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Giovannini: "La Lucchese è una squadra che sta dimostrando di saper soffrire, ecco perché sono contento. Prato? Match con una squadra simile alla nostra. Non sento troppo questa partita, ma in giro respiro un'aria particolare"
18/11/2009 10:01
Mezzo bicchiere pieno, mezzo bicchiere vuoto. Paolo Giovannini ha sempre cercato di guardare al primo, anche quando i risultati arrivavano con qualche difficoltà in più a ora sul piano del gioco. Anzi, proprio da questa evidenza - fare punti anche quando la Lucchese non era al massimo - ha sempre tratto sensazioni positive. Ora, ai punti, si è aggiunto il gioco, a cui il diesse rossonero ha sempre detto di puntare nel medio periodo per arrivare in alto, molto in alto.
"Credo che questa squadra abbia sinora dimostrato di saper soffrire, di riuscire sempre a lottare per portare a casa anche il punto, anche nella giornata in cui va tutto storto. Penso, per fare qualche esempio, al pari in dieci con la Sangiovannese o alla settimana piena di problemi che ha impedito di allenarsi adeguatamente in vista della gara con il Bassano. Quelle sono gare che se non hai grande forza dentro finisci per perderle. Ecco perchè anche in alcuni pareggi ho visto il bicchiere mezzo pieno".
Ora pare tornato anche il gioco, come a inizio stagione; un gioco che a tratti ha davvero entusiasmato tutti.
"La squadra è in ripresa, ma mi permetto di fare una considerazione di carattere più generale: i campionati non sono costanti, né sistematicamente in crescendo. E' fisiologico che si alternino alti e bassi. E' normale: basta pensare agli aspetti psicologici, ai cali fisici, alla paura di vincere che a un certo punto ti può attanagliare. Se si vuol mettere in metafora, i campionati durano nove mesi e in questi mesi si vedono tutte le stagioni".
Torniamo per un attimo alla gara con il Fano: un aspetto positivo e uno da migliorare.
"Di positivo ce n'è uno che in pochi hanno messo in rilievo e che io ho detto ai ragazzi: il Fano è una grandissima squadra, in salute, compatta, organizzata, reduce da un filotto di vittorie e con un tecnico valido. La prestazione esibita contro il Bassano o contro la Sangiovannese non sarebbe bastata per batterli. Questo va detto e ne va riconosciuto il merito ai ragazzi".
E un aspetto da migliorare?
"Qualcosa di migliorabile c'è sempre, naturalmente. Della gara contro i marchigiani non mi sono piaciuti i venti minuti iniziali del secondo tempo: troppa supponenza, troppa convinzione di aver già la partita in mano".
Ora si profila l'ostacolo Prato.
"E' una formazione vicina a noi per tanti aspetti, prima di tutto perché ha un grande collettivo ed è una squadra fisica. Hanno molti giocatori che già nello scorso campionato militavano a Prato ed è un altro punto di forza. Sono, ripeto, molto simili a noi, visto che c'è solo una partita persa in più da loro a dividerci in classifica. Se devo trovare una differenza, dico che nessuno in questo campionato, nemmeno il Prato, ha mai giocato gare al livello nostro a Sacile".
Due risultati su tre vanno bene alla Lucchese?
"Dico la verità: non sento troppo questa partita, sia perché cade ancora molto lontana dal momento cruciale del campionato, sia perché oggi l'avversario di turno è il Prato, qualche settimana fa era il San Marino, in futuro non sappiano ancora chi sarà. Ma...".
Ma?
"Ma mi pare chiaro che nell'aria c'è un'atmosfera particolare, basti pensare agli striscioni appesi anche qui allo stadio, cosa mai successa da quando sono qui. E siccome sono anche tifoso della Lucchese dico che mi spiacerebbe parecchio steccare proprio questa gara. Vincendo a Prato si raggiungerebbe un livello di soddisfazione massimo".
Ultima domanda su Carloto: il rossonero ha davvero sorpreso tutti nelle ultime partite con delle prestazioni di spessore.
"Carloto può fare di più, sulle conclusioni a rete da fuori area, con gli assist. Può davvero fare ancora meglio".
Fabrizio Vincenti