato mister Favarin, hanno
l'attenuante di trovarsi per la prima volta, o quasi, nel calcio
professionistico e non stanno brillando.
Uno dei giocatori simbolo di questa squadra -
Chadi - in settimana scorsa ha detto senza equivoci che novembre sarà un mese chiave. Basta
guardare il calendario per capire quanto sia saggia la considerazione
del centrocampista siriano. Nell'ordine: Bassano in casa, Sacilese
fuori, Fano (in ripresa) in casa, Prato fuori, Carrarese in casa e San
Marino fuori. Non male. Meglio concentrarsi su di una partita per
volta, pur essendo consapevoli che il campionato passerà da questo mese
abbondante di scontri durissimi.
Potrebbe
davvero essere un punto di
svolta per un'annata trionfale, sul modello della scorsa, oppure verso
un torneo condotto al vertice, ma con la consapevolezza di
non essere gli unici protagonisti. E con la necessità di rintuzzare da
vicino gli
attacchi delle altre pretendenti; se possibile evitando i play
off, che a Lucca son visti come la peste. Noi una certezza l'abbiamo:
se
i rossoneri giocheranno con la grinta giusta, quella di Gubbio tanto
per dirne una, c'è solo da continuare a sorridere. Ben sapendo che non
potranno comunque vincere sempre e che qualche inciampo è da mettere
nel conto. Il destino degli
uomini di Favarin è nelle loro mani, non in quelle degli avversari. Non
è cosa da poco. Ma sono loro a doverci credere.
Fabrizio Vincenti