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Due sogni per domenica. Mentre la squadra dā spettacolo, finalmente anche in casa
16/11/2009 17:02
Abbiamo un sogno. Anzi, due. Per carità, son poca cosa, ma
dopo la prestazione di ieri - davvero esaltante ma che deve stupire
solo per il fatto che finalmente è avvenuta al Porta Elisa - proviamo a
pensare un po' più in grande.
Partiamo dal primo. E riguarda il pubblico. Attenzione: non ci
rivolgiamo a chi ha smesso di seguire per i motivi più disparati la
Lucchese. Di questi tifosi, lo dicemmo tempo addietro, non vogliamo
parlare, perché di chiacchiere ne son state fatte anche troppe. Semmai
Gazzetta Lucchese ha in serbo il tentativo di capire con qualche
approfondimento il perché di una separazione dai colori rossoneri così
marcata. Ma ci sarà tempo per tornare sull'argomento con numeri e
ipotesi di lavoro.
Stavolta il sogno riguarda quei milletrecento irriducibili malati di
Lucchese, quelli che per non vederli più al seguito dei rossoneri serve
solo e soltanto il giudizio divino, perché anche se smontassero lo
stadio a pezzi si adatterebbero a seguire la Lucchese ovunque. E in
questo anno e poco più ricco di soddisfazioni, ma non lo scordiamo mai
anche di dolori lancinanti, l'hanno abbondantemente dimostrato.
Ecco, proprio a loro ci rivolgiamo per il primo sogno: domenica, a
Prato, vorremmo vederne il più possibile. Se non mille, ci piacerebbe
mancasse davvero poco. Un esodo, insomma, un Porta Elisa trasferito via
autostrada e ferrovia a poche decine di chilometri. La partita non è solo
importante, è forse l'unico derby - insieme a quello con la Carrarese -
che può riservare qualche brivido e qualche ricordo. In campionato
manca dal 2005 e non fu un granché, ma se si scorrono gli annali
qualche bella gara a spalti abbastanza gremiti è rintracciabile.
Sinora fuori casa i tifosi rossoneri non sono mai mancati, spesso
anche in numero più che dignitoso, salvo che ad Arezzo, in coppa, dove non
andarono. Ora sarebbe bello riuscire a superare, e di molto, come
presenze Bellaria e Gubbio. La distanza e l'importanza del match lo
permettono. Anzi, lo richiedono. All'ingresso in campo, vedere il
settore ospiti pieno sarebbe un brivido che non proviamo da troppo
tempo.
Secondo sogno, che si collega strettamente al primo. E qui lo
diciamo mettendoci prudentemente le mani nel posto giusto. Chi segue la
Lucchese sa cosa vuol dire una presenza anomala di tifosi al seguito.
Che si parli di casa o di trasferta, poco cambia. Quando i lucchesi
tornano allo stadio o vanno in massa in trasferta la fregatura è quasi
garantita. Viene il sospetto che nemmeno le compagnie assicurative
coprano un rischio simile.
Senza scendere nei dettagli per gli appassionati di statistica, ci
limitiamo a ricordare che i seicento giunti a Pontedera nello scorso
campionato - massima presenza in trasferta - dovettero ad assistere al
match forse più brutto, o uno dei più brutti di un cammino
semplicemente trionfale dei rossoneri. Nemmeno lo scorso anno il tabù
venne sfatato. Se vogliamo, un piccolo segnale è giunto da Gubbio,
quest'anno, ma vorremmo di più. Molto di più. Ecco il perché di una
richiesta accorata agli uomini di Favarin: ragazzi, per cortesia,
domenica provate a regalare una soddisfazione a chi verrà a Prato. Una bella
soddisfazione. Ci siamo capiti. Punto.
Fabrizio Vincenti