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Viva Gabriele Scandurra
14/12/2009 17:19
Sette giorni fa eravamo a commentare positivamente il bel
gesto dell'allenatore dell'Ascoli Bepi Pillon, e ci siamo trovati la
felice sorpresa di vederci regalare un momento di valori sportivi
direttamente al Porta Elisa. Quei valori che sono nati con il calcio,
basti pensare che il fuorigioco è nato come sanzione per chi stava alle
spalle dell'avversario, ovvero non lo guardava mentre tentatava di fare
gol, e delle cui tracce si fa sempre più fatica a cercarle anche se
muniti di lanterna.
Gabriele Scandurra, lo hanno detto in
tanti, è un uomo prima che uno sportivo. E anche ieri ne ha dato una
conferma con il sorriso sulle labbra e un pizzico di timidezza propria
di chi sotto i riflettori per certi gesti non ci vuole stare. Perché
per lui sono normali. E soprattutto non hanno nulla di quella ipocrisia
tipica di quando il bel gesto non costa nulla, non ha un prezzo. E'
solo un teatrino con recita a soggetto. La Lucchese quando Scandurra,
al pari di Paolo Di Canio anni fa, come ha puntualmente sottolineato
Luca Tronchetti sul "Tirreno", ha rinunciato volontariamente a un gol
per far soccorrere un avversario vinceva soltanto uno a zero. La gara
era ancora aperta. I bei gesti ci hanno abituati a farceli vedere
quando non costa nulla farli. A costo zero, appunto. Ad uso e consumo delle telecamere.
Scandurra,
invece, ci ha regalato un'altra immagine da portarci dietro per tanto
tempo, al pari dei cori con la Nocerina, dell'esodo di Prato o ancora
del gol al 90' di Biggi a Gubbio. Ieri Scandurra ha messo un altro
mattoncino, lui che con Lucca ha e avrà sempre un rapporto speciale,
nella storia delle emozioni in rossonero. Che non è detto coincidano
con i risultati, ma che rimangono addosso a chi la Lucchese l'ha nella
pelle. Viva Gabriele Scandurra. E grazie di cuore, ancora più che per la bella rete siglata.
A ben vedere Scandurra, con
Taddeucci, ci ha regalato anche un altro momento che ci inorgoglisce e
fotografa il clima rossonero. Forse in molti non hanno notato da chi si
è recato per primo appena realizzata la rete del vantaggio. E' corso ad
abbracciare, ricambiato di cuore, Marino Taddeucci. I due, sino a
poche ore dal match, erano in lotta per un posto da titolare.
Sogniamo o siamo desti? Gesti da libro Cuore? Fate voi. A noi è
quello che ci piace vedere, come ci piace vedere l'entusiasmo ragazzino
di Alessandro Galli che prima dell'inizio dice ai compagni: "Diamoci
sotto che ci giochiamo il campionato oggi". Questo nemmeno a
quarant'anni lo fermano. Probabilmente l'immancabile sigaretta nel dopo
gara è il segreto e l'elisir di lunga vita.
Ci piace da morire
questa serenità, questa voglia di lottare, di costruire. E,
permetteteci, di sognare. Ce n'è di bisogno al tempo d'oggi, forse più
di ieri. Ce n'è bisogno perché la vita non è facile per nessuno tutto
sommato, e quei novanta minuti, a volte, sono davvero una medicina per
tanti. A partire da noi. I veleni, i rigurgiti, le violenze fisiche e
verbali, le ipocrisie abissali li lasciamo agli altri. Possibilmente
che restino fuori dal calcio. Almeno da quello. Che si accomodino in
politica. Dove pare si trovino a loro agio, vista l'incapacità quasi
generale di risolvere problemi. Qualunquisti? Massì. Sempre meglio che
ipocriti a comando.
Fabrizio Vincenti