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Giovannini: "In questa categoria ho visto solo una squadra giocare come i rossoneri: il Pontedera di D'Arrigo. Il campionato? Decisivo il mese di gennaio"
17/12/2009 17:13
L'ha sempre detto: ai calciatori in senso stretto preferisce gli uomini che sono
calciatori. Domenica scorsa, per Paolo Giovannini, una soddisfazione in
più è arrivata da Gabriele Scandurra, che con un gesto ha fatto mille
volte di più di tante iniziative impregnate di fair play ma alla resa
dei conti quasi sempre vuote di contenuti.
Partiamo da Scandurra e dal quel gol volutamente non cercato per far soccorrere un avversario: vale più di uno fatto?
"E'
stato un gesto tanto bello che faccio fatica a parlarne. Anche perché
conosco Gabriele e so che tutto quello che è successo dopo l'ha persino
imbarazzato. Lui è così, ha fatto esattamente quello che si sentiva di
fare".
Uomini prima che calciatori, l'ha sempre detto.
"Lo
stimo tantissimo come persona. Lo scorso anno lo conoscevo appena e
quando lo contattai per farlo arrivare con noi in serie D avevo persino
un po' di soggezione vista la carriera importante che ha fatto. Anche
in quella circostanza fu bravissimo e disponibilissimo come pochi".
Eppure nel calcio è sempre meno presente l'etica: il fine giustifica davvero sempre i mezzi?
"E'
una domanda complessa. Nel calcio ci sono interessi davvero grandi, e
oltretutto è un po' tutta la nostra vita, anche al di là del calcio,
che fila troppo veloce, che non tiene in considerazione altri aspetti
ben più importanti. Tornando al mondo del calcio, basti pensare che a
volte il destino di una squadra, di un allenatore, di un giocatore si
consuma in una partita, in un episodio sul quale finiscono per
dipendere i destini magari dell'anno successivo. Ci vorrebbe più
serenità e il recupero di certi valori. Il gesto di Gabriele deve
servire per far riflettere".
Torniamo al calcio giocato: la
Lucchese vola, ma davanti a sé, prima della sosta, ha un ostacolo per
nulla facile, nonostante la classifica deficitaria.
"E' un campo non
facile, è sempre un derby, non lo dimentichiamo, e i giallorossi hanno
un tecnico molto preparato, umile e serio che oltretutto ci conosce
bene".
Un brutto cliente, insomma.
"Sicuramente sì. Basta
vedere le ultime loro quattro gare per rendersene conto: hanno perso in
modo assolutamente immeritato con il Bellaria, vinto con Itala San
Marco e pareggiato con due avversari ostici come Nocerina e Gubbio".
Altra gara rispetto all'andata.
"Troveremo
un altro tipo di squadra, che oltretutto recupera due giocatori
importanti come Salvatori e Dall'Ara. Davanti poi hanno una coppia a
cui prestare molta attenzione".
La partita, almeno questa è la sensazione, la dovrà fare come sempre la Lucchese.
"La
faremo noi, certo. Comunque vada. Piuttosto dovremo stare attenti al
modulo perché è chiaro che il nostro attuale, alla lunga e dopo la
sorpresa iniziale, è destinato ad incontrare le contromisure degli
avversari".
Dopo Poggibonsi arriva la sosta: maledetta o benedetta?
"Dopo
quattro cinque gare a questi livelli, dove si è sfiorata la perfezione,
il rischio è solo che si cali quindi dico: benedetta. Credo che arrivi
al punto giusto, fosse stato qualche settimana fa no".
C'è il rischio di cali di tensione?
"Lo
scorso anno lo dissi di già, oggi lo ripeto: la nostra forza è la
coscienza con cui si lavora: nessun calo di tensione. Ne sono certo".
La
Lucchese vola. Una domanda che viene spesso da fare è quanto sia merito
suo o quanto gli avversari attesi non siano stati all'altezza.
"Quando
eravamo primi, ma non eravano al massimo, mi è capitato di dirlo più
volte: quando metteremo le maniche lunghe le cose andranno meglio e
nella fascia centrale del campionato la Lucchese non fallirà. Credo
comunque che in estate da parte del gruppo non c'era stata la reale
presa di coscienza del proprio valore".
E Giovannini se lo aspettava questo valore?
"Nei
primi tre posti ero sicuro di arrivare anche allora, ma questa è una
squadra che sta giocando davvero bene. In questa categoria ho visto
solo il Pontedera di D'Arrigo, anni fa, giocare a questi livelli".
Il campionato si vince a...
"...65-66
punti e all'ultima a entrare nei play off serviranno 53-54 punti. Personalmente
sono convinto che solo noi possiamo arrivare a quel punteggio".
Quando potrebbe arrivare un momento cruciale del campionato? La famosa scrollata, per intenderci.
"A
gennaio: abbiamo cinque gare, comprese questa di domenica in cui ci
sono 15 punti a disposizione. Se ne faremo almeno 12, credo che
metteremo un bel margine tra noi e il resto del campionato. A quel
punto ci sarebbe solo da amministrare".
Fantacalcio: questa Lucchese, così com'è, quanto può fare bene in Prima Divisione?
"Per
il momento mi occupo di Seconda Divisione e quindi non saprei dire con
precisione. Penso a vincere questo campionato e basta. Certo vedere
giocare così non è facile nemmeno nella categoria superiore, sono
convinto che questa squadra potrebbe far bene anche una categoria
sopra".
Mercato, non tanto quello della Lucchese, domanda trita e
ritrita, quanto quello degli altri: come lo vede? Ci sono movimenti in
giro?
"Noi qualcosa faremo, ma non sarà un mercato di riparazione.
Per altre formazioni invece avrà queste caratteristiche, vuoi per
qualche errore estivo, vuoi perché qualche giocatore ha un contratto
troppo oneroso. Grandi movimenti in giro non ne vedo, comunque. Forse il
Gubbio potrebbe essere un po' più attivo di altri".
Fabrizio Vincenti