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Giovannini vota Lucca: "Questa piazza non ha nulla da invidiare a Pisa o Livorno. Fateci conquistare questa promozione e state certi che ogni domenica rivedremo 3-3500 persone allo stadio"

10/12/2009 08:52

Vittoria o non vittoria è la mentalità la forza di questa Lucchese. E' questo il valore aggiunto, l'arma in più rispetto alle concorrenti, che i rossoneri stanno sfoderando e brandendo come una spada di fronte a qualunque tipo di avversario. Il primo a saperlo, e a compiacersene, è proprio Paolo Giovannini, che questa squadra l'ha voluta pezzo dopo pezzo. Anche in quei giocatori che stanno uscendo alla ribalta poco alla volta e non senza qualche difficoltà. E' stato così per Carloto, ora si potrebbe dire lo stesso di Baldanzeddu, domenica scorsa davvero ad alti livelli.

Un punto per tutto quello che avete dimostrato a San Marino pare persino poco.
"Al di là delle recriminazioni quello che deve interessarci e colpire è la voglia di far bene di questo gruppo e la sua mentalità: davvero una grande mentalità".

Resta il fatto che due pari nella partite con Prato e San Marino vi stanno stretti.
"Probabile, ma importante era prima di tutto non perdere gli scontri diretti e poi pensare a vincere contro tutte quelle squadre cosiddette di seconda linea. Anche se va detto che aver fatto tre pari esterni con quelle tre gare (con Sacilese, Prato e San Marino ndr) sembra impossibile".

In compenso ormai siete tutti consapevoli della vostra forza: non è poco.
"Senza l'autostima e la consapevolezza di quanto si vale non si va su quei campi e non si disputano quelle partite. C'è una crescita esponenziale sotto questo punto di vista. Sia come gruppo, sia come prestazioni dei singoli. Cito, tanto per dire, le ultime gare di Carloto di cui in molti si erano dimenticati, ma anche le prestazioni di Baldanzeddu. Sul quale c'è da fare un discorso molto semplice".

Ovvero?
"Che Baldanzeddu in questa categoria ci spiega molto poco, è un altro motivo per vincere il campionato che si aggiunge ai tanti che conosciamo. Ha davvero qualità importanti questo ragazzo".

Tra San Marino e Prato chi elegge rivale principale dei rossoneri?
"A mio avviso il gioco del San Marino è più prevedibile, con la ricerca sistematica di Cesca, ma credo comunque abbia qualcosa in più del Prato. I lanieri se non interverranno sul mercato, dovranno prima o poi fare i conti con una rosa molto tirata che porta a dover schierare sempre i soliti giocatori. Per certi versi mi ricorda una mia stagione al Castelnuovo: non è facile disputare le gare sempre con i soliti 13-14 elementi".

Mister Favarin ha detto che per sapere cosa si aspetta da Babbo Natale si bisogna parlare con il  suo direttore sportivo e con la  società: cosa risponde?
"Che allora ci penseremo noi a Babbo Natale... Scherzi a parte, parlare ora di arrivi e partenze, con il momento che stiamo attraversando mi pare persino ingeneroso nei confronti di chi sta dando tutto se stesso. Chiaro che se capiteranno occasioni le sfrutteremo, ma penso anche che abbiamo dei giocatori che aspettano solo la loro chance per fare bene: un nome su tutti? Quello di Kras".

Kras era partito bene, poi si è perso per strada.
"Era partito bene e il mister lo aveva utilizzato da titolare, poi, complice il cambio del modulo ha trovato meno spazio, ma questo è un giocatore di valore che proveremo a riscattare. E' tornato recentemente titolare in una gara, ma non è facile riprendere subito il passo giusto. Chiaro che in questa Lucchese, a riprova della bontà della rosa, è facile stare fuori 4-5 partite. In ogni caso spero che lui abbia la voglia e la pazienza di aspettare il suo turno. Che arriverà, ne sono certo. Tra l'altro con mister Favarin è cresciuto anche da un punto di vista tattico".

Discorso diverso invece per Bartoccini.
"Lui, al contrario di Kras, non è riuscito a calarsi in questa nuova realtà. Era la prima esperienza lontano da casa e con la concorrenza che abbiamo là davanti si è un po' perso. Prima di comprarlo l'ho visto e rivisto tante volte, sia dal vivo che in cassetta e confermo quello che dissi a suo tempo: è un giocatore che può fare molto bene, oltretutto un classe 1990. Da due-tre settimane lo vedo meglio in allenamento dove sinora non si era espresso come avrebbe dovuto fare. Deve ritrovarsi sotto l'aspetto psicologico che per ora lo sta condizionando. E quanto conti questo, basta pensare a Carloto di ora e quello di qualche mese fa, eppure in questo caso parliamo di un giocatore maturo. Continuiamo a credere in lui, ma se dovesse essere necessaria un'eperienza diversa in un'altra piazza per completare il suo percorso di crescita è un'ipotesi che prenderemo in considerazione".

Questo può valere anche per Lenzi?
"Vale per tutti quelli per i quali un'esperienza del genere, in una società seria, possa permettere di valorizzarli. Nel caso di Lenzi pesa anche la piazza di Lucca. Mi spiego: dopo il cappotto con la Nocerina in un ambiente diverso e con meno pressioni avrebbero continuato a farlo giocare, visto che oltretutto non aveva colpe particolari sui gol. A Lucca, per l'importanza della piazza, non è possibile, si rischiava di fare un danno. Le doti di Giannmarco sono conosciute: per lui potrebbe esserci un'esperienza diversa alle porte, ma anche la possibilità di restare qui. Per crescere - non ci scordiamo della sua giovane età - può contare sul nostro staff tecnico e in particolare su un professionista serio e una persona straordinaria come Davide Quironi. Potrebbe anche aspettare il suo momento qui a Lucca".

Ha parlato di ambiente e di piazza importante: domenica, a San Marino, un'altra manifestazione di grande attenzione verso di voi dai numerosissimi tifosi al seguito.
"L'ho detto in tempi non sospetti, lo ripeto ora: Lucca non ha nulla da invidiare a piazze come Pisa e Livorno. Non ci possiamo scordare che qui si veniva da dieci anni di fallimenti sportivi, di delusioni cocenti e il numero degli spettatori era progressivamente, inesorabilmente calato. Fateci vincere questo campionato e sono convinto che al Porta Elisa troveremo a sostenerci 3-3500 persone ogni domenica".

Fabrizio Vincenti

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