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Giovannini guarda lontano: "Un progetto per essere protagonisti anche in Lega Pro. Ritorni di ex rossoneri? Al momento lo escludo. Ma stiamo cercando una punta esterna"

24/12/2009 16:53

Per Paolo Giovannini, questo, non sarà un Natale come gli altri. Da un punto di vista professionale è arrivata una conferma tanto meritata quanto attesa, accompagnata da un progetto che gli consente, forse per la prima volta in carriera, di guardare oltre, di dar vita a un vero e proprio ciclo. Che nei pensieri di chi fa quel mestiere spesso somiglia all'araba fenice. La conferma della società consente di tendere verso ad un progetto prima di tutto.

"Credo sia un premio e uno sprone a fare ancora meglio che la società ha voluto dare. Ma sa bene con chi ha a che fare: con gente che è innammorata di questo lavoro e che a questo dà tutto. Aggiungo che c'è un clima davvero bello che coinvolge tutti noi: tecnici, dirigenti, giocatori".

Com'è arrivata la conferma?
"Nella settimana precendente Poggibonsi mi è venuto a trovare l'architetto Valentini, anche per tranquillizzare sulle voci circa possibili ingressi e per ringraziare me e tutti quanti per il lavoro svolto. Ma già in precedenza il presidente mi aveva detto che prima di Natale ci saremmo messi intorno a un tavolo per parlare di futuro".

Ci siete rimasti tanto a quel tavolo?
"Due minuti o poco più. Trovare un accordo non era difficile. Hanno aprrezzato la mia disponibilità anche a rifiutare altre offerte e io la la fiducia accordatami".

Offerte ne erano arrivate, del resto.
"Sì, Alcuni contatti ci sono stati. Tutti cercavano di capire la progettualità della Lucchese riguardo alla vicenda dello stadio e se questa proprietà avrebbe continuato a rimanere".

Due anni di contratto sono tanti, in queste categorie perlomeno.
"Vero. Svelo un retroscena: anche la scorsa estate il presidente mi aveva offerto un biennale, ma rifiutai perché non c'era la possibilità di programmare il lavoro vista l'incertezza legata allo stadio. E mi pareva inopportuno vincolare l'eventuale nuova proprietà nel caso di un passaggio di mano. C'era il rischio di navigare a vista: ora non più".

Il primo pensiero dopo la conferma?
"Che questo è il mio migliore momento da un punto di vista professionale: non mi era mai capitato di essere confermato a metà stagione. Siamo riusciti a conquistare la città e a fare bene qui. Era il mio sogno lavorare a Lucca. Fare addirittura bene per me è quasi un miracolo".

Progetti?
"Intanto continuare a lavorare fino alla conquista della promozione. Poi, insieme alla società, daremo vita ad un progetto che non significherà non essere protagonisti da subito, anche se non dovremo fare il passo più lungo della gamba. Getteremo le basi per l'anno successivo e per traguardi più alti per un campionato di vertice in Lega Pro 1. Il fatto che la società abbia deciso di provare questa strada con noi mi riempie di gioia".

Nei progetti futuri ci sarà ancora maggior spazio al potenziamento del settore giovanile?
"Ai miei collaboratori dirò di allargare gli orizzonti su questo tema, anche sviluppando nuove sinergie sul territorio e non dimenticando che se allestiremo sei squadre potrebbe esserci anche un problema sulla struttura dell'Acquedotto. Non è escluso si debba pensare a un trasloco della prima squadra a quel punto. In ogni caso, al di là del ragazzo bravo con i piedi da trovare, dovremo lavorare per avere tecnici ancora più preparati e un clima societario ideale. L'aspetto tecnico per me vale il 50%, poi ci sono altri fattori che ritengo determinanti per il funzionamento ottimale. E tra di essi quelli citati. Faccio un esempio: con Favarin stanno crescendo in tanti, anche Baldanzeddu che era già forte di suo. Dovremo far crescere i nostri ragazzi e garantire loro il clima ideale dove allenarsi e maturare".

Capitolo mercato: le voci impazzano.
"Avremo tutto il tempo di fare il punto della situazione con Favarin nel ritiro del Ciocco. L'intenzione è di trovare almeno una punta esterna perché il mister vorrebbe continuare con questo modulo che ha garantito risultati e spettacolo, riavvicinando la gente. Nomi? Marotta è un buon giocatore, ma non verrà da noi. Ci sarà da capire se si creeranno le condizioni per acquisire un giocatore con un investimento importante o invece puntare a rafforzare la rosa con un nome in grado di darci una mano da qui a giugno e magari cercare la conferma con noi in questi mesi. Vedremo. Di certo se capiterà l'occasione non ce la faremo sfuggire. In uscita invece potrebbero partire Kras e Toscano e arrivare qualche giovane al loro posto".

Si parla anche di possibili cavalli di ritorno, gente che ha già vestito la maglia rossonera.
"Ne stimo parecchi di loro, ma per il momento lo escludo. Al momento, nella nostra agenda, non ci sono giocatori che in passato abbiano vestito la maglia della Lucchese".

Fabrizio Vincenti

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