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Tre supertifosi per due colori per un solo amore: ecco come č nato il libro di Carina, Del Carlo e Ambrogi: "Scriverlo ci ha fatto sentire tutto l'orgoglio di essere lucchesi. Il nome Pisa? Mai presente nel volume direttamente. Per scelta e goliardia"

27/12/2009 12:32

Sta avendo un successo che nemmeno gli autori si immaginavano lontanamente. "Due colori un solo amore", il libro che descrive i cento e passi anni di storia del tifo rossonero, ha sfondato il muro delle quattrocento copie. Un risultato davvero importante se si considera che è disponibile solo da pochi giorni. Frutto della passione di tre supertifosi rossoneri - Paolo Carina, Paalo Del Carlo e Roberto Ambrogi (nella foto alla presentazione del libro a palazzo Orsetti) - il volume è di quelli davvero impedibili per chi tifa Lucchese e non solo per loro ma più in generale per chi ama il calcio. Tanti e tali gli aneddoti, le foto, in larga parte di Alcide, gli episodi lontani e recenti di chi vive e ha vissuto per la Lucchese, da rendere un qualcosa di unico lo sforzo di questi tre ex ragazzi con la Pantera da sempre nel cuore. Li abbiamo intervistati per capire qualcosa di più del libro, di come è nato, di cosa hanno cercato e trovato nello scriverlo.

Come nasce l'idea di un libro sulla storia del tifo rossonero?
"Nasce da un'idea di Paolo Carina e dalla voglia degli altri due di noi di raccontare la storia degli ultras,almeno inizialmente. Poi, con il passare del tempo abbiamo allargato gli orizzonti e siamo finiti a provare a raccontare tutto l'universo di chi ha tifato la Lucchese. Dalle origini ad oggi".

Un lavoro che è durato tanto, c'è da immaginare.
"Circa due anni, considerando anche le pause fisiologiche dovute agli impegni di tutti noi visto che nella vita facciamo altro".

Avete cercato materiale un po' ovunque: difficile la sua raccolta?
"Siamo stati avvantaggiati dal fatto che Paolo Carina custodisce un piccolo tesoro di reperti e documenti,il resto è bastato domandare in giro e ci sono state aperte le porte. Anzi, a tempo oramai scadutoe con li libro praticamente pronto, abbiamo avuto altre offerte per visionare altra documentazione. Dobbiamo ringraziare davvero tutti di cuore per la disponibilità".

Ripercorrere cento e passa anni di tifo per la Lucchese cosa vi halasciato e in cosa vi ha arricchito?
"Ci ha fatto sentire tutto l'orgoglio dell'essere lucchese e ci ha fatto innamorare ancora di più della squadra e di questi colori".

Una partita, un'emozione speciale.
"Marzo 1986, gara casalinga contro l'Alessandria: un'intera città con la Lucchese e quel boato al goal di Salvi che fu sentito fino nella lontana periferia".

Il libro è pieno di aneddoti: uno che vi ha colpito più di tutti e che magari avete scoperto proprio durante la redazione del volume.
"Sceglierei un aneddoto narrato a pagina 15 del libro, quando in una cronaca del 1914 un giornalista d'oltreforo esagera ed enfatizza le presenze dei tifosi nerazzurri al campo di S.Anna. Passano gli anni ma, da questo punto di vista, niente cambia.

Per scelta Pisa non è mai citata espressamente in tutto il volume: goliardia o cos'altro?
"Sin dall'inizio del lavoro ci siamo resi conto che pronunciare troppe volte il
nome di quella città avrebbe finito per darci fastidio e ci siamo prodigati per
trovare uno pseudonimo. Cercando di rimanere in un solco di goliardia, ma anche ribadendo che il nome di quella città ci dà sintomi allergici".

La scelta di devolvere tutto il ricavato al reparto pediatrico dell'ospedale di Lucca com'è maturata?
"Fin dall'inizio abbiamo pensato di destinare tutto il ricavato in beneficenza:
è stato facile pensare a chi più di tutti non merita di soffrire".

Il libro nei primi giorni è andato letteralmente a ruba: a quante copie vendute siete arrivati?
"Il traguardo delle 400 copie è stato raggiunto e superato. Speriamo di incrementare il bilancio comunque già ora positivo".

Un museo sulla Lucchese: un sogno nel cassetto o ci proverete sul serio a gettare le basi come annunciato durante la presentazione del libro alla stampa?
"Certo che ci proveremo, e lo faremo con tutte le nostre forze, cercando di coinvolgere e di essere coinvolti da tutte le componenti affinché il progetto di un museo e di un archivio storico possa venire alla luce, magari nei rinnovati locali del Parta Elisa".

A chi volete dedicare il libro?
"E' dedicato a tutti i tifosi rossoneri, ma in particolare a Pier Giorgio Cecchi, straordinario compagno di tanti anni di curva e cofondatore degli ultras rossoneri".

Fabrizio Vincenti

 

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