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Qualche numero e qualche spunto per essere ottimisti. I rossoneri, però, devono aumentare di nuovo l'andatura se vogliono tenere la testa

02/11/2009 15:04

Sei punti in quattro partite, di cui tre in casa e una ospitati dagli ultimi in classifica. Sono i numeri a dire che la Lucchese ha rallentato. E forse era inevitabile vista la partenza schiacciasassi delle prime giornate. Un altro flash dal mondo delle statistiche, anzi due. Il primo guardando all'annata vittoriosa in C2, con Renzo Melani alla guida della formazione rossonera. La Lucchese ha parecchi punti in più rispetto ad allora. Ventiquattro ora, diciotto nel 1985, tenendo naturalmente conto del cambio da due a tre punti per la vittoria, una modifica avvenuta solo successivamente. Non male, anche per rinfrescare la memoria ai troppo facili alle critiche e ai nostalgici del giorno dopo. E a proposito di memoria, per chi ne ha, all'undicesima giornata, allora, la Lucchese colse uno dei pari più amari degli ultimi venti anni. Quello con lo Spezia, al Porta Elisa, per 2-2 dopo che si era trovata in doppio vantaggio a poco dalla fine. Il secondo, per quanto possa valere viste le differenze esistenti tra un girone e l'altro, che i rossoneri non sono più la squadra con il maggiore punteggio della Seconda Divisione: nel girone C ben due formazioni veleggiano sopra i punti dei ragazzi di mister Favarin. Un altro piccolo flash che testimonia comunque come la velocità di crociera dei rossoneri sia calata.

Era da metterlo in conto, a nostro avviso, e pertanto non ce ne meravigliamo; né per questo intendiamo parlare subitamente di calciomercato riparatore. Mica perché questa squadra non vada ritoccata probabilmente in un paio di punti - tutti lo sanno, del resto - quanto perché parlarne ora rischia di essere un mero esercizio retorico. Manca troppo tempo alla riapertura e qui c'è da arrivare a dicembre, con questa squadra e con questi uomini, nella migliore posizione possibile. Lo scrivevamo tempo addietro: una cosa è disputare un campionato in gruppo con il rischio play off, altra è dare continuità alla corsa solitaria che vede la Lucchese nel ruolo di lepre imprendibile da oltre un anno.

Siamo sempre più convinti che le prossime cinque gare - erano sei con quella con il Bassano - ci diranno la piega del campionato rossonero. Tornare a vincere e subito sarebbe la medicina migliore per ridare carica all'ambiente, forse conscio di aver perso qualche punto per strada - Vasto? Bassano? - che avrebbe fatto comodo nelle prossime settimane. Ora c'è da rimettersi l'elmetto e rintuzzare gli attacchi dalle retrovie perché il vantaggio si è decisamente assottigliato. E a San Marino paiono fare sul serio.

Noi siamo comunque ottimisti. Non di maniera, ma sulla base dei fatti. Contro i veneti, del resto, abbiamo colto qualche segnale di ripresa, anche se solo a intermittenza. Oltre all'ennesima conferma: la Lucchese ha nel gruppo la sua arma vincente più che nei singoli. E il calcio è prima di tutto uno sport di squadra, di armonie e di sacrificio. In Friuli, domenica, contro la formazione di un ex rossonero come De Agostini, dovrà essere il gruppo a portare via con i denti un risultato positivo. L'aria della vetta solitaria ormai ci fa da compagna da troppo tempo, vogliamo mantenerla con noi.

Fabrizio Vincenti

 

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