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Monsieur Giuliani, una vita alla guida di un volante... rossonero: e quante soddisfazioni!
25/11/2009 15:24
Burbero? Chissà. Simpatico? A volte. Diffidente? Diciamo
guardingo. Fasullo? Per niente. Diplomatico? Non è nel suo Dna, diciamo
a volte prudente. Orgoglioso? Pure troppo. Potremmo andare avanti una
vita e mezza con Giuliano Giuliani, patron della Lucchese rivelazione
di questo secondo campionato alla rincorsa della categoria che fu prima
del fallimento. Un inseguimento fantastico, imprevedibile,
insospettabile, inaspettato e, per questo, ancora più sofferto e
goduto. A Prato, lo hanno visto tutti, c'erano oltre 800 tifosi
rossoneri: una enormità. Segno che qualcosa, sotto la cenere, si sta
muovendo e chissà che non diventi, da semplice smottamento, una vera e
propria valanga che tutto travolge e tutto conquista. Giuliano Giuliani trascorre buona parte della vita al volante
della sua Audi usando il telefono per trovare quei dieci, venti minuti
e raccontare, così, spassionatamente e in tranquillità, le proprie
impressioni.
Presidente, sono passati quasi due anni da quando prese in mano la
Lucchese. Provi a tracciare un bilancio sportivo, umano e economico.
"Sotto il profilo sportivo è stata una stagione a dir poco eccezionale,
sempre ai vertici dei due campionati, diciamo pure una delle migliori
squadre. Umanamente il bilancio è ancora più positivo. Le persone che
ho incontrato e con cui ho lavorato, parlo di Giovannini, di Favarin,
dei giocatori, sono delle belle persone e io ho avuto fortuna a esserne
circondato. Sono belle persone sotto il profilo umano ancor più che
professionale. Un bel complimento che mi hanno fatto dopo la partita di
Prato è stato questo: 'Alla Lucchese non è il singolo che esalta il
gruppo, ma il gruppo che esalta il singolo".
Ed economicamente parlando?
"Ci vuole un sacco di soldi. Stendiamo un velo in proposito. Quanto
alle nostre intenzioni, posso solo dire che i progetti si fanno e si
portano fino in fondo".
Se la Lucchese dovesse approdare in C1, lei avrà esaurito il suo compito?
"Assolutamente no. Vado avanti anche in Prima divisione. Noi non
abbiamo preso la Lucchese per tenerla due anni e poi far festa. Abbiamo
un progetto ben preciso per riportarla dov'era, ma sarebbe un successo
straordinario riuscirci in questa stagione".
Livorno, Siena, Empoli, Grosseto, Pistoiese, Pisa: tutte in ballo
tra serie A e B salvo qualche scivolone. Lei ce la vede la Lucchese in
serie A?
"I sogni sono belli, ma bisogna vedere, intanto, di creare le
fondamenta di questa squadra. Poi, una volta avuta la base solida, si
potrà anche provare a salire più su. Io, comunque, vedo la Lucchese a
cavallo tra la serie C1 e la serie B".
A Prato un pubblico numeroso?
"Direi un pubblico eccezionale che si merita di più".
Spendiamo due parole sui singoli?
"No, se faccio nomi finisco per dimenticare qualcuno e scontentare
tutti o quasi. Diciamo che presi uno per uno si può dire che Giovannini
ha fatto un buon lavoro, costruendo una squadra, ripeto, di belle
persone ognuno per il suo verso eccezionale. Io li sento un po' tutti
come dei figli".
Ha mai pensato, in passato, che sarebbe diventato presidente della Lucchese?
"Noi, chiaramente, siamo partiti dall'accordo con Grassi. Mai, però,
avremmo potuto immaginare che sarebbe andata a finire così".
In famiglia nessuno le ha messo o le mette i bastoni tra le ruote per questo impegno calcistico?
"Onestamente no. Sono circondato da persone intelligenti e, poi, il tempo che perdo dietro alla squadra non è, così, tanto".
Cosa conta di più per Giuliani tra la salute, il successo, i soldi, la famiglia?
"Sono tutte cose importanti, ma la salute, forse, lo è un po' di più.
Come diceva qualcuno tanto tempo fa, bastano la salute e un paio di
scarpe nuove per girare il mondo".
L'anno scorso lei fece una scommessa: se la Lucchese avesse vinto il
campionato prima della gara con la Fortis Juventus, nel girone di
ritorno, si sarebbe fatto a piedi il tragitto fino a Lucca. Poi andò
come andò e non ci fu bisogno di sacrificarsi. Ora che promessa
vorrebbe fare ai tifosi e alla città?
"E' ancora presto per dirlo, aspettiamo e andiamo un altro po' più avanti".
Al. Gra.