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E' stata magica l'aria di Prato, ieri pomeriggio
23/11/2009 12:22
Giù il cappello di fronte a questa squadra e al suo
allenatore. E giù il cappello di fronte a questi tifosi. In quel di
Prato, in una trasferta per tanti, troppi motivi davvero complicata,
c'è stata una sola squadra che ha provato a vincere sino in fondo. La
Lucchese. E non si venga a dire che il Prato, in fin dei conti, non è
grande cosa. La realtà dice chiaramente altro. Dice che questa squadra,
quando decide di giocare, fa sembrare più piccole tutte le altre
formazioni. Era accaduto la domenica precedente con il Fano, che era
reduce da un filotto di partite positive e che non per caso ieri ha
steso anche il Bassano, si è ripetuto ieri.
In molti si son
chiesti: ma il Prato è tutto qui? Una squadra che vuol vincere lo
scontro diretto, oltretutto in casa, possibile non riesca a tirare una
sola volta nel secondo tempo? Sissignori, possibile. Perché la
Lucchese, se mette il motore a pieni giri, sprigiona una forza e una
personalità davvero fuori dal comune. E intimorisce chiunque. Lo
abbiamo detto tante volte, giova ripeterlo: i rossoneri sono arbitri
del loro destino. Se giocheranno con questa grinta e maturità non ce ne
sarà per nessuno.
Certo, sarebbe stato meglio vincere a Prato, visto il
numero di occasioni da gol capitate, ma non è il caso di lamentarsi.
Davvero non è il caso. C'è solo da tenere la testa bassa e continuare
così. Due parole permettetecele sul tecnico. Giancarlo Favarin ha dato
un'altra prova di come intende il calcio e, soprattutto, di come lo
conosce. Era in piena emergenza e, in una settimana davvero difficile,
ha saputo tirare fuori dal cilindro il coniglio giusto, schierando una
formazione spregiudicata. Ma, soprattutto, dimostrando grande coraggio
e capacità. Il risultato non è certo frutto del caso.
Veniamo ai
tifosi. Ci speravamo in un'affluenza simile, lo scrivemmo la scorsa
settimana, ma le aspettative sono state superate dalla realtà. E non
solo da quella numerica - tanta gente così erano anni che non si vedeva
in trasferta, nemmeno a Pistoia tre campionati fa ce n'era così tanta -
quanto, piuttosto, dal calore sprigionato da quei quasi mille rossoneri
al seguito. Tralasciamo le considerazioni, per certi versi
clamorose, che vedono il numero di spettatori al seguito quasi pari a
quello che si reca al Porta Elisa, è sul clima vissuto che ci piace
porre l'attenzione.
E' un clima che non si respirava da anni. Facce
note e per certi versi quasi perdute che si sono ritrovate per una
trasferta. Facce sorridenti, come di chi si ritrova in famiglia. Facce
anche nuove. Tutti al seguito, riscoprendo il piacere, sì, il piacere, di
sentirsi uniti e di sostenere la Lucchese. E' stata magica l'aria di
Prato, ieri pomeriggio.
Gli stessi giocatori in campo e nel
dopopartita l'hanno sottolineato. E si capisce bene quando le
affermazioni son fatte perché si devono fare e quando vengono da
dentro. Non capita spesso, perché a volte prevale la retorica. Stavolta
no. Anche per questo è stata magica l'aria di Prato, ieri pomeriggio. Tanto magica che
chi scrive più e più volte non ha resistito alla tentazione di guardare
il settore rossonero, colorato, bellissimo, vivo, forte. Come una
calamita che attira inesorabilmente il metallo lo sguardo ha finito per
posarsi là, prima ancora che in campo. E' stata magica l'aria di Prato,
ieri pomeriggio.
Fabrizio Vincenti