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Mister Favarin: "A Sacile la miglior Lucchese della mia gestione. Ma dobbiamo imparare a chiudere le gare. I segnali di ripresa ci sono: forse č scattata di nuovo la molla giusta"
10/11/2009 17:09
Dopo la trasferta di Sacile, il primo a porsi la domanda se guardare il
bicchiere mezzo pieno oppure mezzo vuoto è stato sicuramente Giancarlo
Favarin. Gioco come da tempo non si vedeva, personalità da vendere,
occasioni a grappoli, ma un solo punto: meglio fermarsi ai primi
aspetti assolutamente confortanti oppure fare i conti con una
classifica che poteva sorridere ancora di più?
Il tecnico rossonero
parte da una considerazione che non fa una piega: "Era da un po' che la
Lucchese non giocava con questa continuità e questa qualità. Anzi, per
dirla tutta, domenica ho visto la migliore Lucchese dell'intera mia
gestione. Forse solo nella partita casalinga contro l'Orvietana nella
scorsa stagione avevamo fatto così bene. Ma era un'altra categoria e
altri avversari; sono contento, e anche un po' sorpreso, della
prestazione dei miei. Anche se fare queste gare e trovarsi con un solo
punto somiglia molto a rimanere con un pugno di mosche in mano".
I
rossoneri sono apparsi molto più lucidi, brillanti, liberi da pressioni
che forse in altre circostanze hanno finito per condizionarli:
"In questi ultimi tempi abbiamo lavorato con tutto il mio staff per
cercare di ridurre quella che si può chiamare "pressione da classifica"
e che forse ci ha condizionati un po'. Ci sono state troppe attenzioni
alla classifica, ai risultati delle altre concorrenti. Liberandoci di
questo tipo di pressione non possiamo che giocare meglio, tornando a
essere quelli che provano a vincere e a imporre sempre e comunque il
loro gioco. Forse è scattata di nuovo la molla giusta".
Tra gli aspetti da migliorare c'è anche quello di riuscire a
mantenere il vantaggio una volta raggiunto. In ben cinque occasioni,
sette se si considerano le gare di coppa con Spezia e Arezzo, la
Lucchese si è fatta rimontare: "E' un aspetto su cui si deve porre
attenzione. E' successo troppe volte, tre nelle ultime quattro gare. A
mio avviso dipende soprattutto dalle difficoltà che incontriamo nel
chiudere le gare, mentre non mi pare si possa parlare di errori
difensivi ripetuti. Anche domenica abbiamo concesso poco agli
avversari, una-due palle gol sono inevitabili. Ripeto: si devono
chiudere le gare, si deve essere più cinici sotto porta. Quattro pari
nelle ultime cinque giornate? Un pizzico mi preoccupano, a volte
preferirei vincere una gara in più e magari perderne un'altra. E' anche
vero che i campionati si vincono con la grande regolarità, basta vedere
quanti pari ha raccolto lo scorso anno il Figline".
Domenica
scorsa c'erano almeno tre giocatori sotto la lente, sia pure per motivi
diversi: Mariotti, Scandurra e Carloto. Favarin, con qualche distinguo,
promuove tutti e tre: "Mariotti era al rientro e ha dato vita ad
un'ottima prestazione; Carloto era alla seconda gara da titolare e si
cercavano conferme che sono arrivate: per lui si può parlare senz'altro
di prestazione positiva. Scandurra ha dato vita ha una partita di
qualità e anche di quantità come gli avevo chiesto. Poteva fare un gol
in più, ma l'importante è che riesca a scendere in campo nella migliore
condizione. Una parola la spendo volentieri anche per i tre difensori
che hanno disputato una prova di grande attenzione, anche negli uno
contro uno, che ci ha permesso di giocare bene e di liberare gli
esterni di centrocampo più spesso".
Domenica un'avversaria - una
ex per mister Favarin - da prendere con le molle. Il Fano non ha nulla
da perdere e sta attraversando un ottimo momento: "Sarà difficilissima,
loro stanno bene e anche domenica l'hanno dimostrato, sono usciti dalla
zona calda e sono tranquilli, nelle condizioni ideali per giocarsela
senza troppi assilli. Noi, c'è poco da dire, si deve vincere".
Fabrizio Vincenti