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Bova e una dedica speciale ai tifosi: "Domenica nel riscaldamento, quando ci siamo messi in cerchio, ci siamo detti che dovevamo fare bene per tutta quella gente che ci aveva seguito sino lā. E' importante tutto questo affetto"

08/12/2009 17:29

Dario Bova è a Napoli, sua città di origine. Non tanto per godersi il giorno in più di ferie quanto per studiare. Il difensore rossonero è iscritto a Giurisprudenza ed è atteso da uno scoglio particolarmente difficile: l'esame di diritto del lavoro. Uno degli ultimi: ancora tre esami ed è alla fine del percorso triennale di studi.

Per un attimo si rituffa, maglia addosso e scarpini ai piedi, nell'atmosfera di domenica scorsa.

A fine gara contro la Carrarese, rivolgendosi ai tifosi assiepati in gradinata, li aveva invitati a seguirvi in massa a San Marino: l'hanno presa in parola.
"A Prato avevo potuto vedere cosa vuol dire avere al seguito così tanta gente e alla fine della gara con la Carrarese mi è venuto spontaneo chiedere loro di seguirci e sostenerci in un altro match molto importante. Mi hanno preso davvero in parola".

Davvero tanta gente e tanto calore intorno a voi in questo momento.
"Sembra retorica, ma non lo è: quando ci siamo radunati in cerchio alla fine del riscaldamento ci siamo detti che dovevamo fare bene anche per loro, perché erano davvero tanti e se lo meritavano. E' davvero importante sentire l'affetto di questa gente".

A San Marino un punto buono e due punti forse perduti per strada?
"Come era successo a Prato a fine gara c'è stato un po' di rammarico per non aver fatto nostra l'intera posta in palio, mentre prima delle due gare avremmo firmato per il pari. Chiaro che un po' da mangiarsi le mani ti viene di farlo: avremmo dato una botta al campionato. Comunque meglio così che aver dato vita a prestazioni con poco mordente".

Il duello con Cesca com'è andato?
"E' stata duro, indubbiamente Cesca è mezza squadra, un bell'avversario che fa della forza fisica un suo punto di riferimento costante, basti pensare che alcune palle che pensavo le colpisse di testa le stoppava con il petto. L'occasione avuta davanti alla porta? E' stato furbo: si è decentrato andando verso i terzini e poi quando è partito il cross si è rapidamente accentrato, importante non abbia fatto gol".

In gol è tornato lei, dopo tanto, contro la Carrarese: Giovannini dice che è in grado di fare 3-4 reti a stagione.
"In effetti a Imola in C2 ne feci quattro e lo scorso campionato tre. Quest'anno per ora sono a un gol perché in alcune circostanze mi è mancato l'attimo giusto o un pizzico di fortuna, vedi Fano e Prato. Ci vuole comunque più convinzione da parte mia".

Domenica impegno in casa, con l'obbligo di vincere.
"La Sangiustese ha vinto tre gare fuori casa, sono una squadra che si chiude e riparte bene e se vogliamo fare nostra la gara dovremo avere la stessa intensità delle ultime partite. Abbiamo 4-5 gare alla nostra portata, dobbiamo provare a incrementare il vantaggio".

La sosta imminente può essere uno svantaggio visto il vostro momento di forma?
"No, è quello che ci vuole, dopo cinque mesi molto intensi, per scaricare la tensione e la stanchezza. Starà poi a noi ricaricare le pile e tenere alta l'attenzione alla ripresa del campionato. Non ci scordiamo che lo scorso anno il torneo l'abbiamo vinto tra gennaio e febbraio".

Fabrizio Vincenti

 

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