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C'č pari e pari e c'č, soprattutto, una squadra che si sta ritrovando
09/11/2009 17:32
Due punti persi, una squadra ritrovata. In estrema, totale
sintesi la gara di Sacile è tutta qui. In Friuli i rossoneri hanno dato
vita ad una gara davvero superba quanto a carattere, autorevolezza,
voglia di vincere. Di quelle come da tempo non si vedevano. Per carità,
qualche segnale di ripresa si era visto nei primi minuti del secondo
tempo con il Bassano, ma a Sacile c'è stato un elemento in più. Che si
chiama continuità. Se si fa eccezione per i dieci minuti iniziali, dove
la squadra di mister De Agostini ha provato a mettere fuori la testa,
in campo c'è stata solo la Lucchese. I padroni di casa sono stati
ridotti al ruolo di sparring partner, e non suoni offensiva la
definizione per i friulani che hanno comunque dato vita ad una gara
ricca di orgoglio e capacità di soffrire, sempre a rimorchio della
Lucchese. Che ha fatto davvero il bello e il cattivo tempo.
Quattro
pari nelle ultime cinque gare, d'accordo. Ma c'è pari e pari. Prendiamo
gli ultimi due esterni. A Sacile la squadra di casa era priva di
parecchi titolari obietterà qualcuno, ma il punto, a nostro avviso, non
è quello. E' tutto nella capacità della squadra rossonera di giocare
come può e deve. Se lo fa, per gli avversari è notte fonda. La
controprova? Vasto. Anche in Abruzzo la Lucchese è tornata con un pari.
Eppure davanti aveva una squadra alle corde, in caduta libera, timorosa
sin tanto che i rossoneri hanno comandato le operazioni. Poi, una volta
tirati i remi in barca forse troppo prematuramente convinti di aver la
gara in mano, gli uomini di Favarin hanno fatto prendere fiducia e
spazio agli abruzzesi che infatti, guarda caso, hanno trovato un pari
annunciato. A Sacile, no. A Sacile la Lucchese ha comandato in lungo e
largo, con un piglio che ha impressionato, con quella grinta che
vorremmo vedere sempre.
Tra i due pari, matematica a parte che
indica comunque un punto, non c'è confronto. E siccome, come ricorda
saggiamente Giovannini, in questo momento del campionato si deve mirare
alle prestazioni più che al risultato non c'è che da essere ottimisti.
Basta stare sul pezzo, basta lottare come in Friuli, basta non mollare
mai. Non è facile, si sa, ma questa squadra ha un'arma micidiale che si
chiama personalità di gruppo. La sfrutti. E saranno gioie. Pari come
quelli di ieri, siamo convinti, con certe prestazioni non si
ripeteranno. Un appunto solo. I rossoneri devono imparare a chiudere di
più i match. Quest'anno la Lucchese ha già subìto cinque rimonte. In
due casi - Giacomense e Gubbio - ha rimediato, in altri tre (Vasto,
Bassano, Sacile) no. Cinque volte in vantaggio in cui forse è mancato
spesso il colpo del ko. A parte inverse, i rossoneri sono riusciti a
recuperare due volte allo svantaggio (Giacomense e Celano) nelle tre
circostanze in cui c'è stato da rincorrere. La terza, inutile forse
dirlo, è stata la Nocerina. Ma lì la Lucchese non c'era.
Fabrizio Vincenti