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Marcucci, l'inossidablie magazziniere rossonero: "Mi diverto troppo in quello che faccio e ci metto tutto me stesso. Un cruccio? I giocatori mi fanno sparire le maglie"
19/11/2009 11:11
Ogni anno è quasi sul punto di mollare, ma poi non ne fa
di nulla e resta al suo posto. Il richiamo della foresta, che si chiama
Lucchese, è troppo forte per Lido Marcucci magazziniere rossonero.
Anche in questa stagione, e sarà la quindicesima consecutiva, Marcucci
(nella foto con l'assessore Moschini) è da mane a sera al servizio
della Lucchese. Prima sui campi dell'Acquedotto, poi nel magazzino del
Porta Elisa. Un riferimento costante, inossidabile visto che ha
attraversato già quatto gestioni societarie. Chi lo cerca, non ha che
da recarsi allo stadio. Lo troverà lì, salvo rare eccezioni anche per
dieci-undici ore al giorno. Lo stadio come casa.
Marcucci, alla fine, un altro anno ancora in rossonero.
"Sì,
ho un contratto che mi scadrà ad agosto, ma la tentazione di restare in
questo ambiente è stata troppo forte. Ci metto tutta la passione che
posso in quello che faccio, mi son sempre divertito a fare questo
lavoro e mi trovo bene qui che è come casa mia e dove tutti mi vogliono
bene, dal presidente Giuliani, al direttore Giovannini, al segretario
Benedetti, all'allenatore Favarin, ai giocatori".
Il lavoro, del resto, non manca.
"Assolutamente, le cose da fare non mancano mai e ogni giorno le ore
per completare tutte le attività sono sempre tante. L'importante, come
detto, è fare tutto con entusiasmo. Quest'anno ho avuto anche la
soddisfazione di ritrovare il marchio sulle divise che curo ed è stata
un'altra emozione speciale".
Con il solito problema, ovvero qualche magliache manca sempre all'appello.
"E' sempre la solita storia: quando un pantaloncino, quando una maglia,
quando tutte e due o anche di più. Chi le deve regalare a un amico, chi
le dona ai tifosi a fine gara. Io come sempre segno tutto e passo la
palla al segretario Benedetti, ma mi mancano sempre le maglie e le devo
riordinare".
Continua a non guardare le partite?
"Mai vista una, le rivedo poi in tv: soffro troppo dal vivo. Resto qui
nel mio stanzino e semmai corro fuori come ho fatto domenica scorsa
quando c'è stato il boato per la rete per vedere chi ha fatto gol. Sono
contento per Scandurra, che finalmente è tornato a segnare con
regolarità: se lo merita proprio".
Fabrizio Vincenti