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Mister Favarin contento a metā: "Davvero bene il gioco, ma alla nostra classifica manca qualche punto"
24/11/2009 16:25
Un pari alla vigilia l'avrebbe pure firmato, viste la situazione e le assenze. Ma a cose fatte, e dopo l'ennesima prestazione di
grande livello, Giancarlo Favarin, un pizzico di amaro lo mastica:
"Alla vigilia, con tutti i problemi di formazione che avevamo il pari
l'avrei sottoscritto, ma a fine gara, no. La mia squadra ha dato vita
davvero ad una buona prestazione. Stiamo giocando bene e raccogliendo
un po' di meno: tra Sacile e Prato i conti non tornano. Due punti in
queste due gare sono davvero poco per quello che abbiamo dimostrato sul
campo. Forse sarebbe stato persino meglio perderne una ma l'altra
vincerla".
Ancora una volta, la cosa che ha penalizzato la grande
prestazione dei rossoneri è stata la capacità realizzativa: "Ce lo
diciamo da tempo: dobbiamo essere più cattivi, più cinici, ma alla resa
dei fatti continuiamo a sbagliare occasioni. Non può essere solo sfortuna, forse è proprio un difetto
congenito, ma, detto questo, mi ripeto: manca qualche punto alla classifica".
Sul
piano del gioco e della personalità, invece, è una musica davvero
gradevole: "Nelle ultime tre partite abbiamo fatto bene, oltretutto con
avversarie accreditate. Non ci scordiamo che la Sacilese è una squadra
temibile e con noi ha subìto dieci occasioni da gol; che il Fano veniva
da una sequenza di risultati positivi e che il Prato, anch'esso
lanciato, ha dovuto soffrire terribilmente i nostri primi 30': segno
che stiamo bene. Anche la pressione della gara con i lanieri è stata
positiva: potevamo, con quel pubblico, mettere anche un 2-9 in campo e
far bene. E
teniamo conto che il Prato è una buona squadra con discrete
individualità. Il loro campionato, però, lo vedremo meglio da qui alla
fine del girone di andata, perchè sono attesi da scontri importanti.
L'Itala San Marco? Buona squadra, bravo allenatore e poche pressioni,
non mi stupisco che stia facendo bene".
A
proposito di moduli, molti sono rimasti sorpresi, forse la stessa
squadra laniera, per l'atteggiamento offensivo mostrato sin dalle prime
battute dai rossoneri: "L'ho deciso giovedì scorso, un po' per
necessità, un po' perchè ritenevo il 4-3-3 più un rischio che altro, un
po' perché ero convinto si potesse fare bene senza snaturare troppo il
reparto difensivo. Il 4-3-3 infatti comportava una difesa a 3 che non
facciamo e poi non avrebbe impedito ai loro esterni di avere campo per
spingere. Direi che ha funzionato, anche per il grande lavoro e
sacrificio dei quattro attaccanti. Se c'è stata una grande gara, il
primo merito va a loro; poi, naturalmente, anche a tutti gli altri".
Tra
gli aspetti che stanno colpendo un po' tutti è l'intercambialità dei
giocatori: entra Carloto e colpisce per come gioca, rientra Mocarelli e
fa bene, subentra Taddeucci e fa altrettanto bene: "Devo fare i
complimenti ai ragazzi per come stanno affrontando ogni partita: chi
gioca dà il massimo e chi è fuori si sta facendo trovare in ottime
condizioni. E' grazie alla bontà della rosa se riusciamo a fare certe
partite. Lo scorso anno avevamo meno ricambi di livello, ma la
mentalità e l'ossatura sono le solite. Ecco perchè stiamo giocando
così. Qualcuno, al posto nostro, sarebbe portato a fare dei calcoli,
noi preferiamo continuare così. Ovvero provando sempre a giocare per
vincere".
Fabrizio Vincenti