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Vannucci ha voglia di riscatto: "Il gol? Una liberazione. Sono convinto che mi aiuterā, ma devo migliorare in quello che mi chiede il mister"
02/12/2009 08:49
Rientro con gol e relativa dedica ai genitori. Per Diego
Vannucci, finalmente una domenica con il sorriso dopo qualche settimana
in disparte, alla ricerca di se stesso e del giocatore che tutti hanno
ammirato la scorsa stagione. Con il riscatto che parte proprio da una rete -
lui che non è un attaccante a cui il gol serve come l'aria - realizzata
oltretutto contro la squadra della sua città.
Rientro bagnato dal gol: quanto può servire per uscire da un momento personale non particolarmente brillante?
"Per
me è stata come una liberazione, sembrava un periodo in cui girava
tutto storto. Questo gol sono convinto mi può aiutare molto da un punto
di vista morale".
Il Vannucci di questo campionato non è quello della scorsa stagione: il diretto interessato che spiegazione si dà?
"Giocare
senza continuità fa perdere un po' di fiducia nei propri mezzi: quando
fai sistematicamente le cose prendi fiducia ed è normale riuscire a farle bene.
Perdendo l'abitudine a farle è tutto più difficile".
E perchè Vannucci non sta giocando?
"Se
il mister mi tiene fuori dipende da me: non riesco a fare ciò che
vuole. Devo migliorare sotto questo aspetto e fare meglio, c'è poco da
aggiungere".
Può aver pesato la categoria superiore?
"Non ho
visto tutta questa differenza anche nei ritmi di gioco. Poi ovvio che
in questa categoria c'è gente più esperta e non ci sono quei 4-5
giovani obbligatori nei dilettanti".
Cosa manca allora per rivedere il Vannucci dei tempi buoni?
"Mancano
i dettagli, l'attenzione ai particolari che devo curare maggiormente.
Ecco, se devo trovare una differenza in questa categoria forse è
proprio il fatto che se sbagli, al primo errore te la fanno pagare. Lo
scorso anno non accadeva e gli errori dei singoli si notavano di meno".
Come squadra state attraversando un momento magico.
"Merito
del mister che un mesetto fa ci ha fatto un discorso che ci ha scosso.
E i risultati si stanno vedendo. Eravamo timorosi, troppo attenti alla
classifica e a chi ci seguiva; non pensavamo ad attaccare come eravamo
abituati a fare e com'è nella nostra natura. Il mister ci ha fatti
sbloccare, qualcosa è scattato in quel momento. E poi non dimentichiamo
il lavoro dei preparatori atletici: di questi tempi anche lo scorso anno iniziammo a
volare".
I tifosi vi sono sempre più vicini.
"Dopo
le amarezze di due estati fa chiunque si sarebbe allontanato. Ai tifosi
era davvero crollato il mondo addosso con il fallimento. La scorsa
stagione siamo riusciti ad avvicinarli alla nuova società e ridare loro
un po' di entusiasmo. Quest'anno le cose vanno ancora meglio, perché
stanno ritrovando la fiducia grazie a un presidente e una società che hanno mantenuto ogni
promessa fatta e a una squadra che sta andando bene. A Prato ero in
mezzo a loro con i miei compagni ed è stato davvero bellissimo".
Domenica nuovo banco di prova a San Marino: sarà più dura che a Prato?
"Penso
possa essere una partita come quella contro i lanieri. Credo che
entrambe le formazioni se la giocheranno a viso aperto, per vincere. Ma
aggiungo anche che noi ci possiamo fare male solo da soli: se giochiamo
come sappiamo è dura per tutti".
Fabrizio Vincenti